giovedì 21 gennaio 2016

Le idee innate.

Mi ha detto frocio... Se l’acqua e il fuoco si chiamassero diversamente, che so io, gina e pino, o se per paradosso col nome di fuoco si indicasse quel bene così prezioso che disseta, lava e alimenta la vita del mondo animale e vegetale, e se, per contro, col nome di acqua si chiamasse
quello che arde e brucia sprigionando luce e calore, non cambierebbe di certo la realtà dell’acqua e del fuoco. Chiamare “omosessuale”, “gay” o “frocio” un uomo che sessualmente si sente attratto da un altro uomo, non cambia di certo la natura di quell’uomo. Come pure, chiamare “di colore”, “nero” o “negro” un uomo di carnagione scura, non cambia di certo la natura di quell’uomo. Cambia solo l’attribuzione dispregiativa o meno che s’intende dare di una realtà da parte di chi la nomina in maniera forbita o volgare. L’essenza della natura non sta nel nome delle cose, e non muta a seconda di come la si chiama, in quanto essa è. Il nome, la parola, rivela soltanto l’idea di chi con il suo vissuto e la sua soggettività, con la sua cultura e sensibilità, ha della realtà, che però resta vera, oggettiva e incontrovertibile, in quanto essa è.

10 commenti:

  1. Il macho in tuta Sarri che dà del finocchio al collega Mancini - per eccesso di shampoo e ostentazione di cachemire in luogo pubblico, immagino - viene difeso dai bastian contrari e da chi pensa che i panni sporchi si lavino in famiglia, e se non si lavano è meglio perché la puzza fa l’uomo vero. Anche Mancini la pensava così un tempo, poi è andato ad allenare in Inghilterra e ha visto che un altro mondo è possibile. Invece molti di noi (a giorni alterni anch’io) sono convinti che lo stadio sia uno sfogatoio dove è legittimo ciò che altrove è vietato, un ruttodromo in cui il maschio italico libera gli istinti più turpi per poi tornare rigenerato alla vita civile. Se sta sugli spalti deve potere tirare fumogeni, ricattare presidenti, insultare arbitri, minacciare di morte i propri giocatori e augurarsi quella degli avversari. Se invece sta in campo deve potere provocare, simulare, attingere agli stereotipi sul mestiere della sorella dei rivali e sulla loro scarsa virilità. Per tutti vale una sola regola: l’omertà. Chi come Gasperini fa i nomi degli ultrà violenti, o chi rende pubblica una frase omofoba come Mancini, è chiamato quasi a scusarsi per avere rotto il patto.

    Questo è il calcio, da noi e per noi. Ma allora smettiamo di lamentarci per gli stadi vuoti e il clima di guerra incombente. Se vogliamo le famiglie e il pubblico del rugby, bisogna rassegnarsi a compiere uno scatto nella scala evolutiva. Non serve indossare il cachemire, signor Sarri. Basta smettere di considerare la buona educazione e l’autocontrollo una debolezza o, direbbe lei, roba da froci.

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    1. La faccia finita, Mancini. Si è offeso per essere stato accusato di essere finocchio come se esserlo sia un'offesa!

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  2. Pienamente d'accordo con l'articolo: se mi danno del frocio non mi offendo perchè lo sono e non mi fa vergogna l'esserlo, tutt'altro.

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  3. Sì va bene però c'è modo e modo di dire e di parlare. Esiste un linguaggio educato e uno volgare. Dire frocio è volgare.

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  4. Se mi danno del frocio non mi offendo se lo sono, ma m'incazzo se non lo sono!

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  5. frocio o gay cosa cambia? il fatto grave è che essere omosessuali anche oggi è considerata una malattia e per un maschio sentirselo dire risulta offensivo!

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  6. Mio padre da grande romanista mi diceva sempre: meglio un figlio frocio che laziale! e io cosa ho fatto: sono laziale e orgogliosamente gay! un bacio a tutti!

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  7. Se Mancini avesse detto a Sarri sei un cornuto si sarebbe sollevato lo stesso polverone?

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    1. In Italia è cosi: Alla fine vuoi vedere che è mancini ad aver sbagliato?

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  8. la miseria umana non è quella dei clochard ma di codesti individui ricchi e famosi.

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