Il Paese effettivamente è ripartito, peccato che abbia innestato la retromarcia.

La grande bellezza dell'Italia, i mari, i monti, i laghi, i fiumi, le isole, le opere d’arte, l’archeologia, i paesaggi più belli, i prodotti e la cucina più buona del mondo, producono inspiegabilmente decrescita infelice peggio che in Grecia: debito pubblico inarrestabile, corruzione ed evasione ai massimi storici, degrado, incuria, Pil in picchiata, tasse in continua ascesa, servizi zero, immigrati tanti, troppi e italiani più poveri, depressi e che hanno smesso pure di fare figli. Questa la fotografia a tinte sbiadite di quello che un tempo fu il Belpaese e tutto questo ‘disastro’ va moltiplicato per cento quando si parla del Mezzogiorno.
L'Italia, nonostante l’ottimismo sbandierato dal “premier senza voto”, continua a sprofondare! I dati macroeconomici sono disastrosi. E’ sufficiente leggerli per capire che ha ragione Renzi: il Paese effettivamente è ripartito, peccato che abbia innestato la retromarcia. Eppure la soluzione ci sarebbe. Abbattere le tasse per attrarre capitali stranieri e mettere più euro in busta paga e pensioni. E poi, investimenti pubblici mirati su agricoltura, pesca, beni culturali e turismo. Si può fare, basta volerlo. Ma il “premier senza voto” parla, parla, parla, ma non smuove neppure mezzo punto di prodotto interno lordo. Delle due l’una: o non vuole, o non ne è capace!

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