Il business dell'utero in affitto.

Ognuno è libero di pensarla come vuole. Ognuno è libero di fare quel che vuole quando il suo agire non limita diritti e libertà altrui. Detto questo, non si possono chiudere gli occhi e tappare le orecchie al cospetto del tam tam mediatico sulla maternità surrogata: coppie etero, coppie gay e uomini single che decidono di affittare una donna per partorire un figlio che altrimenti non potrebbero mai avere. Ma lasciamo stare il discorso etico, resta il business! Solo negli Stati Uniti sono oltre duemila le gravidanze in affitto portate a termine ogni anno e, secondo la stessa Sai, con un costante incremento annuo del 20%.
Di queste, circa una su dieci arriva da italiani, con cifre che continuano ad aumentare. Sette su dieci sono eterosessuali, ma ci sono anche coppie gay e uomini single. Una volta stipulato l'affare all'estero, tornando in Italia il rischio è però di incappare in guai legali, anche se recentemente la legge si è spesso pronunciata a favore delle coppie. Affittare una mamma ha costi diversi a seconda dei Paesi: fino a 120 mila euro negli Usa, alcune decine di migliaia di euro nell'Est Europa, un prezzo che si riduce man mano che ci si sposta negli Stati asiatici del cosiddetto Secondo Mondo. E prezzi stracciati nella sempre più povera Grecia, in particolare nell'isola di Creta. Aldilà delle truffe, la mappa per la ricerca delle mamme in prestito segue una geografia autonoma, dove ogni Stato ha la sua legge e le sue restrizioni.

1 commento:

  1. Tutto ciò che è contro-natura non può essere accolto con favore, altrimenti è la fine di tutto!

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