L’altra Destra di Raffele Fitto.

di Gerardo Lisco. Raffaele Fitto ex Governatore della Puglia, delfino di Berlusconi, oggi europarlamentare, dopo una lunga e travagliata analisi, ha realizzato di non essere più compatibile con il suo padrino politico. Potrebbe non essere l’ennesima scissione che si consuma in un quadro politico, come quello italiano, caratterizzato dalla costante migrazione di parlamentari da un gruppo all’altro. Ciò che mi fa specie del nuovo soggetto politico è l’accostamento di categorie politiche quali “Conservazione” e “Riformismo“.
La nuova aggregazione politica non è proprio così nuova. Il soggetto politico che Fitto si prepara a varare in Italia è già presente nel Parlamento U.E. ed ha nel partito Conservatore Britannico di Cameron l’asse portante. Le basi ideologiche dell’Alleanza dei Conservatori e dei Riformisti Europei sono l’euroscetticismo, l’antifederalismo, il recupero dell’identità e della sovranità nazionale, il conservatorismo, il liberalismo. In sostanza l’Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei si presenta, per alcuni aspetti, come l’alter ego della Lega Nazionale di Salvini e del Front Nationale di Marine Le Pen. Il raggruppamento politico al quale fa riferimento Fitto rappresenta gli interessi di una destra ripulita e non ruspante come, appunto, la Lega Nazionale di Salvini. L’area elettorale alla quale si rivolge Fitto è quella che, pur sentendo come propri i temi leghisti, ha difficoltà a votarla perché “volgare”. Il potenziale target al quale si rivolge Fitto è anche quell’elettorato meridionale che, pur apprezzando i temi politici di Salvini, non dimentica il peccato originale della Lega rappresentato dall’antimeridionalismo. Ciò non toglie che questi due soggetti politici possano in futuro essere alleati. Il nuovo soggetto politico che Fitto si appresta a varare riesce ad ampliare l’offerta politica per l’elettorato di destra e, oltre a richiamarsi al Conservatorismo e al Liberismo, mira al recupero della sovranità nazionale in funzione di una ridefinizione del ruolo e delle funzioni dell’U.E. L’obiettivo è quello di intercettare quell’elettorato che non si sente in sintonia con una U.E. germanizzata e guidata da una tecnocrazia funzionale agli interessi delle oligarchie finanziarie sovranazionali. Questo tipo di elettorato potremmo dire che si riconosce nella massima ” Dio, Patria e Famiglia”. L’euroscetticismo che caratterizza questo elettorato non nasce solo come rivendicazione della sovranità e dell’identità nazionale ma anche come salvaguardia di una serie di valori messi in discussione da direttive che vengono dall’UE come ad esempio in materia di diritti civili. All’Alleanza dei Conservatori e dei Riformisti Europei, infatti, non a caso aderiscono, oltre i Conservatori Britannici, formazioni politiche come il PiS polacco e il Partito Politico Riformato dei Paesi Bassi, quest’ultimo addirittura esclude la partecipazione delle donne alla vita politica del partito. L’accostamento di categorie politiche, quali “Conservazione” e “ Riformismo”, storicamente in contradizione rientra a pieno titolo nella confusione che negli ultimi anni è stata artatamente creata da media e intellettuali reazionari che hanno avuto come unico obiettivo quello di confondere Destra e Sinistra. I Riformisti nascono, nell’ambito della cultura politica Socialista, in contrapposizione a quelle correnti di pensiero che auspicavano la rivoluzione come unico strumento capace di favorire il cambiamento del sistema capitalista in funzione Comunista. Il processo che ha portato allo snaturamento del termine Riformista è avvenuto a partire da Thachter e Reagan. Il termine Riformista è stato utilizzato dai Conservatori e dai Reazionari nel senso di cambiamento del sistema. Intendendo per esso non certamente la costruzione di uno Stato Sociale e Democratico più avanzato, bensì lo smantellamento del Welfare e l’accettazione tout court della diseguaglianza sociale come leva per la crescita del PIL più che dell’uguaglianza e della Democrazia. Non è un caso che il partito portante dell’Alleanza dei Conservatori e dei Riformisti sia quello dei Conservatori Britannici guidati da Cameron. In conclusione, l’offerta politica della destra si amplia in funzione di un Liberalismo Nazionale ed Euroscettico, segnale del profondo disagio verso questa UE che vive anche parte dei ceti sociali dominanti.

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