Un minuto di silenzio.

"Loro" mettono le bombe, fanno saltare in aria tutto, sventagliano raffiche di mitra sulla folla inerme. "Noi" facciamo vertici internazionali, dibattiti fiume per metterci d’accordo sul come difenderci da "Loro" e referendum per decidere se restare o uscire dalla Ue. "Noi" blateriamo di intelligence, politiche sui migranti, polizia
ed esercito europeo, e ci perdiamo in tante, troppe chiacchiere… nel frattempo "Loro"in qualche appartamento, magari proprio nel centro storico di una grande Capitale del Vecchio continente, mettono a punto il prossimo attentato e stanno lì ad innescare le cinture per farsi saltare in aria insieme al maggior numero di noi cittadini di un'Europa senza nè capo nè coda. "Loro" sanno quello che vogliono: conquistare il mondo ed asservirlo al loro credo. "Noi"… no! Non sappiamo ancora cosa fare da grandi, pur essendo il Vecchio continente! L'Europa, unita soltanto in nome dell'euro, è flaccida, senza spina dorsale, non funziona e si limita a piangere e a raccogliere i suoi morti. "Loro" ci attaccano. "Noi" li lasciamo fare, senza difenderci. Ma ormai è una questione di sopravvivenza: "Noi" o "Loro"? E scusatemi se io rispondo "Noi"! Ma tanto stasera c’è la Nazionale. A Udine si gioca l’amichevole Italia-Spagna. La Figc e la Federcalcio spagnola hanno concordato di osservare un minuto di silenzio per le vittime di Bruxelles e poi palla al centro e si ricomincia. Il format è ormai questo: attentato, dichiarazioni di circostanza, maratone tv, commentatori, esperti e opinionisti del bla bla, dichiarazioni di "siamo in guerra", grida di battaglia, faremo di qua, faremo di là... Ecco, quando non si sa che pesci prendere, forse il silenzio è la scelta migliore. Tanto, tempo tre, giorni non se ne parla più e si ritorna al solito trantran, confidando nella buona sorte e che il terrorismo colpisca sempre un pò più in là di dove stiamo noi.

12 commenti:

  1. alessandro s.24 marzo, 2016

    Altri attentati, altri morti. Ora non colpiscono neppure più a sorpresa, a freddo, ma rispondono colpo su colpo, come si fa in guerra. Perché quella dichiarata dall'islam all'Occidente è una guerra. Basta con le balle dei «cani sciolti», dell'islam moderato, del dialogo possibile. A poche ore dall'arresto a Bruxelles della belva Salah, membro del commando terrorista che entrò in azione a Parigi quattro mesi fa, volontari islamici si sono fatti esplodere ieri nell'aeroporto e nel metrò della capitale belga, già blindata e in stato di allerta. Hanno riempito le bombe di chiodi per fare più male. Non si fermano, non si fermeranno. Non sono dei disperati, sono la borghesia dell'islam che qualcuno ha definito «integrato», quello di cui dovremmo fidarci.

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  2. alessandro s.24 marzo, 2016

    L'islam e il suo Allah sono incompatibili con la nostra civiltà, hanno le mani sporche di sangue dei nostri figli e non sono sazi. Il problema è questo, le altre sono chiacchiere. Fanno leva sul mal interpretato principio della tolleranza occidentale per minare l'Europa là dove fallirono, nel 1571, i loro antenati nella battaglia di Lepanto, ultimo ostacolo alle flotte musulmane verso l'annientamento del cristianesimo.I morti di ieri, come quelli degli anni e mesi precedenti, sono vittime oltre che dell'Isis anche della tolleranza. In nome dell'accoglienza, dell'egualitarismo e del buonismo nessuno li ha difesi, oggi come nei decenni passati, quando il Belgio, primo Paese europeo, spalancò le porte all'immigrazione senza regole e limiti. È la fine che faremo anche noi se non diciamo, ammesso di essere in tempo, subito basta. Basta con le Boldrini, basta con le ricette della sinistra, basta con preti e vescovi che tradiscono il Vangelo, sindaci, presidi e insegnanti che negano il problema e calpestano la Costituzione che è stata fatta per difendere noi, con magistrati che legalizzano l'illegalità. Basta con l'accoglienza «valore assoluto», basta con politici purtroppo non solo di sinistra - che tentennano. Stiamo salvando, nutrendo e allevando i nostri nemici. Lo saranno anche se «moderati», anche se non maneggiano bombe, perché fanno e faranno da brodo di coltura, da rete di protezione e complicità a chi le bombe le metterà. Devono stare a casa loro, devono tornare a casa loro. Non è razzismo, è legittima difesa.

