Nel PdR il livello del dibattito non è mai stato così... bassolino.

Al "premier senza voto", Antonio Bassolino che si candida a Napoli non piace proprio, se non altro perchè contravviene alla regola della rottamazione, senz'altro perchè non è uno dei "suoi"! E allora eccolo bello e servito il "rottama-bassolino": nel PdR - il Partito di Renzi - uno che ha già fatto il sindaco non può più candidarsi.
"Chi ha chiuso un'esperienza non si può più ripresentare", dice come sempre a denti strettissimi Debora Serracchiani, vice di Renzi. Invece è tutto nella norma quando capita che un giovanottone ambizioso, tutto chiacchiere e poco arrosto, abbia fatto il sindaco a Firenze e poi sia stato piazzato a Capo del Governo, senza candidarsi e per giunta senza mai essere stato eletto, ma "nominato" ad una missione alla quale soltanto lui poteva adempiere: "Salvare l'Italia"? Certo che no, come pure è no il fatto che stia riuscendo in questa missione! Ma queste sono altre questioni. Oggi il PdR ha un altro problema: il vecchio che avanza! E il PdR non può cadere ancora più in bassolino di quanto non abbia già fatto. Pertanto, anche se la corsa alle primarie di Napoli è già partita, la miccia va disinnescata prima che la bomba-bassolino deflagri. “La proposta della segreteria, che sarà discussa nelle prossime settimane, prevede che chi è già stato sindaco non potrà candidarsi alle primarie”, ribadisce la Serracchiani. E così non ci vuole un gran genio per capire che sia una "regola" confezionata su misura per neutralizzare la candidatura di Antonio Bassolino a Sindaco di Napoli. Una regola che ha tutto il sapore dell'aforisma "prendere due piccioni con una fava"dal momento che farebbe fuori pure Ignazio Marino, un altro che ha “minacciato” di ricandidarsi alle primarie per Roma. Insomma, responsabilità personali a parte, nel PdR a decidere non saranno i militanti con le primarie, ma soltanto lui, il "premier senza voto"!

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