La pensione della Berti e quella della 'signora Maria'.

Fin che la barca va, lasciala andare, fin che la barca va, tu non remare... Ma poi arriva un bel giorno, quello della pensione, in cui se non hai amministrato bene le tue finanze rischi di ritrovarti con una pensione sociale... mi sembra di vedere mio fratello che aveva un grattacielo nel Perù, voleva arrivare fino in cielo e il grattacielo adesso non l'ha più. "Cantiamo" di Orietta Berti perché è un personaggio ricco e famoso, e perchè fa notizia molto più di un idraulico, di un meccanico, di un parrucchiere o di un qualsiasi altro libero professionista che ha guadagnato tanto quando era lavorativamente attivo e che oggi percepisce una pensione sociale.
La cantante si lamenta, nonostante i milioni e milioni di proventi di dischi venduti, di serate, ospitate televisive e pubblicità, perchè dopo una vita di lavoro, la sua pensione è misera: appena 900 euro al mese dopo 50 anni di carriera. Non conosciamo la situazione nel merito, ma le ragioni di un assegno così magro sono riconducibili, senza alcuna ombra di dubbio, al fatto che la famosa cantante non ha versato tutti i contributi all’Inps o almeno non li ha versati in proporzione ai suoi “lauti” guadagni. Ci risulta, invece, con estrema contezza e contributi alla mano, che la meno famosa e certamente non altrettanto ricca “signora Maria” - impiegata al catasto, dopo 40 anni di lavoro e all'età di 65 anni - riscuote una pensione di 1.200 euro al mese, e possiede un conto in banca al quale è stata obbligata dallo Stato per vedersi accreditata la pensione e sul quale non può contare lo stesso numero di zeri della signora Berti. Insomma, a prescindere dallo sfogo e dalle situazioni personali della cantante che fa notizia e poca pensione, il fatto più raccapricciante è che milioni di italiani - pur non avendo mai versato un centesimo di contributi previdenziali, perchè hanno optato per l'evasione, il lavoro in nero e l'accumulo di ricchezza - oggi si ritrovano, comunque, a riscuotere una pensione che passando attraverso alcune scellerate proposte della politica, in merito al tetto minimo previdenziale, rischiano persino di vedersela portare a 1.000 euro al mese. E allora, a cosa serve lavorare una vita intera, versare tutti i contributi fino all’ultimo centesimo - come ha fatto la “signora Maria” - per poi andare in pensione a 70anni, speranza di vita permettendo, con un assegno prossimo a quello sociale, ma senza tutte le agevolazioni e le esenzioni di cui gode una pensione sociale? Il grillo disse un giorno alla formica: il pane per l'inverno tu ce l'hai perché protesti sempre per il vino aspetta la vendemmia e ce l'avrai... Cara Signora Maria, aspetta e spera anche tu un mondo più giusto con i giusti!

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