Gianroberto Casaleggio ci ha lasciato.

"Questa mattina è mancato Gianroberto Casaleggio, il cofondatore del MoVimento5Stelle". È quanto si legge in un post appena apparso sul blog di Beppe Grillo. Gianroberto Casaleggio, fondatore e guru del MoVimento5Stelle si è spento a Milano all'età di 62 anni in una camera di degenza dell'Istituto Scientifico Auxologico di Milano, dove era ricoverato da almeno due settimane
con un nome diverso da quello reale per tutelare la privacy. Nell'aprile del 2014 Casaleggio era stato operato di urgenza per un edema al cervello al Policlinico di Milano. L'Italia tutta si stringe attorno al dolore della famiglia. Gianroberto ha lottato fino all'ultimo, ma non ce l'ha fatta. Addio Gianroberto, gli uomini e le donne per bene di questo martoriato Paese non ti scorderanno facilmente e non finiranno mai di ringraziarti per aver lasciato loro la tua più preziosa eredità: lo strumento per realizzare un'Italia migliore, il MoVimento5Stelle. Grazie. 
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P.S. I funerali si celebreranno a Milano giovedì 14 aprile alle ore 11.00 presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie
La folla ha gridato "ONESTÀ, ONESTÀ" ai funerali di Gianroberto Casaleggio. I militanti del M5S hanno salutato così il feretro del fondatore del Movimento all’esterno della basilica di Santa Maria delle Grazie, dove si sono svolte le esequie. Lo striscione è poi stato appeso a una cancellata, seguito dall’applauso dei militanti che non sono riusciti ad entrare in chiesa. Centinaia di persone hanno gremito lo spazio esterno alla basilica. Il feretro è stato accompagnato da un lungo applauso all’uscita dalla Chiesa.

25 commenti:

  1. Ciao caro Gianroberto. Mi mancheranno le nostre discussioni sulla democrazia diretta. Non ti dimenticherò mai. Porteremo fino in fondo il tuo grande progetto.

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  2. Ciao Gianroberto sarai sempre nel mio cuore. Grazie di aver aiutato il movimento a diventare grande. Sono sicura che i ragazzi sapranno renderti orgoglioso.

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  3. un caro ricordo per chi ha lottato fino all'ultimo

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  4. Nessuno se lo aspettava e vederlo parlare ed agire era come se mai avesse sofferto di qualcosa. Stamane avuta la notizia non riuscivo a crederci e a capacitarmi. Facilmente gli umani si dimenticheranno di lui, ma la storia NO perché come cofondatore del M5S ha il suo posto, ma nessuno si sarebbe aspettato un simile tragico evento. Un ultimo saluto al combattente che insieme a Beppe ha dato a tutti la possibilità di opporsi alla sporca politica apportata in tanti anni di regimi dai politici. Addio Gianroberto !

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  5. Ci mancherai sono sicuro che sarai sempre anche da la su al nostro fianco e faremo di tutto che il tuo movimento che tu ai voluto con tanti sacrifici,un giorno possa arrivare ai quei traguardi di trasparenza e onestà che il nostro paese a di bisogno, ciao casaleggio

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  6. Ora il tuo sogno cammina su milioni di gambe, GRAZIE!!!

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  7. Ciao Gianroberto continuerai ad essere il nostro faro verso il sogno che hai condiviso con tutti noi... l'onestà tornerà di moda!

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  8. Ti ricorderemo come colui che ha "reinventato" la politica riportando la stessa in mano al Popolo. Grazie.

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  9. Non ci voglio credere, quanto mi dispiace, condoglianze alla sua famiglia.
    Non abbiamo fatto in tempo a ringraziarlo abbastanza per averci regalato un sogno, non lo deluderemo, continueremo ad impegnarci per realizzarlo per lui e per noi

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  10. Grazie per averci regalato un sogno. Hai contribuito a scrivere la Storia del nostro Paese. Continueremo nel solco che hai tracciato. Riposa in pace.

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  11. Provo dispiacere nell'apprendere questa terribile notizia. Rivolgo alla famiglia le mie più sentite condoglianze. Grazie Gianroberto per l'impegno, il lavoro e l'eredità che ci lasci.

