Un partito dei lavoratori contro l'affarismo padronale.

di Maria Pia Caporuscio. Da sempre questo mondo è diviso tra chi bastona e chi viene bastonato, la classe lavoratrice appartiene ai secondi. Siccome è più comodo stare dalla parte del bastone, i lavoratori sono soli contro tutti e impossibilitati a difendersi. Schierarsi dalla loro parte non è facile, per farlo ci vuole coraggio oltre ad una buona dose di dignità, generosità e intelligenza, però sono proprio costoro a scrivere la storia,
gli altri passano su questa Terra senza lasciarne traccia. Tra tutti i partiti politici che si sono avvicendati alla guida dei paesi, non ce n’è stato uno che si sia battuto, per rovesciare questo sistema che si accanisce contro la classe lavoratrice, ma tutti hanno sempre fatto promesse per carpirne i consensi e una volta al potere, dimenticare ogni e qualsiasi promessa. Ad ottenere grandi consensi tra la massa lavoratrice, sono state le sinistre (apparentemente migliori delle destre) ma anch’esse intenzionate a mantenere lo statu quo: fa comodo a tutti poter disporre di una grande massa di lavoratori da sfruttare, per poter vivere alla grande sulle loro spalle. Quindi a nessuno (tra gli appartenenti alla classe dirigente) conviene che i salariati arrivino a capire di essere tenuti in schiavitù da questi parassiti, per assicurarsi una vita da nababbi. Se gli operai fossero consapevoli che questa loro condizione era ed è, una variante al classico schiavismo medievale o coloniale dei neri d’America, si ribellerebbero ed essendo una sterminata moltitudine, immensamente più numerosa di quella dirigenziale, avrebbero in pugno la vittoria e con facilità riuscirebbero a scrivere la parola fine, su questo immorale sistema che ha diviso il mondo in ricchi e poveri: un popolo unito nessuno è in gradi di fermarlo! Per cui non succederà mai che un partito politico faccia per davvero gli interessi dei lavoratori, nessuno va contro se stesso! Non ci sono Angeli custodi alle spalle dei salariati, pronti a salvarli quando stanno precipitando in un burrone, devono essere loro a stare attenti a dove mettono i piedi: questa gente è troppo scaltra per scavarsi la fossa. Da sempre studiano i modi e i tempi per tenere al guinzaglio la propria fonte di guadagno e per essere sicuri di avere sempre a disposizione una bella riserva di schiavi, provocano precarietà e disoccupazione per spingere al ribasso i salari. Creano multinazionali per distruggere le piccole imprese e trasferire le ricchezze nelle mani di pochi, agevolando il progressivo impoverimento del proletariato. Sono questi i presupposti che formano la coscienza capitalistica. Vengono studiate restrizioni per costringere i lavoratori a rendere sempre di più e con meno diritti. Vengono ricattati e terrorizzati dallo spettro della disoccupazione, quando basterebbe lavorare due tre ore, per aver guadagnato più del misero salario che gli viene concesso, mentre le altre ore lavorate costituiscono il plus valore, con cui si arricchiscono i loro “padroni”. Sempre per le stesse ragioni smantellano la Costituzione, le regole democratiche, lo stato sociale, il sistema pensionistico, sanitario, scolastico. Sono intenzionati a disintegrare la scuola pubblica (già carente nella formazione di una coscienza politica, sociale ed economica) che solo apparentemente crea cultura, i libri di testo (più che mediocri) forniscono un’istruzione apparente che ora si intende distruggere anche quella. Vogliono evitare che la classe lavoratrice prenda coscienza di avere gli stessi, identici diritti di quelli, che si sono autoproclamati “padroni” e temono che, forti delle regole scritte nella Carta Costituzionale, possano ribaltare la situazione, per cui necessita manometterla e svuotare dei contenuti la Democrazia, troppo indulgente nei confronti dei cittadini, considerati merce. A questo punto risulta urgente e necessario creare un partito gestito e diretto dagli stessi lavoratori, un partito che si occupi per davvero di chi è costretto a vendere la propria forza-lavoro. Un partito formato da chi sa, (per averlo toccato con mano) cosa significa buttare il sangue otto, dieci ore al giorno per una misera mancia. Un partito di lavoratori per i lavoratori, che renda finalmente giustizia a chi, in silenzio e senza pretese ha contribuito e contribuisce a mantenere la nazione. Solo chi si è consumate le mani a lavorare è in grado di difendere i propri diritti. Basta continuare ad illudersi che lo faccia un appartenente alla classe avversa. Come potrebbe comprendere i disagi, le sofferenze, le umiliazioni cui si viene sottoposti ogni giorno per colpa di leggi sbagliate, non avendole mai subite sulla propria pelle? Se per davvero la classe lavoratrice fosse capace di risvegliarsi dal coma mediatico cui viene sottoposta dagli organi di informazione al servizio del potere, se fosse capace di scrollarsi di dosso la convinzione, che miseria e nobiltà siano cose naturali come gli è stato inculcato, ma una terrificante mostruosità inventata per sottometterla, darebbe vita al più grande partito della storia dell’umanità: il partito del lavoratori con numeri così elevati, che nessun altro partito sarebbe in grado di raggiungere. Un partito che passerebbe alla storia per aver restituito al pianeta Terra l’armonia, la giustizia, l’amore e la gioia di vivere, che gli erano state tolte. “Chi ha tempo non aspetti tempo” recita la saggezza popolare: facciamola nostra questa perla di saggezza e prima che sia troppo tardi. Costruiamolo noi quel favoloso partito antiliberista, che si pone dalla parte dei bastonati e non da quella del bastone. Ma lo vogliamo capire o no che non si possono incaricare gli sfruttatori ad agire contro se stessi, Cristo! E’ stata proprio questa ridicola ingenuità, arrendevolezza, remissività, tolleranza, sottomissione e ignavia a creare questo mostro che da sempre distrugge l’esistenza dei più indifesi, impedendo di vivere a miliardi di esseri umani affinché un pugno di rinnegati potesse vivere come “dei” nell’Olimpo.

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