lunedì 25 aprile 2016

La sovranità appartiene al popolo.

di Guido Occelli. Pronti a esaltare il settantesimo della Repubblica, ottenuto con la risicata vittoria del referendum del 2 e 3 giugno 1946 (vinto democraticamente 54,3% a 45,7%), con un'Italia divisa e partecipe, divisa tra il concetto di monarchia e repubblica decisa e governata dal popolo. Con questo non voglio perorare la causa dei monarchici, ma solo evidenziare che dopo la Grande Guerra, il Fascismo, l'occupazione tedesca e la miseria del tempo,
buona parte del nostro Paese (diecimilionisettecentodiciannovemiladuecentoottantaquattro) non era sfavorevole alla monarchia. Da questa grande e importante consultazione elettorale si decisero le sorti e l'indirizzo del nostro bel Paese, Paese basato su regole e indirizzi costituenti. Il primo, basilare, inopinabile, indiscutibile, fondante, illuminante, è stato scritto nell'articolo primo della nostra Costituzione: Articolo 1°: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Ergo, il Popolo è sovrano. Dove è finita la nostra sovranità nel 2016? Quanto siamo sovrani? Quanto siamo sudditi di un Re e di una monarchia? Quanto abbiamo rinunciato della nostra sovranità? Non andiamo a cercare in giro di chi è la colpa, la colpa è nostra! Ci siamo scordati chi siamo e da dove veniamo e dove vogliamo andare e chi vogliamo essere. Anche nelle più dure monarchie daje e daje, il popolo scendeva in piazza sotto il castello con i forconi. Oggi siamo in “democrazia” e non è lecito scendere in piazza con i forconi, ma nessuno potrà mai impedire di tornare in possesso della propria sovranità, prendere coscienza della propria autorevolezza e importanza individuale nel contesto democratico. Partecipare, costringere ad essere ascoltati, essere determinati e non rassegnati. Non sentirsi sudditi e imporsi come parte di una sovranità persa. Sveglia marmotte.

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