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  12. Alla storia passerà per aver fatto di un blog un partito. Per il tentativo di inventare una democrazia elettronica - "Uno vale uno" è lo slogan che ha coniato - di cui ha provato ad essere il mago e il cerbero. Non perdendo mai però quel tratto gentile - occhiali da prof, parlata con la erre alla Tremonti, buone entrature nel bel mondo milanese anche se in principio fu leghista e collaborò con Di Pietro per il sito dell'Italia dei Valori - che incuriosiva e contribuiva a dare al personaggio un'aura di mistero. La politica digitale l'ha inventata lui in Italia, la compenetrazione tra business e partito invece gli preesisteva ma lui l'ha proiettata in una dimensione solidamente immaginifica. Che era la sua dimensione prediletta, da alieno molto umano, da folletto desideroso di importare quaggiù i miti delle favole e l'idea che un altro mondo sia possibile. Quando gli chiedevano "Casaleggio, lei dove vuole arrivare, al governo del Paese?", lui rispondeva: "Non faccio previsioni". Il suo viaggio verso il Pianeta di Gaia, cioè verso il mondo perfetto su questa terra, si è interrotto troppo presto.

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  13. luca telese12 aprile, 2016

    Esoterico. Ieratico. Mistico. Folle. Autoritario. E geniale. Muore Gianroberto Casaleggio, dopo una lunga battaglia contro la malattia e si apre il dilemma sulla sua eredità, sul modo in cui giudicarlo. Muore Casaleggio, e ripenso alla sua parabola: imprenditore e manager talentuoso, ma anche controverso.
    Una prima vita politica da drop out assoluto, candidato non eletto a Settimo Vittone, in una lista civica di Forza Italia, nel 2004: un pugno di voti (294) per il simbolo, solo sei (sei!) preferenze per Casaleggio. Ovvio: dal vivo ha la stessa emotività di una manciata di sabbia nelle mutande. Ha un buon eloquio, ma quello adatto per dirigere una azienda, non certo per accendere i cuori.
    Una volta, a Cernobbio, l'allora inviata di Matrix Monica Giandotti lo sorprese davanti a degli ascensori nell'area del convegno. Iniziò a toccarsi i capelli e chiamò la vigilanza per farsi difendere. Si infuriò quando mandammo in onda la sequenza. Ma allo stesso tempo era un genio per la sua capacità di vedere e anticipare.
    Ci ho parlato direttamente solo due volte. L'ultima più di quattro anni fa, alla presentazione di un suo libro in cui vaticinava la fine dei giornali, della carta stampata, dei media della democrazia rappresentativa come li abbiamo immaginati fino ad oggi: non ci ha preso, per ora, ma ci è andato vicino.
    Da quella candidatura passano solo otto anni e la storia cambia verso, prepotentemente, lo porta sul palco di piazza San Giovanni per le politiche 2012, con la sua coppola vagamente dandy, nei panni del guru che ha propiziato una vittoria senza precedenti. Il Movimento 5 stelle ha occupato la piazza dei funerali di Enrico Berlinguer, ed è diventato il primo partito italiano (solo la circoscrizione estera consentirà al Pd di mantenere il primato).
    I Grillini sbarcano in parlamento con le loro ingenuità e il loro rigore, lui cerca di controllarli con un pugno di ferro. Pensi a Casaleggio e non può non venirti in mente il suo video apocalittico, alla Blade Runner in cui pronosticava l'affermazione di Gaia una intelligenza collettiva generata dalla rete.
    Si sprecavano le parodie, ma era questa presunzione profetica che gli aveva consentito di affermare con spietata lucidità il suo vangelo, la sua utopia politica a Cinque stelle. Tutti a dire e a scrivere che era il Rasputin, l'eminenza grigia del grillismo, il regista di un Truman show che aveva cambiato l'Italia: adesso scopriremo se i suoi ragazzi riusciranno a camminare anche senza di lui.
    Scopriremo se era solo uno dei tanti ghost writers di Grillo o molto di più. Se Grillo, il Grillo politico, era un alter ego di Casaleggio. Casaleggio era anche un leader controverso: il primato della sua agenzia, le mail controllate ai parlamentari, i corsi di comunicazione, il casting perfetto, e talvolta eugenetico, impiantavano su un movimento che era nato democratico e spontaneista un controllo totale e talvolta ferreo.
    Le epurazioni dei dissidenti, spesso fondate su non-statuti virtuali, il caso Favia, i voti di sfiducia, spesso gravati da più di un sospetto, erano gli strumenti di un potere temporale di cui il braccio destro e l'ispiratore di Grillo voleva essere il depositario assoluto. Ecco perché il M5s era a metà strada tra lo spontaneismo e il Truman show, un grande esperimento collettivo, prodotto di una teorizzazione da laboratorio mediatico.
    Adesso che Casaleggio non c'è più resta la sua opera: non gli è riuscito di governare l'Italia. Ma di essere studiato nelle università sì.

