Io l'8 tutti i giorni!

"L'utero è mio e lo gestisco io!", ieri. Oggi tutto sembra essere cambiato da quei lontani anni sessanta, persino l'utero è stato esternalizzato, appaltato, affittato, dato in comodato d'uso, abusato, occupato! Anche le femministe - che prima scendevano in piazza solo per un ammiccamento del Cavaliere - ora tacciono, ammutolite davanti alla fabbrica dei figli e all'utero dato a nolo! La Sinistra è al governo e non è più tempo di slogan e manifestazioni di piazza, bisogna pensare all'8 marzo, alla festa di stasera, prenotare la cena tra frizzi, lazzi e becere battute da osteria, e poi il gran finale: lo spogliarello del maschio con lo strappo della mutanda! Tutto quello che le ex-femministe criticavano del maschio,
oggi lo fanno pure loro, pensando che la parità voglia dire ripercorrere gli stessi errori che un tempo aborrivano. "L'utero è mio e lo affitto io", sarebbe più attuale dire dopo le recenti polemiche sulle unioni civili, la maternità surrogata e l'utero in affitto. Comunque, oggi ennesima giornata di celebrazioni e annunci per la "festa della donna", anche se continuano ad esserci forti discriminazioni tra i due sessi soprattutto nel mondo del lavoro. Un gap in Europa tra donne e uomini sia per lo stipendio e la carriera che nella scelta o meno del part-time, che aumenta con il numero di figli.  L'Italia resta però tra i Paesi 'virtuosi' per uno degli scarti salariali minori registrati tra i 28 paesi Ue, mentre si trova a metà classifica per numero di donne con figli che finiscono per scegliere di lavorare a tempo parziale. In media nella Ue una donna a pari mansioni di un uomo guadagna il 16,1% in meno (cifre 2014): i paesi che più discriminano sono Estonia (28,3%), Austria (22,9%), Repubblica ceca (22,1%), Germania (21,6%) e Slovacchia (21,1%). L'Italia è invece tra i 'primi della classe', con una differenza di stipendio tra uomo e donna solo del 6,5% terza dietro Slovenia (2,9%) e Malta (4,5%), e seguita da Polonia (7,7%), Lussemburgo (8,6%) e Belgio (9,9%). Le donne lavorano inoltre molto più part-time che gli uomini, e più hanno figli più aumentano i part-time: la media Ue registra il 20% di donne che lavorano a tempo parziale, percentuale che sale al 31,% con un figlio, a 39,2% con due e a 45,1% con tre o più. Per gli uomini, invece, è dell'8,2% per chi è senza figli, e scende a 5,1% con un figlio, 4,8% con due mentre sale a 7% con tre o più. L'Italia si colloca sopra la media Ue ma in posizione intermedia, con 27,8% per le donne senza bambini, al 35,7% con uno, al 42,1% con due e al 45,1% con tre o più. Questo quanto emerge dai dati Eurostat diffusi in occasione dell'8 marzo.

5 commenti:

  1. Fare festa va bene ma ritagliatevi anche un piccolo spazio di riflessione: questa giornata, prima di tutto nasce dalla voglia di commemorare quelle donne che hanno lottato per darci la possibilità di vivere la femminilità con tanta libertà e disinvoltura dimostrando che non abbiamo nulla da invidiare agli uomini. E' importante ricordarlo per capire che l'essere donna è una condizione che va onorata giorno per giorno comportandosi con stile e savoir faire ed impegnandosi quotidianamente nel mostrare che "oltre le gambe c'è di più".

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  2. Molti ristoranti la sera dell'8 Marzo organizzano delle serate a tema spesso "impreziosite" da spettacolini di dubbio gusto per sole donne. Per riscattarsi o sentirsi più emancipate non c'è nulla di più sbagliato che giocare il ruolo delle predatrici a tutti i costi. Femmine urlanti davanti ad un uomo nudo, a mio parere, rasentano la disperazione e non sono per nulla specchio di una donna forte, indipendente e consapevole delle sue qualità e risorse. Se volete per forza vedere uno striptease magari provate a chiederlo al vostro fidanzato/marito/compagno nell'intimità di casa vostra, sarà sicuramente più dignitoso e magari anche più piacevole per voi. Per il resto potreste organizzare una cena in casa, andare al cinema, andare a prendere un the, concedervi il lusso di provare il ristorante più esclusivo della città o andare in quel posticino delizioso che vi piace tanto; le soluzioni non mancano, basta saper scegliere.

