Internet dà diritto di parola a legioni di imbecilli, parola di Umberto Eco.

Umberto Eco attacca internet e i social network. Nell'Aula Magna della Cavallerizza Reale a Torino dove riceve in pompa magna la laurea honoris causa in 'Comunicazione e Cultura dei media', la sua lectio magistralis: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora
hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. E' l'invasione degli imbecilli". Questo è il prezzo della libertà e della democrazia, ma soprattutto il prezzo di certi libri che noi "imbecilli" associati in "legione" ci ostiniamo a pagare pur di crescere, di emanciparci, di pensare, di arrivare a formarci un'idea per poi poterla esprimere, perchè no, anche sui social. E adesso che noi "imbecilli" riusciamo a partorire una nostra opinione e finalmente possiamo farla conoscere al mondo intero, ci vogliono mettere la museruola, riportarci magari all'epoca del "becco giallo" con il ritorno dello "scemo del villaggio" che andava in tv per fare ciao alla mamma che lo guardava da casa! Ma il fatto curioso, tanto ormai c'hanno scoperto, è che noi "imbecilli" per diletto e non per mestiere, siamo letti, commentati e postati pure da loro, professoroni, tromboni, soloni e cattedratici di ogni dove, che leggono le nostre imbecillaggini e magari ci rispondono pure e poi ci scrivono sù anche un best seller! Però la "legione degli imbecilli" non ci guadagna nulla, a parte qualche querela e un folcloristico vaffanculo, mentre chi lo fa di mestiere ci costruisce sù una vera e propria fortuna economica, a volte non commisurata a quello che dice e che scrive. E allora... Benvenuti nella "legione degli imbecilli": l'ingresso è libero, anche se qualcuno, a sua insaputa, c'è già dentro da un pezzo!!!