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  14. Non ci fosse stato Casaleggio, con Grillo e il Movimento 5 Stelle, difficilmente avremmo conosciuto la brusca accelerazione registrata dalle cronache politiche negli ultimi anni. La crisi del berlusconismo, la demolizione delle aspirazioni di Bersani, le difficoltà di Enrico Letta, la stessa ascesa di Matteo Renzi ai vertici del Pd e del governo restano difficili da immaginare senza la presenza del M5S e delle sue devastanti campagne contro, i ritardi, i costi e l'opacità della politica.

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  15. Difficile dire cosa succederà del M5s senza Casaleggio, il suo grande organizzatore. Certo resta Grillo. E soprattutto restano le decine di migliaia di attivisti sparsi per l'Italia e ormai presenti ad ogni livello delle nostre istituzioni. Finora il tutto è stato tenuto insieme proprio dal mitico Gianroberto e dagli uomini raccolti negli uffici della Casaleggio Associati. A fronte del grande successo elettorale, questo sistema-partito mostrava però già qualche difficoltà. Da qui il Direttorio, da qui la gestione del Movimento sempre più delegata alle figure emergenti, da Di Maio a Di Battista.

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  16. Questa no ci voleva proprio! Il M5S era già in una delicata fase di transizione. Dove andrà in futuro cominceremo a vederlo nei prossimi giorni. Con il rischio della grande novità, della grande sperimentazione. Sarà una fase interessante e molto delicata per il Movimento (ma anche per l'Italia). Ed è un vero peccato non vederla dipanarsi attraverso le idee e la mano del suo principale ispiratore.

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  17. Quando si parla di Gianroberto i giornalisti tendono a classificarlo quasi subito come l’ideologo, il guru, del MoVimento 5 Stelle. È la definizione più banale e ovvia che si possa pensare. Bisogna partire da un fatto importante, la sua cultura. Era un uomo di una conoscenza straordinaria, leggeva tutto quello che riteneva fosse importante sapere, faceva collegamenti molto acuti fra i vari testi e aveva un modo di esprimersi riguardo alle diverse situazioni mai banale e prevedibile. Mi capitava spesso di chiedere se avesse letto dei particolari libri che ritenevo importanti, e non azzeccavo mai un documento che lui non conoscesse già, tanto che un giorno gli ho detto: “Ascolta, fai più presto a dirmi quello che non conosci, così non mi metti più in imbarazzo”.
    Spesso diceva che era impreparato a dare un giudizio su certi argomenti, e questo denota una modestia, un’umiltà che è difficile trovare nell’ambiente della politica comune.
    Un altro tratto del suo carattere che posso testimoniare è la generosità nel modo di comportarsi, specie di fronte ad alcuni momenti tragici della vita del nostro paese.
    Inoltre evitava le dichiarazioni roboanti e preferiva analizzare prima di definire.
    Quando gli chiedevo notizie sulla sua salute cercava di non dare molto peso al problema, diceva: “Sì, non va tanto bene ma speriamo di migliorare”.
    A me, personalmente, manca molto. È un baratro nella mia memoria.
    La sua scomparsa è una perdita gigantesca per il Movimento, e non so immaginare quali conseguenze possano verificarsi, ma sono certo che le persone straordinarie che ne fanno parte, specie i giovani dell’ultima generazione, saranno in grado di proseguire sulla giusta via.

