Immigrazione sostenibile.

di Maria Pia Caporuscio. Dinanzi a questo nuovo modello di umanità: “accogliere tutti perché i migranti sono una risorsa” oltre che un dovere di solidarietà, accusando di razzismo chi non è d’accordo, è inquietante, perché trattasi di una situazione fuori controllo e queste giustificazioni non sono che propaganda immigrazionista. Non essere d’accordo non significa razzismo, ma semplicemente logica se non cruda realtà! Questa volta non siamo dinanzi ad una semplice immigrazione, qui si tratta di esodo biblico di milioni esseri umani,
(messo in atto dalla globalizzazione liberista della miseria) voluta da quegli esseri, che si sono arrogati il diritto di ergersi a padroni del mondo: banche mondiali e multinazionali, che si servono di ogni mezzo per sfruttarla l’umanità, mascherandosi da “buonisti” per guadagnare anche nell’industria della solidarietà. Dobbiamo imparare ad aggiungere alla parola immigrazione la sostenibilità. La propaganda di regime, basata sul peloso buonismo della spettacolarizzazione del dolore, serve a zittire ogni e qualsiasi ragionevole insostenibilità, nell’accoglienza di questi infiniti flussi emigratori. La classe dirigente si riempie la bocca con la parola accoglienza, ignorando in cosa consiste l’accoglienza. Accusano di egoismi nazionali se non addirittura di razzismo (senza ascoltare le ragioni “più che logiche” di chi ancora possiede una lucidità intellettiva). Questi buffoni che sparlano a vanvera, sanno che significa accoglienza? Oppure per essi l’accoglienza consiste nell’utilizzarli come nuovi schiavi o darli in pasto alla criminalità? Accogliere significa “prendersi cura” e questo può avvenire solo offrendo loro un lavoro certo, una casa e la certezza di una vita degna. Tutto questo purtroppo, non esiste più nella nostra nazione, resa “Ecce Homo” da questa miserabile classe politica. Qui la miseria è diventata la norma e la disoccupazione strutturale, qui i giovani sono costretti a fuggire e il fisco porta via le case ai proprietari che non riescono più a pagare tasse da usura. E dunque se non esiste lavoro per la maggior parte della popolazione residente, se i pensionati sono costretti a rovistare nei cassonetti in cerca di qualcosa per sfamarsi, come si fa a prendersi cura di questa marea umana alle nostre porte? Cosa si stanno augurando questi immigrazionisti, una guerra fra disperati per guadagnare anche sui morti? Questa classe dirigente non è solo fuori di testa, ma sono kamikaze e incapaci di dare risposte convincenti, spostano il problema accusando di razzismo chi ancora ragiona, oppure gettando la colpa ad una “cattiva ed egoistica Europa”, distraendo in questo modo le masse dal vero problema, ben sapendo che nemmeno l’Europa intera, potrebbe mai far fronte a questo esodo biblico. L’imposizione di questa ridicola “etica dell’accoglienza incondizionata” altro non è che una grottesca forma di dittatura: far arrivare migliaia e migliaia di disperati per soddisfare la loro insaziabile, famelica avidità, per arricchirsi anche attraverso questa nuova deleteria, industria della solidarietà! Se arrivano cinquecento mila immigrati al giorno e in Europa non esiste lavoro per cinquecentomila rifugiati al giorno, in quale modo si può giustificare questo commercio? Oppure intendono realizzare un suicidio sociale, nel nome dell’ospitalità assoluta? Non basta aver sfigurato l’Europa trasformandola da luogo di produzione, a luogo di consumo? Non sono bastate queste politiche che producono sfruttamento, disgregazione sociale, oltre a provocare un risentimento anti occidentale, pericolosissimo? E’ necessario far capire a queste popolazioni, che in Europa non esiste nessuna cuccagna e non ci può essere spazio per tutti. Basta con la retorica che servono immigrati per far fronte al calo demografico, (un male che non si è mai voluto curare con incentivi sociali). E’ osceno e vergognoso anche lo slogan di paragonare l’attuale esodo, all’immigrazione del passato. Basta con la retorica che siamo stati emigranti anche noi. Questo nostro sgangherato governicchio, non si vergogna di offrire ai comuni disagiati qualche vantaggio economico, pur di convincerli ad accogliere immigrati. Imparino questi buffoni che non si accoglie con la carità, ma con il lavoro! Necessita riportare il lavoro che hanno disintegrato, necessita scegliere se ritornare alla produzione oppure ad un nuovo tipo di lotta di classe. Necessita riaprire le fabbriche, incoraggiare le piccole e medie imprese, tornare a coltivare la terra, ponendo fine allo spopolamento dovuto a queste politiche contro natura, imposte dall’Unione Europea. Basta con questa economia neoliberista, che sta uccidendo non solo l’umanità ma anche il nostro povero pianeta. Questa pelosa carità non basta a sfamare la marea umana. Questa caricatura di civiltà promossa da questi idioti, ci farà trovare, non appena il rubinetto della carità si rivelerà insufficiente, nel bel mezzo di una follia sociale, di una guerriglia interetnica tra immigrati e residenti e ci accorgeremo troppo tardi di aver portato qui, gli orrori da cui questa gente è fuggita. Allarmismo? Può darsi ma il loro rassicurazionismo può diventare l’apocalisse. Non si può trasformare impunemente l’Europa in un immenso campo profughi, a vantaggio di interessi economici di chi in nome del solidarismo, gestisce questa globalizzazione della miseria e della disperazione. Questa oscena industria della solidarietà è l’ultimo atto del massacro del capitalismo neoliberista nei confronti dello stato sociale, che se non fermato in tempo, si trasformerà in una vera e propria catastrofe umanitaria e sociale.

Nessun commento:

Posta un commento

freeskipeer è uno spazio libero. L'immediatezza della pubblicazione dei commenti non permette filtri preventivi. Per questa ragione chi commenta è il solo responsabile del contenuto delle proprie affermazioni. freeskipeer si dissocia da eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

freeskipeer si dissocia categoricamente da:
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)