L’Italia riparte!? Sarà, ma gli italiani non se ne sono ancora accorti!

L’Italia è fuori dal tunnel della crisi!? Sarà, ma gli italiani ancora non se ne sono accorti. Eppure 'lorsignori' si affannano a dire che il Belpaese è in netta ripresa e che l'economia è in crescita, anche se i fatti dimostrano tutto l'esatto contrario. Stipendi bloccati da anni, previdenza massacrata da riforme insensate, contratti collettivi scaduti da non si sa quando, milioni di disoccupati, servizi nulli,
degrado urbano, dissesto idrogeologico, mentre l'unica cosa che crescere realmente in questo Paese sono sempre loro: le tasse! Eppure l’Italia riparte. “L'Italia può fare di più e in termini di crescita è di sicuro possibile che possa fare come o meglio della Germania.”. A sostenerlo è sia la Troika che l'interfaccia-italiana di Fmi e Bce, il ‘premier senza voto’, ma forse per "ripresa e crescita" intendono proprio quella del fisco che continua ad incassare milioni e milioni di euro dai ‘soliti fessi’ e che, nelle previsioni, incasserà ancora tanto di più, senza restituirgli indietro un fico secco di niente! Così stanno le cose, ed è impossibile dare a bere al Signor Rossi che 'l’Italia è ripartita' quando il suo stipendio è rimasto fermo ai tempi della ‘conversione Lira-Euro’ e il costo della vita è lievitato a dismisura. Se prima dell’euro, infatti, il Signor Rossi con sei mila lire ci faceva pranzo e cena, oggi a malapena ci compra un cono gelato! Comunque, ammesso e non concesso, che ripresa c'è, che ci sia anche per chi campa di stipendio da lavoro dipendente e che si riaprano tutti i tavoli contrattuali. Ma è qui che casca l’asino della 'loro' ripresa. Sindacati e datori di lavoro non trovano l’accordo economico: i primi reclamano più soldi in busta paga, i secondi vogliono tenersi gli utili nelle proprie tasche senza sborsare un quattrino di più, anzi qualcosa di meno e per questo giocano di sponda con il governo. Pertanto, non è escluso un intervento del “premier senza voto” che con l'ennesima “riformucola” tenterà di rottamare, dopo l'Articolo 18, anche le vigenti norme contrattuali. Alla fine, sarà comunque un film già visto: nelle buste paga dei lavoratori finiranno solo pochi spiccioli, che poi il fisco si riprenderà indietro con qualche altro balzello. E' questa la ripresa di cui ci parlano, l’ennesima ri-presa per i fondelli.

7 commenti:

  1. Ma chi in Italia può dire di essere uscito dalla crisi se campa di lavoro dipendente e non evade le tasse?

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  2. Per quanto mi rigurda, uscire dalla crisi significa rimettermi in busta paga quei sette/ottocento euro che mi sono sati tolti dal ConvertitoreLira-Euro!

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  3. A chcicchiere non si cambiano le cose, ma si rischia di tronare indietro.

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  4. GufiRibelli07 ottobre, 2015

    Sì vabbè, l'Italia riaprte, ma in retromarcia!

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  5. L'Italia riparte, ma lascia a piedi lavoratori, pensionati e giovani disoccupati

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  6. è tutta propaganda, non è cambiato niente basta farsi un giro per le strade e rendersi conto che oggi è peggio di ieri

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  7. L'Italia uscirà dalla crisi quando gli italiani potrnno lavorare con scrupolo e coscienza a fronte di uno stipendio dignitoso e adeguato al costo della vita!

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