L'astensionismo li legittimerà a spremerci fino ad esaurimento risorse

Non raggiunge il Quorum il referendum abrogativo sulle trivelle in cui gli italiani erano chiamati a votare sostanzialmente sulla durata delle concessioni già in atto per le piattaforme entro le 12 miglia. L'affluenza alle urne si ferma al 32%, molto sotto la soglia del 50% più uno dei votanti necessaria per la validità del voto. Insomma, 300 milioni di euro gettati... al mare
e c’è pure chi ha il coraggio di festeggiare per essere riuscito a convincere gli italiani a non votare, considerando l’astensionismo non come la sconfitta della democrazia e della buona politica, bensì come una vittoria, la “loro” vittoria! Lentamente, ma inesorabili, stanno raggiungendo il “loro” scopo: governare senza il consenso del popolo, un tempo sovrano! L’Italia trivellata fino al midollo dalla corruzione e dal malaffare finisce così di affondare nell’indifferenza della stragrande maggioranza degli italiani che preferiscono andare al mare con le trivelle piuttosto che a votare. Di questa Nazione spolpata fino all’osso non gliene frega più niente a nessuno. Almeno fino a quando il Sistema continuerà a garantire lo stretto necessario ai suoi sudditi per pagare le tasse e per sfamarsi con un tozzo di pane. Nel Paese dell’“ognuno si arrangi per conto proprio”, andare a votare è diventato un “impiccio”, un “fastidio” dal quale è meglio astenersi. Ma così facendo “loro” si sentono ancora più forti e con ancora più forza torneranno a spremere un popolo senza 'quorum', fino ad esaurimento risorse!

20 commenti:

  1. La politica servirebbe alla casa comune.Troppi gli italiani che partecipano alla politica solo per i suoi vantaggi e gli altri si astengono.

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  2. Giuseppe T.18 aprile, 2016

    Siamo stati chiamati a votare per un inutile referendum (300 milioni di costo) perché Emiliano vuole il posto di Renzi (che lui pensa di poter scalzare con l’aiuto del m5s) e perché vuole moltissimi poteri in più per le regioni. Il fatto che quasi il 70 per cento degli italiani gli abbia dato torto non lo fermerà. Ritiene che sia iniziato un movimento di rivolta destinato a segnare l’Italia nei prossimi anni.

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  3. Il risultato dei votanti costituisce un nucleo di opinione strutturato e coeso che si è mobilitato e si è dato appuntamento, malgrado una bella domenica di sole. Questo risultato è sorprendente, perché per tutto il periodo precedente al voto, giornali e tv hanno snobbato l'argomento, nella loro quasi totale maggioranza, e, soltanto una volta, il tema è diventato argomento di prima pagina, ma solo per informare i lettori-spettatori che una figura prestigiosa come il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, invitava a non andare al voto. Nonostante ciò, un italiano su tre ha sentito il dovere di andare a votare: domenica Renzi non ha perso i voti di Emiliano, e della sinistra interna del Pd - che aveva già contro, e di cui non gli frega nulla - ma quelli di un pezzo del mondo cattolico e di tutto quello giovanile che dice: Renzi stiamo arrivando!

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  4. Come si fa a gioire del fatto che la maggior parte dei cittadini ha rinunciato a votare ad un referendum? Come si fa a gioire di questo essendo il premier?

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  5. Cancelliamo il Quorum, ormai è inutile, la statistica dice che nell'80% dei casi, anche se i quesiti riguardano cose importanti, la gente non si schioda più dalle poltrone, quelli che lo fanno non devono sentirsi degli sconfitti per aver esercitato un sacrosanto diritto ma devono poter decidere anche per gli assenti, mi sembra giusto no?

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    1. Aboliamo il quorum ai referendum: il silenzio degli ignavi non può valere quanto la voce di chi partecipa e contribuisce alla democrazia!

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    2. In materia di referendum abrogativi la Costituzione ha previsto esplicitamente un quorum (del 50 per cento più uno). E lo ha fatto per difendere lo Stato dallo strapotere delle minoranze motivate, cautelandosi dal rischio che venga cancellata una legge di cui non importa un fico secco ad almeno la metà degli elettori.

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  6. 15 milioni di italiani non sono pochi e tra questi c'è sicuramente l'alternativa degli onesti, bisogna solo farla emergere per portarla alla guida del paese.

