La Chiesa apre a divorziati e famiglie gay.

Dopo l'invito ad aprire le porte di casa nostra agli immigrati pretendendo le scuse da chi vorrebbe respingerli, la Chiesa - in debito di fedeli - spalanca basiliche e parrocchie alle nuove realtà familiari: coppie divorziate e risposate, figli delle coppie omosessuali e gay!
I gay vanno accolti e non discriminati. Serve delicatezza e sensibilità: "Si ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con sensibilità e delicatezza, sia nella Chiesa che nella società. Sarebbe auspicabile che i progetti pastorali diocesani riservassero una specifica attenzione all`accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale e di queste stesse persone". I divorziati risposati non devono essere esclusi dalle “forme liturgico-pastorali”. Lo scioglimento delle nozze religioso deve essere meno dispendioso: "Si rileva un ampio consenso sull`opportunità di rendere più accessibili ed agili, possibilmente gratuite, le procedure per il riconoscimento dei casi di nullità matrimoniale". Infine, occorre includere le
 famiglie, in particolare la presenza femminile, nella formazione
 sacerdotale perchè "la presenza dei laici e delle famiglie anche
 nella realtà del seminario viene segnalata come benefica. Solo così i
 candidati al sacerdozio comprendono il valore della comunione 
tra le diverse vocazioni". Solo così la Chiesa spera di fare il tutto esaurito alla messa della domenica! Insomma, i vescovi preso atto del calo vertiginoso delle nozze in chiesa, dei battesimi, dei funerali e delle presenze domenicali dei fedeli, sono orientati a prendere atto dei cambiamenti avvenuti nelle società occidentali, pur di riempire le Chiese!

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