Blaterano del nostro utero come se fosse un elettrodomestico.

di Grazia Nonis. Mi rivolgo alle madri. A tutte quelle che come me hanno accolto in grembo una vita. A tutte quelle che l’hanno sentita crescere, muoversi, girarsi, fare carambole nella pancia. A quelle delle caviglie gonfie, della nausea, del vomito, del ventre che cresce, della metamorfosi, dell’umore che cambia, delle lacrime del non so perché piango. Le uniche che possono mettere a tacere i tanti che aprono la bocca a sproposito vaneggiando sull’utero in affitto. Perché di questo stanno parlando, del nostro organo riproduttivo messo a disposizione per procreare, per altri. Non per noi. Donne con donne,
uomini con donne, donne con uomini. Etero e non, poco importa. Blaterano del nostro utero come se fosse un elettrodomestico da usarsi alla bisogna, così come si fa con l’aspirapolvere, la lavatrice o il forno. “Mi serve, mi è utile, lo pago, non capisco tutto questo can can”. Senza rispetto, con indifferenza. Con egoismo. La simbiosi che si crea tra madre e figlio viene gettata alle ortiche, non è mai esistita, così come la “balla” del cordone ombelicale che anche se tagliato alla nascita unirà madre e figlio per sempre. Tutte chiacchiere, ciaccole da mamme isteriche. Credenze popolari, e chi ci crede è uno stupido. Dateci il vostro utero che ci serve, vi paghiamo, poche storie. Il bambino crescerà bene, non si farà mai domande sulla sua madre biologica e mai vivrà il dramma dell’abbandono. Sarà un figlio del “Mulino bianco”, sempre felice e sorridente. Diventerà grande, e nel corso della sua adolescenza non si ribellerà ai genitori “innaturali” accusandoli di essere nato da un’incubatrice vivente, da un utero fecondato da una fialetta congelata come i bastoncini di Capitan Findus. Nessun trauma, e vade retro Satana e i Satanassi che dicono il contrario: psicologi, psichiatri, pediatri, e gente comune. Vecchi bigotti ignoranti sicuramente razzisti che ce l’han su con gli omosessuali. Noleggiatori di uteri e di bambini, spalancate gli orecchi! La vostra vita sessuale non c’entra proprio nulla! Gioiosa e raggiante sarà anche la sua madre surrogata. Niente depressione post-partum perché non prevista dal “contratto”, nessun rimorso di coscienza perché nessuno l’ha “obbligata”. No a lacrime o pentimenti, e di ripensamenti manco a parlarne. L’utero è un organo non pensante, collegato ad un corpo ma scollegato alla sua mente, alle sue emozioni, alle sue disperazioni. Ahimè, la pensano così i tanti ai quali le mammelle mai si gonfieranno di latte e mai correranno cento volte in bagno a far pipì perché l’utero preme sulla vescica. Gli stessi che han già trovato il modo di allattare il pupo per mezzo di un particolare giubbetto che incorpora i biberon e dotato di due orifizi che scimmiottano il seno materno. Che Dio ci aiuti, e aiuti anche le donne che subaffittano il “locale” per soldi oppure quelle che lo fanno per “altruismo” o “per dare gioia, per amicizia”. Le prime, e sono la maggioranza, hanno bisogno di denaro per sfamare la famiglia, per vivere, per curarsi. Si fanno violenza e si prestano a questo infame baratto che porterà loro traumi, angosce, odio per loro stesse. Le seconde per fortuna sono poche. Donne prive di istinto materno. “Se tornassi indietro, invece di non vedere l’ora che finissero i nove mesi della gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la cosa stupenda che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo.” (Erma Bombeck)

2 commenti:

  1. Dove sono finite tutte le femministe che gridavano l'utero è mio e lo gestisco io?

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    1. Oggi preferiamo farcelo gestire dall'Europa il nostro utero!

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