lunedì 18 gennaio 2016

Se mandiamo a casa gli assenteisti dobbiamo mandarli a casa tutti!

E’ grottesco che la piovra se la prenda coi suoi tentacoli quando a muoverli è proprio lei. La polemica di questi giorni contro i lavoratori statali non deve solo farci condannare chi piuttosto che lavorare se ne andava a farsi i casi suoi, ma deve farci riflettere anche sui come e i perché questo accade. Vedere i politici scandalizzarsi come provenissero da Marte, è semplicemente ridicolo. Certo che bisogna prendere provvedimenti contro gli assenteisti, ma questo deve valere per tutti gli assenteisti! Questa classe politica, che sputa sentenze e condanne con la bava alla bocca sugli statali,
che dopo aver timbrato il cartellino vanno a fare la spesa, o ne timbrano anche per quelli che non si disturbano neppure a venirli a timbrare, si sono dimenticati dei loro assenteisti cronici? Oppure avendoli battezzati pianisti vengono considerati musicisti per cui diventa tutto regolare? Se licenziamo uno statale che guadagna duemila euro al mese, cosa dovremmo fare a quei politicanti che si presentano sul posto di lavoro una volta su trenta di cui alcuni una volta l’anno, e oltretutto guadagnano non duemila euro, ma cinquantamila al mese? Allora se la parola giustizia ha ancora un senso in questo paese deve valere per tutti: se mandiamo a casa gli assenteisti dobbiamo mandarli a casa tutti! Basta fare due pesi e due misure se non vogliamo incoraggiare anche chi non vorrebbe, ad agire contro legge! Se vogliamo fermare i tentacoli è necessario mozzargli la testa alla piovra! La cosa più insopportabile in tutta questa faccenda è il fatto che la classe dirigente si sia staccata dai cittadini formando una casta a parte a cui è tutto permesso senza riflettere su quello che insegna la saggezza popolare: Il pesce dalla testa puzza! Basta con questa spocchia che fa ritenere i politici al di sopra degli altri, è veramente da idioti illudersi di questo, non esistono differenze fra il figlio di brave donne e i figli di puttane: sono bambini fatti nello stesso identico modo! E’ necessario e urgente che la classe politica scenda dal piedistallo che si è costruito, se non vuole essere buttata giù come la statua di Saddam Hussein. La storia si ripete e quando si tira troppo… la corda si spezza! Basta con lo spettacolo osceno di quando un giornalista o un qualsiasi cittadino pretende giustamente, di avere dei chiarimenti (da questi che fino a prova contraria sono dei dipendenti pubblici) su cose di cui non ha capito, vengono ignorati se non addirittura brutalmente allontanati, persino a calci da alcuni di essi, proprio come asini quali sono. I peggiori comunque sono sia quei parassiti aspiranti attori, che il cinema ha scartato e la politica ahinoi ha raccattato, o i ricchi avanzi di galera che portano voti per farli rimanere incollati alle poltrone, tanto non sono loro a doverli pagare, ma vengono appioppati sulle spalle dei cittadini costretti al mantenimento di questi inutili cafoni e delinquenti. Signori politici ricordatevi le parole del più grande profeta di tutti i tempi: “Non guardare la pagliuzza negli occhi degli altri ma guarda la trave che è nei tuoi!”

3 commenti:

  1. Spiegate alla Madia la sua riforma. Perchè... Non la conosce!

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    1. La sera di giovedì 21 gennaio il ministro della P.A. Marianna Madia ha spiegato a Piazza Pulita il suo decreto legislativo sul licenziamento di chi bolla il cartellino e poi non va al lavoro. Corrado Formigli a un certo punto le chiede che fine fanno i dirigenti che non procedono a quel licenziamento in 48 ore che è lo slogan dell’operazione.La Madia risponde così: “se non allontana quel lavoratore, è il dirigente stesso che viene licenziato e può essere perseguito per reato penale”. Formigli si stupisce: “Teoricamente il dirigente potrebbe anche essere arrestato?”. La Madia sbatte le palpebre e sorride tutta compiaciuta della sua cattiveria: “Eh… è reato penale… quindi… sì…”. Ecco, a parte che molti reati sono inseriti nel codice penale senza prevedere alcun arresto (non pochi, bisogna spiegarglielo, li ha depenalizzati da una settimana proprio il consiglio dei ministri dove siede la stessa Madia), sul licenziamento dei fannulloni il governo come al solito ha approvato un testo fantasma, che normalmente viene scritto nei giorni successivi. Quindi non si può sapere davvero che cosa contenga. Ma esiste un comunicato del consiglio dei ministri (qui riprodotto) che non parla proprio di nessun reato penale per i dirigenti. Cita solo la “responsabilità disciplinare del dirigente che non proceda alla sospensione e all’avvio del procedimento”. Urge quindi che qualcuno, magari Matteo Renzi, spieghi alla Madia la riforma che porta la sua firma. Perchè lei sembra non averla capita…

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  2. Il pesce puzza sempre dalla testa: deputati e senatori che lasciano il tesserino inserito sul loro scranno per poi tornare a prenderlo a fine seduta. O che con fare distratto se lo dimenticano. Il loro voto non risulterà ma verranno considerati presenti a tutti gli effetti. Non subiranno la decurtazione prevista per chi non partecipa almeno al 30% delle votazioni effettuate nell’arco della giornata come stabilisce il regolamento. Il trucchetto, applicato con metodo e con una certa costanza, contando magari sull’aiutino di qualche collega compiacente, può fruttare 3.503 euro al mese. La quota della diaria. In aggiunta s’intende all’indennità fissa da senatore.

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