Approvata la riformicchia della P.A.: salvi tutti i privilegi della 'casta'!

"Un altro tassello: approvata la riforma della P.A., #lavoltabuona. Un abbraccio agli amici gufi": così il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato via Twitter l'approvazione in via definitiva della riforma della Pubblica amministrazione. Così va l'Italia: il Paese affonda nella crisi più nera e c'è chi twitta le sue vittorie di Pirro!
La montagna ha partorito il topolino: restano infatti tutti lì, intatti, inattaccabili e inamovibili, i privilegi della "casta", gli stipendi d'oro di dirigenti e semplici impiegati che a centinaia di migliaia occupano le poltrone e le scrivanie d'oro di Quirinale, Camera, Senato, Palazzo Chigi, ecc, ecc. Restano, altresì, da fame gli stipendi di tutti gli altri travet dello Stato tanto più discriminati rispetto ai loro 'Super-colleghi-d'oro' quanto più distanti sono dai posti di comando! Resta pure in piedi il mastodontico apparto giurassico della burocrazia italiana che, invece di snellire pratiche e procedure, è studiato e riformato giustappunto per rendere più complicata la vita dei cittadini onesti e per bene, e per aggrovigliare vieppiù "la matassa-p.a." con altre leggi, ddl, dl, dpcm, dpr, dm, articoli e codicilli vari, dove si annidano e si moltiplicano tutti i mali del Paese, e grazie alla quale i soliti furbi riescono sempre a farla franca! Comunque, il Senato - abolito da Matteo Renzi!? - approva il ddl di riformicchia della Pubblica Amministrazione, solo fuffa e niente arrosto!  Palazzo Madama ha infatti approvato la delega sulla P.A, con 145 voti a favore. I contrari sono invece stati 97 e nessun astenuto. A favore della delega hanno votato Ap e Pd. Si sono detti contrari al ddl M5s, Fi, Ln, Cri, Sel, Gal ed Ala.
Eccolo, comunque, il testo della riformicchia: 
- LICENZIAMENTI FACILI. Quando scatta un'azione disciplinare non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto, la pratica dovrà essere portata a termine senza escludere il licenziamento. Quanto alla diatriba sull'articolo 18, la reintegra resterebbe. - NUMERO UNICO PER EMERGENZE. Basterà chiamare il 112 per chiedere aiuto in ogni circostanza. L'idea e' quella di realizzare centrali in ambito regionale che, raccogliendo la richiesta, siano in grado di smistarla al servizio interessato. - UN SOLO LIBRETTO PER AUTO. Si apre al trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall'Aci, al ministero dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione. Si va infatti verso un'unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto. - CONCORSI, SUPERATO VOTO MINIMO LAUREA. Non ci sarà più una soglia sotto la quale si è fuori dalle selezioni pubbliche. L'obiettivo è dare più importanza alla valutazione in sede di concorso. Nelle prove non mancherà mai un test sull'inglese. - BOLLETTE ELETTRONICHE DA PAGARE CON SMS. I pagamenti verso la P.A, come bollette e multe, potranno avvenire anche ricorrendo al credito telefonico (ricaricabili o abbonamenti) purché si tratti di micro-somme (presumibilmente sotto 50euro). Il versamento potrà quindi essere eseguito con un semplice sms. - SCOMPARE FORESTALE, RIORDINO FORZE. Il ddl pone le basi per l'assorbimento della Forestale in un'altra forza (con tutta probabilità i Carabinieri), così da portare i corpi da 5 a 4. Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze. - STRETTA SU DIRIGENZA. Anche i capi diventano licenziabili se valutati negativamente. Ma pur di non essere mandati potranno optare per il dimensionamento. Gli incarichi non saranno più a vita (4+2 anni) e scatta la revoca in caso di condanna della Corte dei Conti. A proposito è stato aggiunto un intero articolo dedicato al processo contabile. - TUTTI I DIRIGENTI IN UN UNICO BACINO. E' previsto un solo ruolo (seppure diviso su tre livelli: statale, regionale, locale) senza più distinzione tra prima e seconda fascia. Si va verso una quota unica (intorno al 10%) per l'accesso di esterni. La figura del segretario comunale è superata. - SU ASSENZE CON POTERI A INPS. Niente più finti malati. Per centrare l'obiettivo le funzioni di controllo e le relative risorse passano dalle Asl all'Inps. Vengono poi posti dei paletti per il precariato. C'è anche un passaggio per favorire la staffetta generazionale, ma a costo zero. Nasce la Consulta per l'integrazione dei lavoratori disabili. - MAGLIE PIU' LARGHE PER PENSIONATI P.A. Il tetto di un anno vale solo per i ruoli direttivi. Le altre cariche sono comunque consentite, ma resta il vincolo della gratuità. - SCURE SU PARTECIPATE. Verranno ridotte e si prevede un numero massimo di 'rossi' dopo cui c'è la liquidazione, possibile anche il al commissariamento. Si prevede il dimezzamento delle camere di commercio. - SFORBICIATA SU PREFETTURE. Si va verso un taglio netto che potrebbe portare anche a un dimezzamento, quel che ne rimarrà andrà a finire nell'Ufficio territoriale dello Stato, punto di contatto unico tra P.A. periferica e cittadini. Si farà piazza pulita degli uffici doppioni tra ministeri e Authority si tratta di interventi di Spending Review che si ritrovano anche nella riduzione alla spesa per intercettazioni. - PRATICHE DIMEZZATE PER GRANDI OPERE. Un 'taglia burocrazia', al fine di semplificare ed accelerare, fino al dimezzamento dei tempi, le operazioni in caso di rilevanti insediamenti produttivi, opere di interesse generale. Scatta la possibilità di attribuire poteri sostituitivi al premier. - SILENZIO ASSENSO TRA AMMINISTRAZIONI. In caso di contese tra amministrazioni centrali su nulla osta e altri concerti sarà il premier a decidere, dopo un passaggio in Cdm. E' fissato anche un tetto per ottenere il sì: massimo 30 giorni, che diventano 90 in materia di ambiente, cultura e sanità. Sulla stessa linea le misure per sbloccare la conferenza dei servizi. - GHIGLIOTTINA SUI DECRETI. Una forbice che mira a sbrogliare la matassa di rinvii a provvedimenti attuativi. Tutto passa per una delega al Governo, chiamato a fare una cernita sugli ultimi tre anni (esclusi i dlgs). - POTERI A PALAZZO CHIGI. Verranno precisate le funzioni di palazzo Chigi per il mantenimento dell'unità di indirizzo. Un rafforzamento della collegialità che si ritrova anche nelle nomine di competenza, in modo che le scelte passino per il Cdm. La delega riguarda pure la definizione delle competenze in materia di vigilanza sulle agenzie fiscali (come le Entrate). - UNO STATUTO E UN NUOVO CAPO PER P.A. DIGITALE. Arriva la 'carta della cittadinanza digitale', con il Governo delegato a definire il livello minimo di qualità dei servizi online. A guidare la svolta digitale ci penserà un dirigente ad hoc. - FREEDOM OF INFORMATION ACT ITALIANO. Tutti avranno il diritto di accedere, anche via web, a documenti e dati della P.A. Si spalancano gli archivi pubblici, ma restano dei limiti.