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  3. Pensate alla serata dell'8 marzo come un'occasione modaiola e non come una serata di "caccia". Sfruttate l'occasione per sfoggiare gli accessori più cool del momento da mostrare con orgoglio alle amiche per mettere in risalto il vostro indubbio gusto, non le vostre grazie. Un look sobrio e femminile personalizzato con il vostro tocco personale sarà perfetto per la serata: spacchi vertiginosi, minigonne inguinali e scollature profondissime lasciateli a casa, il buongusto ringrazierà. Una vera signora sa, infatti, che sex appeal e buon gusto quasi sempre sono inconciliabili ma che con la giusta allure anche l'abito più morigerato può diventare sensuale. Se comunque si sceglierà di osare un po' sarà bene ricordare la regola secondo la quale "si scopre massimo una cosa per volta" per cui se si indosserà un gonna corta (sempre che forma fisica ed età lo permettano) il resto dell'abbigliamento sarà sobrio, se invece ci si concederà di mostrare una sensuale schiena si rinuncerà a spacchi e scollature e via di seguito.

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  4. Caterina S.08 marzo, 2016

    A me i festeggiamenti per la festa della donna non sono mai piaciuti, lo so, vado controcorrente.
    Non perché non sia d’accordo sul principio e il significato, ma perché non posso fare a meno di chiedermi se non sarebbe meglio poter festeggiare di esser donne ogni giorno? Così come dell’essere uomini, naturalmente. Invece durante il resto dell’anno tra le notizie più comuni si racconta di femminicidi, violenze, abusi, diritti mancati.
    L‘origine della Festa della Donna ha una storia abbastanza complessa che non riguarda solo l’incendio nella fabbrica Triangle di New York in cui 146 lavoratori (per lo più donne immigrate) persero la vita. Riguarda anni di rivendicazioni di diritti e di manifestazioni per ottenerli. Tutto il mio rispetto alla commemorazione di chi ha dato energie e la vita per difendere le proprie cause, nonostante un giorno solo non sia sufficiente, ahimè!
    Pur con varie lotte, chiari segni di emancipazione, ancora troppe donne vengono maltrattate. A tante succede in casa propria. Quasi quotidianamente assistiamo a femminicidi causati da mariti, compagni, ex fidanzati, a volte figli. La maggior parte dei quali sono tragedie preannunciate. Altre subiscono silenziosamente violenze psicologiche senza farne denuncia, un po’ per paura un po’ perché non riconosciute ma considerate “normali”: questo è il modello da sempre conosciuto e non viene contemplata alcuna alternativa.
    Dovrebbe essere ogni giorno la festa della Donna, così come quella degli uomini, della famiglia qualsiasi sia il suo modello, dei bambini, degli innamorati, della natura, della pace. Per tener sempre presente il valore di ciò che siamo veramente, come persone, umani inseriti in un cosmo in cui tutti potremmo con-vivere serenamente senza mancarci di rispetto e farci la guerra.
    Forse è troppo poco ricordarcene un solo giorno, ma intendo onorarlo con il pensiero, il mio lavoro, con il cercare di realizzare i miei obiettivi, con il rispetto verso me stessa e la pretesa che anche gli altri ne abbiano, coltivando non solo la mia professione, ma anche la mia vita privata. Per partire da qui e “trainarne” gli effetti per tutto il resto dell’anno. Qualcuno mi fa compagnia?

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  5. E’ facile dire l’8 marzo: “Donna, mimosa, femminile, colore rosa e tutto il resto” ...il difficile è crederci ogni giorno e conta pensarlo per davvero oltre le curve e la bellezza. Auguri donne ! ...per fortuna che nel bene e nel male ci siete !

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