La Buona Scuola, scende in piazza contro la riforma Renzi.

Era dal 2007 che le organizzazioni sindacali non scendevano in piazza tutte insieme, unite e compatte. Lo fanno oggi, per manifestare contro il disegno di legge “La Buona Scuola”. Una riforma che vuole tutto meno che una buona scuola. E se a protestare è la quasi totalità di studenti e docenti, da Aosta a Bari, da Cagliari a Catania, da Milano a Palermo per finire a Roma, va da sè che l’ennesima pseudo-riforma sponsorizzata dal governo Renzi tanto “buona”, poi, non deve essere, per non piacere a nessuno!
 Tutte le sigle sindacali, infatti, sono concordi nell’affermare che la riforma della “Buona Scuola” è la peggiore di sempreche affosserà l’istruzione pubblica, avvilirà gli insegnanti, mortificherà gli studenti. Nemmeno la Gelmini si era meritata una "così tanta" contestazione. Nemmeno le politiche scolastiche dei governi Berlusconi avevano tirato su tante barricate. Il governo Renzi promette più o meno sette miliardi di investimenti nella scuola, tra edifici da ristrutturare e precari da assumere. E’ una bufala, è fumo negli occhi, non è vero niente, dicono i sindacati. E anche i 500 euro pro-docente previsti per l’aggiornamento personale di ogni insegnante vengono considerati alla stregua di un bidone, per il semplice fatto che lo Stato non ha neppure un euro da spendere, specie per la scuola. E, poi, sono altrettanti a non credere al premier in fatto di più educazione fisica, più ore per la musica e l’arte. Sarebbero le solite promesse elettorali mai mantenute dalla politica.
Insomma, dopo i milioni di disoccupati del jobs act, le centinaia di migliaia di precari, le migliaia di piccole e medie imprese che chiudono i battenti ogni giorno, gli svariati milioni di lavoratori dipendenti e di pensionati massacrati dall’euro e da un regime fiscale impietoso come non mai, l’esercito delle partite Iva messo ko dalla burocrazia e dal fisco, al governo Renzi non ci crede più nessuno, neppure il mondo della scuola che oggi lo boccia senza se e senza ma!

1 commento:

  1. Agnese Landini, moglie del presidente del Consiglio Matteo Renzi, è entrata regolarmente nella scuola di Pontassieve dove insegna, nonostante lo sciopero, come aveva annunciato lunedì.La moglie di Renzi sta facendo lezione in classe. Agnese Landini è arrivata in auto all'istituto superiore Balducci, ha salutato i giornalisti che l'attendevano ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni.Agnese Landini insegna lettere e latino e adesso, secondo quanto appreso, ha un contratto a tempo determinato che scadrà a giugno. Come accade durante gli scioperi del personale docente, l'organizzazione della scuola prevede che si faccia lezione nelle classi con i professori che non aderiscono allo sciopero, rispettando l'orario previsto.Poichè la signora Renzi si è recata normalmente a scuola, la classe riceve regolare lezione come da programma. Invece laddove i docenti sono assenti per lo sciopero, o non si tiene lezione o addirittura la Presidenza della scuola decide, avendo già preavvisato le famiglie nei giorni precedenti, di far lasciare la scuola anzitempo agli studenti.

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