Il lavoro è dignità non è carità: quei "lordi" 8euro non li vogliamo!

Blocco del turn over, blocco delle pensioni, blocco delle retribuzioni, blocco delle carriere, blocco delle riqualificazioni, blocco delle forniture, blocco dell’efficacia e dell’efficienza. E’ tutto bloccato nella Pubblica Amministrazione: lo Stato è fermo. Del resto se non si mette benzina nel motore la già sgangherata macchina della burocrazia italiana non solo fa fatica a ripartire, ma addirittura sta scivolando indietro, ai tempi delle mezze-maniche e delle scartoffie di Fantozzi, altro che digitalizzazione, altro che la "ripresa" sbandierata dal premier senza voto! Ma quando si parla di aumenti di stipendio ecco che dal cilindro
tirano fuori l’assenteista di turno, chi timbra il cartellino per andarsene al mare o a bottega. Ma i dirigenti per quale motivo vengono super stipendiati se non sanno neppure chi c’è o non c’è nel loro ufficio? Forse perché “loro” non timbrano il cartellino e la fanno più sporca dei loro dipendenti!? Comunque, dal rapporto della Ragioneria generale dello Stato risulta un dato incontrovertibile: le retribuzioni medie annue pro capite dei dipendenti pubblici sono scese dello 0,5% nel 2014 rispetto al 2013 e l’età media dei travet ha raggiunto, sempre nel 2014, una media prossima ai 50 anni. Ma questa è solo la temperatura rilevata. Quella percepita è molto più rovente: a 50 anni di età e con 30 anni di contributi percepire uno stipendio di appena 1.200 euro al mese rende la vita assai dura e poco speranzosa! La media delle retribuzioni rimane inferiore ai 30mila euro lordi annui e il personale vecchio e demotivato ristagna negli uffici e sogna la pensione come un traguardo che, anche se ogni giorno che passa è più lontano ed incerto, resta comunque liberatorio. Negli Uffici pubblici - in certi uffici pubblici non stiamo parlando di Quirinale, Camera, Senato, ecc, ecc, - si lavora male e si guadagna troppo poco. E questa è una situazione che riguarda esclusivamente l’Italia. In Germania, ad esempio, un impiegato percepisce più del doppio con la possibilità di andare in pensione dopo 27 anni di contributi. Il governo dei nominati per porre rimedio a questa penosa situazione ha lasciato la legge Fornero così com'era e ha stanziato in finanziaria un aumento “lordo” di ben... 8 euro a lavoratore. Una questua! Agli Statali neppure la mancetta degli 80 euro! Per combattere questa situazione di stallo generale non rimane altro che il ricorso alla giustizia attraverso cui chiedere lo sblocco immediato dei contratti e il pagamento degli arretrati non corrisposti.

6 commenti:

  1. Le regole sul licenziamento dei lavoratori che violano le regole ci sono già. Il Governo piuttosto che metterne a punto altre dovrebbe spiegare perché non funzionano sennò è propaganda.

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  2. Nello Stato italiano c'è chi ingrassa e chi fa la fame e di solito sono sempre questi ultimi a pagare il conto di governi incapaci!

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  3. Il governo farebbe bene a spiegarci perchè un dipendente della Camera dei deputati guadagna 7mila euro al mese e un dipendente del Ministero Difesa, pari grado, ne percepisce 1.200!

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  4. claudia ratti20 gennaio, 2016

