mercoledì 6 aprile 2016

Gli 80 euro sono una toppa elettorale, perchè Renzi perde comunque!

No, non ci siamo proprio. Non è possibile affrontare i problemi degli italiani, che sono tanti e oltretutto di una gravità drammatica, tirando fuori dal cilindro, alias le tasche dei “soliti fessi”, altri 80 euro di mancetta elettorale da distribuire pure ai poliziotti e alle pensioni minime. Ci vogliono riforme strutturali e provvedimenti seri e duraturi, non delle toppe!
Se i poliziotti guadagnano troppo poco ci sono i contratti da rinnovare per risolvere la questione salariale. Se le pensioni minime sono troppo basse c'è un intero sistema previdenziale da rifondare per risolvere il problema alla radice. 80 euro, oggi a questo e domani a quello, sono un palliativo che tra l'altro può far recuperare solo una minima parte dei voti che il governo sta perdendo lungo la strada del caso Boschi-Guidi, ma che poi ha lo stesso effetto delle toppe messe qua e la ad una nave che affonda e che imbarca acqua da tutte le parti: una "toppa elettorale", anche perché Renzi le prossime amministrative le perde comunque. Per contro, bisognerebbe avere il coraggio civico, la statura etica e la forza politica di tirare a secco lo scafo-Italia e rimetterlo in sesto una volta per tutte per poi affrontare le acque tumultuose di un’economia globale che non ammette mezzi di fortuna e quaquaraquà.

2 commenti:

  1. Arriverà il giorno in cui si andrà a votare anche per il nuovo parlamento italiano e in quella votazione renzi raccoglierà ciò che ha seminato.

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  2. Renzie come Pinocchio in processione per le vie di Napoli è emblematico: uno sputtanamento popolare. Le balle su cui si fonda il suo governo stanno crollando una ad una. La disoccupazione cresce, il Jobs Act ha fornito solo un trucco contabile il cui effetto nei dati è già svanito. Le tasse sono aumentate: la Uil ha certificato una crescita delle tasse locali del 16,7% in un biennio pari a 7,6 miliardi. La povertà avanza incontrastata, gli ultimi dati Istat parlano di 4 milioni e 102mila individui in condizioni di povertà assoluta (il 6,8% dell’intera popolazione): il doppio rispetto al 2007. I piccoli imprenditori continuano a chiudere bottega a causa di una pressione fiscale spropositata e di Equitalia che se stai affogando ti aiuta ad andare ancora più giù. Strade, ferrovie e ponti sono in uno stato pietoso, quando non crollano, specialmente al sud mentre al nord si buttano miliardi di euro in grandi opere inutili come la TAV o la Brebemi. Non ci sono soldi per gli incentivi alle rinnovabili, ma per gli inceneritori sì. Miliardi di tagli alla sanità e pensioni sempre più magre. Un Paese in rovina.
    Per due anni l'ebetino ha raccontato balle, che tutto andava bene e che il governo avrebbe risolto i problemi. Sì: quelli dei petrolieri, delle lobby del gioco dell'azzardo e dei papà banchieri. Ai bisogni della gente comune è rimasto sordo, ha coperto le loro richieste con supercazzole rilanciate a tappeto dai media di regime. E' sopravissuto per due anni grazie anche alla loro complicità. Lo scandalo Guidi e lo scoppio di Trivellopoli, che è appena all'inizio, hanno mostrato a tutti gli intrallazzi e gli affari sporchi di petrolio del governo che considera opere pubbliche il giacimento di una multinazionale straniera. E' intollerabile che dinanzi a un Paese in macerie e alla crescente povertà di milioni di italiani si pensi solo a tutelare gli interessi dei banchieri, dei petrolieri e delle altre lobby vicine al governo.
    Oggi a Napoli il Bomba ha capito che l'incantesimo si è rotto: nessuno gli crede più, il suo volto ormai è lo stesso di Berlusconi, di Craxi e degli altri politicanti che lo hanno preceduto. Il potere forte che lo manderà a casa è quello dei cittadini, con buona pace di Maria Etruria. L'Italia ha bisogno che si faccia l'interesse dei cittadini e il Reddito di Cittadinanza subito per restituire la dignità a milioni di persone.
    Il MoVimento 5 Stelle ha presentato in Senato la mozione per sfiduciare lui e tutto il suo governo. Il loro tempo è finito.
    Renzie, vedi Napoli e poi cadi.

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