venerdì 29 aprile 2016

FI torna a fare politica, molla Bertolaso e acchiappa Marchini.

Per amore di Roma. Per il bene dei romani. In realtà, per meglio farsi i fatti propri, per assicurarsi le poltrone che contano e restare sempre lì, in cabina di regia, altro che proselitismo politico e perseguimento del bene comune. Forza Italia torna a fare politica. Silvio Berlusconi alla fine molla Guido Bertolaso e acchiappa per il bavero Alfio Marchini per le elezioni comunali a Roma. Una decisione che è un messaggio chiaro e netto alla Destra2.0 di Meloni e Salvini. Un atto politico in cui l’ex Cavaliere ed ex leader del centrodestra dichiara che non ha nessuna intenzione di abdicare e di lasciare la guida di moderati e liberali a quei due giovanotti che, lasciando Bertolaso in campo, rischiavano di finire indisturbati al ballottaggio
per la conquista del Campidoglio, trampolino di lancio per poi portare l'assalto finale alla leadership berlusconiana! Una scossa che smuove pure Francesco Storace che, per timore di restare a bocca asciutta, starebbe a sua volta valutando un passo indietro per far convergere i suoi voti su Marchini a sostegno dell’unità del centrodestra e per semplificare il quadro politico a Roma. Adesso, in ossequio al patto del Nazzareno e al Partito della Nazione, non resta che un'ulteriore semplificazione: la diretta e aperta convergenza di Alfio Marchini e di Forza Italia sul candidato del Pd e di Renzi, Roberto Giachetti, per far scattare la tagliola sulle gambe della Meloni e della Raggi entrambe lanciate in una corsa solitaria verso il ballottaggio. E così l’Ingegnere, er piacione, er zagaia, er fijo de papà, er sor Arfio come lo chiamano affettuosamente a Roma, il Marchini Sindaco che sui manifesti si vantava di essere “libero dai partiti” è finito - a sua insaputa!? - nell’abbraccio di Berlusconi e Storace e sarà costretto a cambiare i suoi manifesti elettorali, prima di provare a cambiare verso ad una città sporca, corrotta e dissestata com’è la Roma di oggi!

2 commenti:

  1. Nuovo patto Renzi-Berlusconi per far fuori in un colpo solo Raggi-Meloni!

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  2. carlo rienzi04 maggio, 2016

    Cari Amici,
    era nell’aria, e oggi è stato confermato: Forza Italia vira su Alfio Marchini, l’imprenditore che non ricorda i capolinea della metro. Marchini – cosa mai vista, o quasi – subentra in corsa, come in una partita di calcio, quando mancano pochi minuti al termine e l’allenatore è disperato.
    Così si risolve, almeno così assicurano, lo psicodramma che ha agitato le notti del centro-destra italiano a solo poche settimane dal voto. Bertolaso, screditato dal suo stesso partito, si siederà “in panchina”: è lui l’agnello sacrificale sull’altare della “tenuta” del partito di Berlusconi.
    Ebbene, qual è il problema? Questo: che proprio “Arfio” – come lo chiamano i romani, abituati a soprannomi e nomignoli – ha puntato tutta la comunicazione della sua campagna elettoraleelezioni-roma-2016-alfio-marchini-manifesto sull’estraneità all’apparato. “Liberi dai partiti“, lo slogan della sua lista, andava bene forse per un outsider: ma di sicuro diventa controproducente, e un po’ imbarazzante, se ci si apparenta con un “partitone” come quello dei forzisti, imbottito di uomini di palazzo, strutturato come una macchina elettorale, da 20 anni e più al centro delle vicende politiche italiane.
    Servirà il bianchetto, su quei manifesti: o, meglio, sarebbe il caso di rimuoverli al più presto. Questo è quello che abbiamo chiesto noi del Codacons, perchè gli elettori devono essere correttamente informati sui contenuti di una campagna elettorale cruciale per la città di Roma. Una campagna cui stiamo partecipando anche noi di RienzixRoma, nella convinzione di garantire un’adeguata rappresentanza ai cittadini comuni, a tutti quelli che vogliano fare una scelta – stavolta sì – di rottura con l’immobile panorama politico del nostro Paese.
    E però, oltre a questo, al simpatico “Arfio” non posso risparmiare un consiglio amichevole: la prossima volta si ricordi di andare piano con le promesse, le assicurazioni, le certezze. Se le cose cambiano – e in politica cambiano – possono trasformarsi in lacci, boomerang, debolezze. Come nella vita, anche in campagna elettorale è meglio evitare di promettere cose che non si possono mantenere.

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