Statali, il rinnovo dei contratti si allontana al 2016!

La sentenza della Consulta parla chiaro: il blocco dei contratti del pubblico impiego è stato illegittimo e il governo ha l'obbligo di riaprire la contrattazione. Se non altro per il fatto che i contratti degli statali sono congelati da ben sette anni, nel corso dei quali i prezzi sono lievitati, ma lo stipendio è rimasto sempre lo stesso.
Però fino a quando non si sarà provveduto a ridurre i comparti del pubblico impiego dagli attuali 11 al massimo dei 4 imposti dalla riforma Brunetta, non si potrà procedere a nessun rinnovo. Pertanto, il tavolo per riscrivere la parte economica, non verrà convocato prima dell’inizio del prossimo anno, ottimisticamente in primavera. Ma come sempre il problema più grosso è costituito dalle risorse che il governo stanzierà per il rinnovo nella prossima manovra finanziaria, quella che sarà approvata in questi giorni. La cifra, di cui si parla, potrebbe essere attorno ai 400 milioni all’anno per il prossimo triennio. Soldi ai quali, comunque, si sommerebbero anche i 400 milioni già previsti a legislazione vigente per l’indennità di vacanza contrattuale del 2016 e i 620 milioni del 2017. Gli aumenti scatterebbero dal 2016. Per gli anni passati, 2015 compreso, il governo non riconoscerà gli arretrati. Altro problema. Come saranno divisi i fondi tra privatizzati, come per esempio i Ministeriali, e pubblici, come le Forze di polizia? E soprattutto a chi e quanto sarà dato in busta paga? I sindacati auspicano aumenti a pioggia, come avvenuto in passato: belli e brutti quei quattro soldi li prendono tutti! Il governo, invece, punterebbe a legare gli aumenti alla produttività e al merito. Purtroppo resta il dilemma di sempre: come e chi stabilirà quali sono i travet più bravi e quindi passibili di aumento?

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