Un medico riposato e ben retribuito assiste meglio i pazienti e riduce rischio errori!

Hanno tra le mani i destini delle nostre vite, ma sono costretti a turni massacranti e a retribuzioni di gran lunga inferiori a tutti gli altri dirigenti dello Stato. Però da oggi, 25 novembre, scatta lo stop ai turni massacranti dei camici bianchi e saranno bandite le lunghe notti di guardia che iniziano alle 20 e terminano in tarda mattinata. D’ora in poi ogni medico che opera in una struttura pubblica non potrà lavorare più di 48 ore a settimana, più di 13 ore di seguito e il riposo minimo sarà di 11 ore. Ma, vista la carenza di personale, gli ospedali
rischiano il caos. Tutto questo succede perché l’Italia recepisce con ritardo (siamo l’ultimo Paese in Europa) la direttiva europea del 2003 che stabilisce gli orari di lavoro dei camici bianchi. Fino ad oggi si è andati avanti a colpi di deroghe. Per far valere i propri diritti, migliaia di medici sarebbero pronti a una class action per ottenere un risarcimento per le ore lavorate e non pagate dal 2003 a oggi: un salasso che si stima possa raggiungere i 3 milioni di euro. Insomma, la sanità e la salute degli italiani non si cura tagliando i fondi alla Sanità pubblica come sta facendo questo governo, tutt’altro. Quel che serve è tagliare gli stipendi dei super burocrati dello Stato, gli sprechi, le inefficienze e le ruberie della macchina pubblica, per redistribuire risorse agli operatori sanitari e assumere altro personale. Chi pensa che farsi operare da un chirurgo che ha trascorso un'intera notte, senza tregua, al Pronto Soccorso per 12/15 ore di fila sia "salutare", si accomodi pure. Io aspetto... il cambio turno!

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