6 commenti:

  1. salvatore5806 agosto, 2015

    I dipendenti di Camera e Senato, nessuno escluso, pur lavorando per lo stato fanno categoria a se e non vengono considerati come tutti gli altri dipendenti pubblici, basterebbe semplicemente inquadrarli nel pubblico impiego.

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  2. E' uno schifo sentire queste notizie. Forse il PD prenderà i voti di questi dipendenti milionari ma perderà il voto di decine di miliaia di dipendenti pubblici e privati che guadagnano 1500 euro al mese e pensionati alla fame- Se Renzi non ha il potere di cambiare questa vergogna, allora finirà presto il suo mandato

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  3. Non sia mai che qualche privilegio in Italia venga abolito.Meglio tagliare la sanità e le pensioni ai poveri cristi.Renzi prima se ne va a casa e meglio è.

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  4. considerando che Renzi non ha nessun mandato , questo sta creando agli Italiani dei danni irreversibili, avrà la responsabilità di come saranno ridotti milioni di Pensionati quasi alla fame con l'assistenza Sanitaria ridotta , a fronte dei privilegi della Casta e dei Politici MAI TOCCATI . Non è stato votato per andare a fare i danni che sta facendo e prenda anche in giro andando in televisione a dire che nessuno come Lui ha fatto le riforme, si quelle che non riguardassero i Suoi amici di Caste e Politici . Cosa hanno fatto di male milioni di Italiani per meritarsi Renzi?

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  5. figli e figliastri che lavorano per lo stesso datore di lavoro, lo stato, e retribuiti non in base al merito ma solo per chi sta seduto più vicino al fuoco, che scandalo!

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  6. Una riforma inutile, come tutte le altre: non cambia niente!

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