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  3. Devo constatare che siamo in guerra, loro ammazzano noi e noi ammazziamo loro, questo è davanti agli occhi di tutti. Questa è una nuova guerra noi li ammazziamo in modi diversi e loro hanno il loro modo di ucciderci. I nostri morti per i loro. L'attacco a Bruxelles è il risultato dell’andare in giro per il mondo a destituire presidenti, a metterci nelle condizioni di farci odiare. Abbiamo bombardato un paese sovrano e abbiamo destituito Gheddafi, lasciando la Libia nel caos più totale. Ora ne stiamo pagando le conseguenze e chi le paga sono i cittadini comuni. Non c’è giustificazione quando si ammazzano degli innocenti, ma siamo in guerra, questa è una guerra. In Siria ci sono migliaia di cittadini morti uccisi da bombardamenti, perché loro non sono essere umani innocenti come noi? Bisogna avere la stessa pietà per i nostri morti come per i loro. La comunicazione non li mette sullo stesso piano: quando accadono cose in occidente ci spaventiamo, ma anche quelle sono famiglie.

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  4. Ma guardate le facce di questi tristi figuri che governano le nostre nazioni: il burocrate europeo, il pavone francese, lo sbruffoncello italiano che si crede uno statista; guardate i loro occhi senza luce, il loro sguardo privo di pathos i loro ghigni arcigni. Confrontateli con la tensione ispirata di un De Gaulle, con il magnetismo di un Adenauer, con la profondità severa persino di un De Gasperi (che certo un combattente non era) e capirete perché questa Europa è destinata alla sconfitta. Non si vince una guerra senza condottieri.

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  5. seBastiano24 marzo, 2016

    Gli imbecilli cantano e gli stolti piangono, ma di geopolitica del Terrore non se ne sente proprio parlare perché l’equazione è troppo scomoda agli occhi di chi deve raccogliere consenso: c’è chi il terrorismo lo esporta, i nostri alleati, e chi invece lo combatte. Bisogna scegliere da che parte stare e chiedersi: la crociata statunitense in Medio Oriente iniziata nel 2001 ci ha resi più sicuri?

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  6. Cosa altro deve succedere per far capire all’intelligenza europea che i cosidetti populismi non sono la malattia, ma il termometro della febbre, alta, che ha contagiato la nostra società?

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  7. Prima di tutto il rispetto della dignità della persona. Di tutte le persone, islamici e non, ma non possiamo pensare di recuperare i terroristi che ammazzano e scannano. Questi sono definitivamente irrecuperabili e vanno individuati ed estirpati. Ma sarebbe un grave errore scatenare una guerra di religione.

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  8. massimo f.24 marzo, 2016

    I morti di di Bruxelles? È soprattutto colpa nostra. Anni fa avevo scritto che questi avrebbero portato la guerra in Europa, perché l’Occidente è entrato con le bombe in una guerra che era tutta loro, quella tra sciiti e sunniti. E loro hanno reagito a modo loro, col terrorismo e i kamikaze.

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  9. massimo f.24 marzo, 2016

    Noi siamo peggio, siamo sotto di loro. Laggiù in Oriente ci sono uomini che combattono con grande valore contro delle macchine, perché noi usiamo droni e bombardieri. Invece loro quando vengono a fare questi attentati mettono in gioco la loro vita. Il kamikaze ha una sua nobiltà!

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    1. Caro massimo f. puoi avere tutte le idee che ti pare sul terrorismo islamico. Da parte mia, che non ho mai fatto stragi di bambini nè di civili, considero legittimo sparare in testa a un terrorista che viene in casa mia pretendendo di riparare un torto mai fatto con una strage di innocenti. Che nobiltà c'è a far saltare con una bomba cittadini ignari in un aeroporto o in una metropolitana?

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  10. massimo f.24 marzo, 2016

    "i morti in Belgio non mi toccano. Quando c’è stata la prima guerra del Golfo coi missili intelligenti e le bombe chirurgiche, i morti civili sono stati 169 mila, di cui 32.190 mila bambini, che non sono meno bambini dei nostri. Anche noi facciamo terrorismo, ma siccome lo facciamo con le macchine, non ci fa impressione. Quando un drone colpisce un obiettivo e fa 150 morti civili che cos’è?

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  11. massimo f.24 marzo, 2016

    Lo Stato islamico è uno stato legittimo, come gli altri, anche gli Stati Uniti all'inzio non erano mica considerati come stato legittimo. E fanno terrorismo più dell'Isis, se guardiamo al numero di vittime civili. Se mi ammazzassero in un attentato? Lo riterrei legittimo, senza dubbio!

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