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  18. portavoce m5s12 aprile, 2016

    Questa mattina ci ha lasciati il nostro Gianroberto. Noi tutti portavoce del Movimento 5 stelle ci stringiamo attorno alla famiglia. Gianroberto ha sempre lottato a fianco a noi e non ha mai mollato, convinto che questa società si potesse cambiare in meglio. Noi seguiremo il suo esempio e non molleremo. Ciao Gianroberto.

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  19. Adesso, cari ragazzi, tocca a voi andare avanti e realizzare quell'Italia onesta, libera e pulita che tutti noi vogliamo più di ogni altra cosa al mondo!

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  20. Entusiasmo, unità, fermezza morale, legalità e uguaglianza per realizzare il nostro grande sogno: migliorare la società in cui viviamo. E questo nostro sogno tutti noi lo porteremo avanti seguendo gli insegnamenti di chi oggi non è più tra noi a guidarci verso un Paese libero.

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  21. Quando muore un gigante
    le parole ti restano dentro.
    Non riesci a parlare o a gridare,
    il dolore ti spezza la voce.
    Quando muore un gigante
    tutto intorno si ferma,
    solo il vento pare gridare,
    e scuote con rabbia le piante.
    Dalle foglie strapazzate io sento…
    come un triste lamento!

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  22. Non si molla di un centimetro. C'è un Paese che aspetta giustizia e legalità. Io sono a Milano ma parto subito per Siena. Perché i risparmiatori vanno salvati, il risparmio garantito e le banche non possono dettare legge. Vi aspetto questa sera a Siena. Cerchiamo di essere in tanti. Stiamo andando bene, siamo un'alternativa al governo di Trivellopoli?. A riveder le stelle!

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  23. La settimana prossima si voterà al Senato la sfiducia al governo. Fate sentire la vostra voce. Siamo tutti in prima linea. Non si molla di un millimetro!

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  24. Beppe Grillo14 aprile, 2016

    Se n'è andato Gianroberto, un francescano che amava gli animali e la natura, un uomo semplice e disinteressato con una cultura straordinaria e un profondo senso dell’umorismo.
    Un manager, un padre, un marito, un mentore, un attivista. Per me un amico.
    Gianroberto l'ho conosciuto nel 2004 quando mi propose di aprire un Blog che "sarebbe diventato tra i primi del mondo" e così è stato. Era un uomo di parola che dava il massimo per raggiungere gli obbiettivi che si era prefissato e sapeva tirare fuori il meglio dalle persone di cui si circondava, me compreso.
    Abbiamo intrapreso assieme un'avventura straordinaria a cui si sono aggiunte negli anni decine, centinaia, poi migliaia e infine milioni di persone. Due compagni di viaggio che venivano da mondi e stili di vita lontanissimi. Io dal frivolo mondo dello spettacolo, lui dal mondo dell’impresa olivettiana. Io animale da palcoscenico, lui riservato. E così poi io in giro per le piazze in un camper a "spargere il verbo", lui nel suo ufficio a pensare al resto. Io scherzavo, lui faceva sul serio. Ci ha unito il desiderio di fare qualcosa per il nostro Paese. La visione comune è stata la nostra forza. Quando io volevo tirarmi indietro lui mi convinceva ad andare avanti, quando lui avrebbe voluto lasciar perdere tutto io lo facevo desistere. Un'alchimia. Una miscela esplosiva detonata nel cuore di chi ha creduto in un sogno che ogni giorno diventa sempre più concreto.
    Gianroberto ha fatto tanto nella vita, è stato un manager di successo e negli ultimi anni si è dedicato anima e corpo al sogno del MoVimento 5 Stelle. Grazie ai suoi sforzi fisici e intellettuali abbiamo gettato le basi per l'entrata in Parlamento per la prima volta nella storia di 150 persone scelte online da cittadini e non da capibastone e che non avevano mai avuto nulla a che fare con i partiti. La sua conoscenza della Rete e l'ideale della democrazia diretta ci hanno permesso di condividere idee innovative, di elaborare un programma elettorale votato da milioni di italiani, di selezionare sul web i nostri portavoce e di vincere le elezioni politiche del 2013. Gli strumenti online per l'autodeterminazione del MoVimento 5 Stelle sono stati sviluppati con professionalità e dedizione e si sono evoluti fino a diventare il Sistema Operativo che Gianroberto aveva annunciato e che è stato rilasciato nella sua prima versione il giorno della sua dipartita: Rousseau, che adesso è il nostro cuore pulsante.
    Questi risultati sono stati raggiunti con il nostro sudore e con il nostro sangue, senza un euro di finanziamenti pubblici, senza sponsor miliardari, con tutto il mondo politico e mediatico contro ma con il sostegno e il contributo di milioni di onesti cittadini.
    Gianroberto per il suo impegno contro un sistema marcio fino al midollo è stato diffamato, offeso e insultato pubblicamente, in tv, in radio, sui giornali. Sul livore contro di lui ci ha addirittura scritto un libro. Non lo hanno mai capito e per questo non lo sopportavano. Era di un altro livello.
    In pochi lo hanno ringraziato per il suo impegno e per il suo essersi donato, oggi è il momento di farlo.
    Giù il cappello, signori. Rendete omaggio! Di uomini così ne campano uno ogni cento anni. E chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerlo di persona si senta un privilegiato.
    Grazie Gianroberto, grazie di tutto. Quello che ci hai lasciato lo metteremo a frutto e, come ci hai insegnato tu, non molleremo! Perchè "è difficile vincere con chi non si arrende mai".

