Immigrati, la verità è che l'Europa non li vuole e a noi tocca tenerceli!

di Augusto Maccioni. A quattro anni dalla cacciata di Muammar Gheddafi la situazione in Libia è peggiorata e va avanti nel caos più completo. I due governi che tentano di mettere mano sul vasto territorio non hanno la forza di riunificare le tante tribù che esistono col risultato che entrambi si fanno la guerra per il controllo del paese. In una situazione
caotica va forte lo Stato islamico che ha gioco facile su entrambe le fazioni controllando sia il governo di Tripoli e sia quello di Tobruk. Ancora qualche settimana e i terroristi mostreranno i muscoli su ogni cosa e gestiranno il grande territorio. Nascono altre forze islamiche, come quella denominata Majlis al-Shura, forse più pericolosa dei militanti dello Stato islamico e comunque anche questi terroristi sono contro l’occidente e la sua civiltà. La premessa è doverosa perchè in tantissimi fuggono dalla guerra e chiedono uno sbarco tranquillo nel nostro paese dove è iniziato il braccio di ferro tra alcune regioni e il governo di Renzi. Ultimamente sono sbarcati 6 mila immigrati e notizie più recenti dicono che entro questo fine settimana arriveranno altri 4/6 mila profughi, una marea di gente che darà altri problemi alle strutture super affollate italiane. L’invasione incontrollata di questi immigrati non piace a Lombardia,Veneto e Liguria che pongono un problema serio e prioritario per la gravità e la portata biblica della situazione in un momento drammatico nel quale l’Europa ha chiuso i suoi confini e forse vuole rivedere al ribasso, o annullare, la versione delle “quote” messe su in fretta e furia all’indomani del massacro di migrati nel canale di Sicilia. La verità vera dell’Europa è che non vuole gli immigrati che rimane solo e soltanto un problema italiano. Le strutture del nostro paese scoppiano e le regioni stanno entrando in crisi per l’arrivo di questi profughi che non sono mille o diecimila ma iniziano ad essere una cifra ragguardevole che potrebbe creare seri problemi di convivenza sociale e di equità sostanziale con le popolazioni italiane. Se l’Europa si gira dall’altra parte e l’Onu tarda a dare soluzioni concrete ci potrebbe essere una terza via che potrebbe coinvolgere altre nazioni che hanno lo stesso problema italiano come la Spagna e la Grecia. Purtroppo noi abbiamo un male incurabile quello cioè di fare da soli e di poter risolvere le questioni con le nostre forze. L’Europa se n’è accorta e gioisce e ci lascia nel nostro brodo che sta diventando sempre più torbido. Non si tratta di non essere caritatevoli e di non mostrare il lato ecumenico ma di dare un senso quando si parla di Europa che c’è e che ci dovrebbe essere sempre anche in questa situazione di una gravità inaudita. Sulle coste libiche sono pronti 500 mila immigrati, disperati e disposti a tutto anche a morire per arrivare in Italia. E con loro potrebbero arrivare quelli più violenti e più sanguinari. E’ importante trovare soluzioni possibilmente condivise ma non tra noi, poveri e gravosi di una crisi interminabile, ma con l’Onu in un braccio di ferro serrato e proficuo visto che con l’Europa non riusciamo che a prendere calci e crisi.