giovedì 28 aprile 2016

Cancro alla prostata, con la SBRT guarigioni nel 98% dei casi.

La radioterapia stereotassica corporea (SBRT, Stereotactic Body Radiation Therapy) è una innovativa tecnica radioterapica non invasiva che permette di inviare una elevata dose di radiazioni direttamente sul volume tumorale con estrema accuratezza e precisione, provocandone la morte cellulare (necrosi). Tale tecnica viene eseguita in regime ambulatoriale e non richiede alcun tipo di anestesia, il paziente non è in nessun momento radioattivo e può proseguire la sua normale vita familiare.
Viene effettuata una seduta quotidiana, indolore. Generalmente un ciclo è composto da 1 a 6 sedute. La fase pre-trattamento prevede: 1. La preparazione di un sistema di immobilizzazione esterno (maschera termoplastica, cuscino personalizzato ad aria compressa) della parte del corpo interessata molto ben tollerabile, senza l’uso di metodiche invasive; 2. L’effettuazione di una TAC e/o PET o RMN di simulazione, cioè del paziente in posizione di trattamento, durante la quale vengono acquisite le immagini per l’elaborazione del piano di cura personalizzato. La fase di trattamento prevede una seduta quotidiana di radiochirurgia per un massimo di 6 sedute, indolori e della durata effettiva di pochi minuti. Potrà essere valutata dal medico una medicazione quotidiana con farmaci per ridurre gli effetti infiammatori sul tessuto irradiato durante e dopo il trattamento. La SBRT è un trattamento che si può utilizzare per la cura di: tumori primitivi e metastasi del polmone, tumori primitivi e metastasi del fegato, tumori del pancreas, tumori della prostata, metastasi dei linfonodi dell’addome o della pelvi, trombi neoplastici vascolari. La SBRT tratta il cancro alla prostata con un tasso di guarigione superiore al 98%, una percentuale di successo superiore rispetto agli approcci più tradizionali. E’ quanto ha permesso di stabilire uno studio della durata di cinque anni condotto da un team di ricercatori della UT Southwestern Medical Center Harold C. Simmons Comprehensive Cancer Center secondo cui: "La radioterapia stereotassica corporea è un’innovativa tecnica non invasiva che permette di erogare con grande precisione una cospicua dose di radiazioni su un volume tumorale, provocandone la necrosi, cioè la morte dal punto di vista cellulare attraverso l’alto gradiente di dose che si crea fra il volume bersaglio e i tessuti sani. L’alto tasso di guarigione è sorprendente rispetto ai tassi di guarigione a cinque anni riportati da altri approcci come la chirurgia o radioterapia convenzionale che vanno dall’80 al 90%, mentre gli effetti collaterali di questo trattamento sono paragonabili a quelli di altri tipi di trattamento. Ora abbiamo una forma più potente ed efficace di trattamento completamente non invasivo per il cancro alla prostata, che viene completato in cinque trattamenti”. Diversamente dall’attuale trattamento, che prevede 44 dosi di radiazioni in nove settimane, la terapia SBRT permette la consegna di radiazioni altamente concentrate in soli cinque trattamenti, consentendo ai pazienti di tornare alla loro vita normale più rapidamente. Lo studio, che ha coinvolto 91 malati di cancro alla prostata con diagnosi di stadio I o II (bassa e media attività di rischio), dopo cinque anni ha visto 90 dei pazienti raggiungere la completa guarigione: un solo paziente ha manifestato una recidiva del tumore. Oltre a tempi di trattamento più brevi, i ricercatori hanno scoperto che gli effetti collaterali non erano diversi rispetto ad altre forme di trattamento del cancro alla prostata: "Nel breve termine - hanno spiegato - gli effetti collaterali possono includere problemi urinari e l’irritazione rettale, che sono spesso sintomi temporanei che scompaiono entro quattro settimane. Diminuzione della funzione erettile è stata osservata nel 25% dei pazienti, un dato inferiore rispetto alle radiazioni convenzionali o interventi chirurgici”. La sperimentazione dei ricercatori non si fermerà a questi importanti risultati ma, già nei prossimi mesi verrà estesa anche ai pazienti a più alto rischio, con diagnosi di cancro alla prostata di fase III.

1 commento:

  1. Sì, va bene tutto, ma non fatelo sapere a Silvio!

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