mercoledì 20 gennaio 2016

Bullismo e Cyberbullismo, una drammatica piaga del nostro tempo.

Gravi fatti di bullismo riempiono in maniera drammatica le cronache di questi giorni. Il bullismo rappresenta una forma estrema di degenerazione nel mondo adolescenziale. Il bullo è un violento ma spesso è fragile: un ragazzo che cerca un tentativo di affermazione violenta per la compensazione di sentimenti di fragilità e inferiorità nei confronti del mondo. Il professor Alessandro Meluzzi, medico chirurgo specialista in psichiatria, psicologo, psicoterapeuta e criminologo, ha scritto un libro su questo drammatico fenomeno dei nostri tempi, dal titolo "Bullismo e Cyberbullismo". Nella pubblicazione si possono trovare gli studi del professor Meluzzi in merito ai fenomeni che
influenzano l'atteggiamento dei "bulli" moderni, che si avvalgono anche delle più recenti tecnologie per registrare e mostrare gli atti compiuti. Unendo esempi pratici e teorici, il professor esamina, infatti, anche l'amplificazione degli atti commessi dai "bulli", analizzando il ruolo dei social networks nella società attuale. Un libro di un esperto che unisce studi teorici a esempi pratici, per comprendere uno tra i fenomeni più drammatici e diffusi della contemporaneità. L'amplificazione prodotta dai media e dai social network estremizza questa condizione, anche perché la dimensione degli smartphone, che diventano ricevitori e trasmettitori nello stesso istante, fa sì che la prodezza del bullo possa diventare uno spettacolo con decine di migliaia di accessi. Quando, poi, il fenomeno riguarda le ragazze, si innesca un meccanismo che ne amplifica la mediaticità. Il bullismo delle ragazze pare contraddire un'aspettativa quasi naturale verso il femminile. Ci si aspetta cioè che siano più attente dei maschi alle ragioni della tenerezza, dell'empatia, dell'accoglienza e della non-violenza. Il bullo è la classica figura di un carnefice-vittima: un carnefice perché produce dolori e sofferenze negli altri come tutti gli psicopatici e i sociopatici, ma anche una vittima perché viene immediatamente isolato e stigmatizzato, considerato un soggetto borderline nella propria comunità sociale di riferimento di suoi pari.

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