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  25. davide casaleggio15 aprile, 2016

    DUE PAROLE SU MIO PADRE.
    Volevo scrivere due parole su mio padre, perché molti non lo conoscevano veramente e per me é stato un padre fantastico ed é bello essere orgoglioso del proprio padre come lo sono io. Il suo essere riservato e allergico ai riflettori ai piú lo rendevano sconosciuto. Era ostinato, sua zia mi raccontava che fin da piccolo per ottenere i suoi giornalini non faceva i capricci, ma si stendeva direttamente sui binari del tram, e con il blog era lui in prima persona a battagliare contro i troll, la sua mania erano i dettagli, nulla passava se i dettagli non erano sistemati. Ma era soprattutto un grande lavoratore, nessun giorno era veramente vacanza in particolare i week end. Fino a quando ha potuto camminare é sempre voluto andare in ufficio, tutti i giorni, e il suo sguardo non si staccava mai dal futuro. Aveva l'audacia di vedere il futuro prima degli altri e di crederci anche quando gli altri ne diffidavano.

    Ma oggi volevo raccontarvi una storia per farvi capire quale é stata la sua vita.

    Un gruppo di 50 persone stava frequentando un seminario. Improvvisamente l’oratore si fermò e decise di fare un’attività di gruppo. Iniziò a dare un palloncino a ciascuno dei 50 seminaristi. Ad ognuno fu chiesto di scrivere con un pennarello il proprio nome su di esso. Poi tutti i palloncini furono raccolti e messi in un’altra stanza.

    Una volta riempita la stanza di palloncini, l’oratore chiese ai 50 seminaristi di rientrare dentro e trovare il palloncino col proprio nome entro 5 minuti. La scena fu questa: tutti erano freneticamente alla ricerca del palloncino col proprio nome, ognuno si scontrava con l’altro, spinte, gomitate….nella stanza regnava il caos totale!

    Allo scadere dei 5 minuti nessuno riuscì a trovare il proprio palloncino.
    Vista la prova fallimentare ad ognuno di loro fu chiesto di raccogliere un palloncino qualsiasi e darlo alla persona che aveva scritto il nome su di esso. In pochissimi minuti tutti avevano in mano il proprio palloncino!

    A questo punto l’oratore disse: Questo è esattamente ciò che sta accadendo nella nostra vita. Tutti siamo alla ricerca frenetica della felicità…giriamo come delle trottole, ma non riusciamo a trovarla.

    La nostra felicità sta nella felicità delle altre persone. Rendete loro felici e avrete la vostra felicità.

    Mio padre non ha mai tenuto per sé palloncini, ma li ha sempre donati agli altri con il sogno di cambiare in meglio questo Paese. Chi sente di aver ricevuto un palloncino da mio padre lo conservi con cura. Chi condivide il suo sogno lo persegua senza mollare mai come ha fatto lui, fino alla fine.

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