    Dott. Giletti, On. Brunetta, ho avuto occasione di ascoltare la trasmissione “L’ARENA” del 17 gennaio 2016 e, pur valutando che trattandosi di una trasmissione televisiva ha necessità di aumentare gli indici ascolto, non posso fare a meno di scrivere a nome della Federazione che, mi preme sottolineare, è maggiormente rappresentativa nel Comparto Ministeri.
    Siamo fermamente convinti che la stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici lavorano con nobile spirito di servizio rispettando leggi e contratti.
    Siamo altrettanto convinti che tra i dipendenti pubblici c’è una minoranza che non rispetta leggi e contratti, che timbra ed esce, che percepisce indebiti buoni pasto, che usa giorni di assistenza ai disabili per usi “diversi”, ecc. ecc. . Non comprendiamo perché a causa di questa minoranza si debba fare una campagna denigratoria contro tutti i dipendenti pubblici che non solo fanno il proprio lavoro ma anche il lavoro degli “assenteisti” o dei furbi a qualsiasi titolo.
    Negli ambienti di lavoro, quasi sempre, i dipendenti conoscono esattamente i “vizi” dei colleghi ma c’è una forte tendenza della dirigenza (anche qui, non di tutta la dirigenza) di estraniarsi da questo tipo di problemi, di non vedere cosa succede nel proprio ufficio finché qualche esterno (ad esempio Forze dell’Ordine) rileva i problemi.
    I dirigenti fanno (quasi) sempre finta di non vedere o di non sapere anche quando le situazioni sono troppo evidenti.
    Di contro altri dirigenti si comportano come fossero Monarchi con pieni poteri.
    Ci sono anche dirigenti equilibrati che gestiscono nel migliore dei modi il proprio ufficio.
    La nostra Federazione non ha mai difeso, e non vuole farlo, i “furbetti” ma difende a gran voce la stragrande maggioranza dei lavoratori pubblici grazie ai quali la nostra Pubblica Amministrazione rende il miglior servizio ai cittadini.

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    1. claudia ratti20 gennaio, 2016

      Non posso fare a meno di sottolineare che i dipendenti pubblici:
      • Hanno il contratto bloccato dal 2010 e le prospettive di rinnovo sono per una manciata di euro;
      • È stata necessaria una Sentenza della Corte Costituzionale per riparlare di rinnovo contrattuale;
      • La vera premialità è ancora un sogno, anche della nostra Federazione che la chiede da sempre.
      All’On. Brunetta ho il dovere di spendere qualche parola di replica sui dipendenti giudiziari perché si è rivelato, ancora una volta, un non conoscitore della realtà della quale parla.
      On. Brunetta non credo sappia, e glielo diciamo, che nel Ministero della Giustizia:
      • Da molti anni le assunzioni del personale sono scarsissime a fronte di costanti assunzioni di personale di magistratura;
      • Il personale svolge attività di assistenza in udienza che, in moltissimi casi, superano le 9 ore giornaliere con un compenso per lavoro straordinario che non arriva o arriva dopo anni (senza interessi né rivalutazione monetaria);
      • I fondi del lavoro straordinario sono pochissimi e la quota maggiore viene sottratta (unico caso tra tutti i Ministeri) dal Fondo Unico Amministrazione, quindi dal Fondo dei lavoratori, già scarsissimo;
      •La Banca Ore esiste contrattualmente dal 2000, nel Ministero della Giustizia non è stata ancora attuata;
      • Molti dipendenti fanno turni e reperibilità nei giorni festivi (domeniche, Natale, Capodanno, Pasqua ecc.) ricevendo (a distanza di anni) indennità inferiori a dipendenti privati;
      •Da oltre 22 anni non si è riusciti ad attuare delle vere procedure di riqualificazione del personale;
      •Da molti anni la nostra Federazione chiede di internalizzare le competenze che sono state attribuite ad Equitalia Giustizia da una legge del 2008, evitando di pagare l’aggio a Società esterne e premiando i dipendenti. Mi faccia verificare, On. Brunetta, chi governava il nostro bel Paese in quegli anni? Chi c’era tra i Ministri della nostra Repubblica?
      Se vuole, On. Brunetta, posso ancora continuare ma preferisco fermarmi qui, ammettendo che anche nel Ministero della Giustizia, come in Parlamento ed in qualsiasi posto di lavoro, ci sono le “mele marce” ed è compito di tutti noi attivarci per eliminarle affinché tutte le altre “mele” vengano apprezzate al meglio da tutti per il lavoro svolto e per l’impegno profuso quotidianamente.

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  5. Non parliamo poi di chi a 56 anni di età con 41 di contributi è condannato a lavorare insenguendo la pensione che una volta era un diritto come una speranza di vincere la lotteria .......tenere fermo tutto è un ottima strategia ...come cantava Celentano ...intanto il tempo se ne va ......e poi nessuno ti puo incolpare per cose che non hai fatto ........

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