Lo Stato di Guerra e l’allentamento del Patto di Stabilità.

di Gerardo Lisco. Ormai è chiaro a tutti che l’ISIS è il frutto di errori fatti dall’UE e dagli Stati Uniti nello scenario Mediorientale e Nord Africano. Gli attentatori sono persone di seconda e terza generazione nate e cresciute nelle periferie delle grandi città capitali degli stati europei, un tempo imperi coloniali. Nello specifico la Francia continua a
svolgere una funzione coloniale e imperiale rispetto a una parte consistente di Stati Africani a prevalenza musulmani attraverso la moneta circolante in questi Paesi e cioè il franco CFA, moneta garantita dal Tesoro francese ai fini della convertibilità con l’euro. In Paesi come il Mali, il Niger ecc., inoltre, la presenza militare francese è una costante. I governi di questi Paesi non battano ciglio senza che il Presidente della Repubblica Francese non voglia. La funzione imperiale e neocoloniale della Francia è dimostrata anche dalla guerra parallela e per molti versi autonoma che la Francia sta conducendo in Siria per abbattere il regime di Basdhar al- Assad e solo adesso per combattere l’ISIS. In questi anni l’ISIS ha terrorizzato il mondo: attentati in Australia, Kenia, Libano fino all’ultimo attentato, ormai ufficialmente tale, che ha visto l’abbattimento dell’aereo Russo sul Sinai. In sostanza parlando della Francia non parliamo di uno Stato - Nazione sprovveduto e alla mercè del terrore. Parliamo di una potenza militare di rango, una potenza nucleare, membro del Consiglio Permanente dell’ONU. In sostanza pensare che tutto quanto sia accaduto sia casuale e fuori controllo mi sembra poco credibile. Siamo in presenza del fallimento della globalizzazione neoliberale e l’ufficializzazione della guerra all’ISIS è la foglia di fico dietro la quale si vuole nascondere questo fallimento e si cerca in qualche modo di far si che quello zero virgola qualcosa percento di ripresa del PIL possa diventare qualcosa di più corposo. Il riarmo e la guerra sono sempre state un’ottima occasione per la speculazione finanziaria e non solo. Più cresce il terrore tra i cittadini e più cresce l’indice della borsa. Senza andare molto indietro nella Storia, a partire dal riarmo della Germania di Hitler, passando per lo “Scudo spaziale” di Reagan fino alle due guerre del Golfo, i conflitti armati e il riarmo hanno sempre rappresentato delle ghiotte occasioni. Non è un caso che le spese, che gli Stati UE sosterranno per la difesa e l’ordine pubblico sono state immediatamente dichiarate non assoggettate al patto di Stabilità. Eppure se vediamo ciò che sta succedendo in Italia con i pagamenti per prestazioni e servizi acquistati da Pubbliche Amministrazioni bloccati per il “Patto di Stabilità” la cosa appare contradittoria. Per non parlare della spesa pubblica per il sociale tagliata ad ogni Legge di Stabilità. Uno Stato in Guerra autorizza i suoi governanti ad adottare provvedimenti straordinari che rafforzano l’Esecutivo. Riducendo la funzione di controllo operato dagli altri organi dello Stato per non parlare della funzione di controllo che hanno i media nell’informare l’opinione pubblica. Il Presidente Francois Hollande ha chiesto addirittura modifiche alla Costituzione. Eppure l’ordinamento costituzionale francese già attribuisce al Presidente della Repubblica poteri eccezionali per casi come questi. Eppure non bastano. Le oligarchie finanziarie che guidano questa assurda globalizzazione hanno preso atto che gli shock creati fino ad ora non sono stati sufficienti per domare le minoranze critiche presenti in ogni Paese democratico. Ci voleva uno shock più forte: la Guerra dentro le mura di casa. Ecco, dunque, la guerra all’ISIS. Lo Stato di guerra comporta un’economia militarizzata, provvedimenti straordinari e svincolati dal controllo, per cui quale migliore occasione per introdurre nuove misure in materia di controllo degli organi di informazione, delle libertà politiche, sindacali di associazione, ecc.. Quale migliore occasione per unificare Stato e Nazione in nome del terrore. Peccato solo che lo Stato invocato sia lo Stato Minimo teorizzato dai Liberali. Ossia lo Stato oligarchico ed oligopolista ridotto a solo guardiano degli interessi egemoni. La sospensione della partita di calcio in Germania ha la funzione di domare quel minimo di spirito critico in una Nazione già di per sè propensa ad accettare l’Autoritarismo. Il discutere se tenere o meno il Giubileo è funzionale a domare anche le minoranze critiche presenti in Italia. La nostra fortuna è che attorno al Giubileo ruotano interessi troppo forti in grado di mettere in crisi l’identità della Nazione italiana ancora fortemente cattolica. Il Governo italiano è per una guerra non dichiarata ufficialmente. Scioccare le masse per favorire un’ulteriore stretta ai sistemi Democratici e al Welfare State. Parliamoci francamente l’allentamento del Patto di Stabilità per le spese militari comporterà sicuramente un aumento del deficit e del debito. Chi pensate dovrà pagare quel debito quando poi verrà stabilito che bisognerà rientrare nei parametri fissati dagli accordi ? Il vero fine è quindi un processo di ristrutturazione del sistema politico Occidentale ancor prima della Guerra al Terrorismo.

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