La riforma delle pensioni adesso, subito, prima che salti tutto!

Un fatto è ormai drammaticamente certo: gli attuali trentenni dovranno lavorare fino a 75 anni per incassare assegni pensionistici sensibilmente inferiori a quelli dei loro genitori. In buona sostanza con uno stipendio di 1.200 euro al mese la futura pensione sarà all’incirca come quella sociale, ovvero di appena 800 euro! Ora, mentre su stipendi medio-alti l’effetto del contributivo viene contenuto, invece, su quelli medio-bassi è devastante.
E senza stare a scomodare ulteriormente chi è stato l’artefice di una tale disastro sociale e che ha il cattivo gusto di dire “i trentenni pensino al lavoro, non alla pensione”, l’idea che una nuova, ennesima riforma previdenziale si renderà presto necessaria è ormai irrinunciabile. In primis, occorre separare la previdenza dall’assistenza: pensioni sociali e d’invalidità devono essere demandate alla fiscalità generale e non pagate con i contributi dei lavoratori. In secondo luogo, occorre rivedere l’età pensionabile per consentire il ricambio generazionale nel mondo del lavoro e porre rimedio alla disoccupazione giovanile: si deve essere collocati a riposo, a prescindere dall’età anagrafica, con 40 anni di contributi. Da ultimo, ma non per questo meno importante, rivedere al rialzo i coefficienti di trasformazione applicati ai contributi versati per garantire una pensione che sia il più vicino possibile all’importo dell’ultimo stipendio percepito, ripartire in egual misura il monte contributivo tra i pensionati di ieri, di oggi e di domani, rivedendo i trattamenti pensionistici fondati sul sistema "retributivo secco", soprattutto se sproporzionati rispetto ai contributi realmente versati. Le chiacchiere, soprattutto di certi professoroni che, dall'alto di sommi privilegi e dal basso di imperdonabili disastri, non conoscono la dignità del silenzio, stanno a zero. Altrimenti meglio incrociare le braccia ed attendere gli aiuti di Stato: reddito di cittadinanza e pensione sociale!

5 commenti:

  1. Auguro buone feste a tutti i politici, ed auguro loro che i loro figli passino una vita piu dignitosa , con meno stenti e meno problemi di salute dei lavoratori precoci ed esodati, attuali ,(escluso naturalmente M5 Stelle ) sempreche igli agiati pargoli, guardino i loro genitori in viso e si Vergognino, per loro , ma sarà difficile perchè si abbeverano alla stessa Florida sorgente, Penso comunque visto il grande interessamento alla vita del Popolo, da parte del Governo , che Il buon Sandro Pertini si sarebbe rifiutato di fare un discorso di fine anno agli Italiani ..................

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  2. Stasera non farti del male CAMBIA CANALE non sentire il discorso di fine anno del presidente della repubblica delle banane!

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  3. è giusto e equo l'articolo. rivedere i coefficienti a tutti i pensionati. non arriveranno mai...... hanno troppi privilegi
    gli onorevoli sindacalisti, giornalisti, magistrati...
    presidente renzi dove sei?

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    1. Ma che domanda.... sta con tutti loro!!!

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  4. Questa crisi la pagheremo fino alla tomba (se ne avremo una visto che forse non ci potremmo permettere neppure quella). Dopo aver cambiato il sistema previdenziale mandandoci in pensione alla 'giovane' età di 68 (e passa) anni, dopo aver cambiato il sistema da retributivo (pensione calcolata sul reddito degli ultimi 5 anni) a contributivo (pensione calcolata sui contributi effettivamente versati), ecco le 'sorprese'! Il montante (totale dei contributi versati + rivalutazione) dovrebbe essere rivalutato ogni anno in base all'andamento del PIL e altri fattori calcolato sulla media dei 5 anni. Bene! Quest'anno (e chissà per quanti altri ancora ...) il 'montante' non è aumentato di un solo centesimo. Disattenzione? Paraculaggine? Presa per il culo? E non è tutto da quest'anno (e fino al 2018) è stato abbassato anche il coefficiente di trasformazione (ovvero la percentuale che verrà applicata al montante suddetto per calcolare l'importo annuo della pensione) dello 0,1% (mediamente, penalizzando ulteriormente chi ci va più tardi) poco direte voi! Ma togliere lo 0,1% sul 5% (media) non è poco visto che dal 2018 verrà ulteriormente abbassato ogni due anni. Risultato: lavori più anni, versi più contributi, prendi di meno con il sistema contributivo e, non bastando, prendi di meno anche in base al ribasso dei coefficienti di trasformazione. Questo sistema pensionistico non solo va ASSOLUTAMENTE cambiato (altrimenti ci sarà un grosso problema sociale nel decennio 2020-2030), ma andrebbero arrestati tutti coloro che l'hanno votato.

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