Solidarietà 2.0: togliere ai povere per darlo ai ricchi!

di Maria Pia Caporuscio. Dopo che i potenti di turno sono riusciti a ribaltare ogni cosa, persino il significato delle parole, come si fa a pensare bene su quello che dicono o fanno? Ora vogliono insegnarci la solidarietà (come se la conoscessero) nei confronti degli immigrati, facendo passare il popolo italiano come razzista e solo perché qualcuno si permette di contestare questo “inglobamento” promosso e gestito da lor signori,
per ragioni che nulla hanno a che fare con la solidarietà. Abbiamo imparato che non esiste il potere solidale ma esiste purtroppo, il potere di lucrare sulla pelle dei più poveri. Non lasciamoci ingannare da questa finta umanità, perché non c’è proprio nulla di umano, in quel che questi signori fanno: non può esistere solidarietà nello spezzare ai popoli le proprie radici! Questi signori non mirano ad integrare i popoli ma a disintegrare i diritti, le democrazie e ridurre il costo del lavoro, mettendo la classe lavorativa in una condizione di sottomissione (schiavitù) per realizzare il dominio assoluto del capitale. Quindi fare la guerra agli immigrati vuol dire aiutare questi sciacalli a raggiungere lo scopo. Fosse vero quel che vanno blaterando non andrebbero in quei paesi a rastrellare ricchezze e riempire i loro forzieri col sangue di quella povera gente, ma si spenderebbero per aiutarli a migliorare il loro paese, dimostrandola nei fatti la solidarietà e non a parole, per ingannare gli ingenui creduloni. Solo aiutandolo il prossimo si può parlare di solidarietà, non devastando i loro territori con immorali guerre di arrembaggio. Solidarietà significa rispetto innanzi tutto, rispetto della loro diversità, delle differenti tradizioni, invece distruggono le loro città seminando morte e distruzione e fanno passare questo orrore per “missione di pace” o peggio per “esportazione di democrazia” e oltretutto dopo aver raso al suolo le loro città, li abbandonano nelle mani della criminalità (che nasce proprio in conseguenza di queste violenze). E’ un doppio crimine l’abbandono degli incolpevoli cittadini nelle mani della criminalità, costringendoli a fuggire per salvare la pelle dopo averli privati di tutto, anche dei loro affetti. La cosa più oscena è il cambio di pelle della politica, che non si occupa più di curare gli interessi della nazione e dei cittadini, ma si prende cura di quegli economici dei capitalisti e questa trasformazione è la resa della politica al potere finanziario. Il tradimento di questi (dis)onorevoli anche nel rispettare e far rispettare le regole della Costituzione sulla quale hanno giurato il falso, non è solo tradimento ma un crimine. E’ un crimine agevolare questo esodo biblico (una riserva di manodopera a costo zero) fregandosene dei disagi abitativi, lavorativi ed economici cui sottopongono i residenti e gli stessi richiedenti asilo, abbandonati entrambi ad un triste destino, se non nelle mani della criminalità e degli sfruttatori di esseri umani. Dunque non è per solidarietà che si incoraggiano le masse di disperati a raggiungere le nostre coste. Non è per assicurare loro un lavoro più dignitoso ai livelli dei paesi più avanzati, ma l’esatto contrario: l’esodo serve per portare la nostra classe lavoratrice ai livelli di chi arriva e fornire ai capitalisti una immensa riserva di schiavi, assicurando loro ancora più profitto. La responsabilità di questi crimini va addossata interamente alla classe politica e ai media schierati dalla parte di quel degenerato, vergognoso sistema capitalistico, gestito da criminali senza scrupoli. Prendersela con i clandestini è un errore imperdonabile: il bersaglio è sbagliato! La guerra si deve fare contro chi li affama, contro chi li costringe a fuggire dalle loro case, contro chi provoca l’immigrazione, contro chi costringe anche i nostri ragazzi laureati a fare i camerieri all’estero, contro chi per lurido profitto intende riportare al Medio Evo la società civile. La guerra va combattuta contro chi sta portando alla disperazione e alla morte per fame l’umanità. Riflettiamoci bene prima di prendercela con chi come noi, non ha colpe. Usiamo il cervello prima di fare il loro interesse: la guerra fra noi è proprio quel che si augurano! Chiediamoci invece a chi fa comodo la frantumazione dello stato sociale, la cancellazione dei nostri diritti, la precarietà del lavoro, la disoccupazione, la delocalizzazione delle imprese e capiremo che sono i nostri “padroni” ad avere interesse nel realizzare questa moderna apocalisse. Sono i metodi propri del capitalismo: togliere ai povere e darlo ai ricchi! Sono loro ad avere interesse a distruggere quel che resta dei diritti sociali e delle regole democratiche. Sono loro a guadagnare abbassando sempre più i costi del lavoro. Sono loro che vogliono dominare il mondo, sottomettere l’umanità e autoproclamarsi padroni del pianeta Terra. Sono loro i pazzi criminali contro i quali dobbiamo combattere.

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