L'Italia è diventata un campo profughi.

Tsunami immigrazione, debito pubblico record, disoccupazione ai massimi storici e stipendi e pensioni ai minimi, tassazione alle stelle e salasso sulla casa di proprietà con Imu e Tasi che sparano a zero sugli italiani più poveri: una doppietta micidiale che stende al tappeto famiglie e imprese. E' l’Italia della non crescita. E' l'Italia invasa dai profughi. E' l'Italia di Matteo Renzi: pil sottozero e natalità pure! Per contro aumentano a dismisura tasse ed immigrati.
Qualsiasi governo a questo punto del precipizio si sarebbe dimesso per manifesta "incapacità". Ma Renzi - nonostante tutto - resiste ancora, sull'orlo del baratro, ma resiste. Forse il peggio deve ancora venire, forse ancora non è la “volta buona”, forse si tornerà presto a votare, forse... se non sarà troppo tardi, se non saremo prima completamente invasi e infine annessi al Sud del mondo e soprattutto se, come e quando l’Europa lo vorrà! Di fatto la Francia prima ha scatenato l'inferno nel Mediterraneo e poi ha chiuso a quattro mandate la porta di casa sua ai migranti: "Non devono passare, è l'Italia che deve farsene carico. Bisogna rispettare le regole di Schengen."! Insomma, una figuraccia dietro l'altra. Il governo Renzi, se l'Italia fosse un Paese normale, avrebbe le ore contate, a meno che... a meno che “il premier senza voto” non tiri fuori dal cilindro un’altra delle sue strabilianti illusioni: la conquista della Libia, prima che la Libia conquisti noi! Ma no, quello era il tizio di “faccetta nera” e ha fatto una brutta fine. Questo invece è soltanto uno scaltro, uno dalla chiacchiera facile e dal piano B sempre pronto. Il fatto è che ad ascoltarlo c’è rimasta solo la Boschi e per quanto riguarda la brutta fine è solo una corsa contro il tempo: o lui, o noi!