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  7. Lo sconfitto del referendum e' il PD , spaccato ancora una volta al suo interno, la lotta tra la minoranza e maggioranza del partito rimane viva e reale. Questa mattina Emiliano ha deprecato la scelta di astensionismo di Renzi, e a sua volta Renzi ha criticato le 8 regioni PD che hanno chiesto il referendum , più lotta interna di così

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  8. Devo dire ,che personalmente, ho riscontrato tante opinioni differenti in questi giorni. In particolare, molti, mi hanno riferito di non votare per il Referendum, perché tanto il Governo non avrebbe modificato un bel nulla!... Come è già successo in precedenza, con il Referendum sull'Acqua Pubblica se ricordate! Da quel che mi hanno riferito, erano tutti dei SI, ma hanno preferito disertare le urne per questo motivo. Alcuni, mi hanno detto pure: "Sistemerà tutto il MoVimento 5 Stelle"! Se devo esser sincero, questa è l'Unica cosa che mi rincuora!

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  9. È una giornata strana! Noi che abbiamo perso siamo comunque felici, loro che dicono di aver vinto hanno certe facce!!!???

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  10. Esulta Matteo Renzi che giudica il risultato una vittoria contro quei "pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione" che volevano farne solo "una conta" politica.

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  11. Vincere con il 70% di chi non va non è la stessa di chi vota NO: ti devo fare il disegnino?

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  12. Matteo Renzi,stai sereno! In fondo,solo 15milioni di italiani ti hanno sfanculato. Cosa vuoi che sia?

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  13. Sversamento di petrolio in Liguria: Siamo sicuri che non abbiano posticipato la notizia a dopo il referendum? In ogni caso bisogna inviare subito una delegazione sul posto. Immaginate cosa sarebbe successo al turismo (ovviamente oltre all'ambiente) se fosse accaduto in Adriatico?

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  14. Se vi sembrava inutile andare al referendum, non potete capire quanto lo sarà cercare bandiere blu.

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  15. Solo in Italia Decide chi non vota e Governa chi non viene votato dal popolo.

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  16. massimo g.18 aprile, 2016

    Qualora alle elezioni politiche andasse a votare lo 0,1% degli aventi diritto (di questo passo succederà davvero), il verdetto delle urne sarebbe comunque valido. Ecco perché in quel caso si dice che l’astensione è un comportamento da masochisti: chi non vota crede di manifestare la propria protesta, ma in realtà finisce per delegare ad altri la scelta di coloro che governeranno anche lui. Invece in materia di referendum abrogativi la Costituzione ha previsto esplicitamente un quorum (del 50 per cento più uno). E lo ha fatto per difendere lo Stato dallo strapotere delle minoranze motivate, cautelandosi dal rischio che venga cancellata una legge di cui non importa un fico secco ad almeno la metà degli elettori. È vero che nel tempo i seguaci del «No» ci hanno marciato, preferendo al voto contrario la scorciatoia dell’astensione, così da sommare la loro volontà negativa all’indifferenza dell’italiano medio, lasciato a marcire nell’ignoranza. Ma allora i fautori del «Sì» non se la prendano con chi difende l’evidente legittimità dell’astensione. Se la prendano con la tv di Stato che ha dato al referendum sulle trivelle meno spazio che al campionato italiano di tamburello.

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  17. Ieri sera alle 23 si sono chiusi i seggi del referendum e alle urne si è presentato soltanto il 32,15 per cento degli elettori aventi diritto. I sì sono la maggioranza con l’85,84 delle preferenze, ma l’esito della consultazione non sarà tenuto in considerazione, visto che il quorum non è stato raggiunto. Nelle scorse settimane, molti miei post erano dedicati a informare su questa consultazione, ma purtroppo sono serviti a ben poco. Ancora una volta mi sento profondamente deluso dall'indifferenza che hanno gli italiani verso i reali problemi del nostro paese, soprattutto hanno dimostrato poco senso civico (i referendum sono una prima forma di democrazia diretta). Ieri i seggi erano semivuoti, forse complice la bella giornata, ma su questo punto, ci credo poco. La realtà dei fatti, che siamo un popolo che ama lamentarsi con chiunque, ma poco incline a prendersi ognuno le proprie responsabilità. Ieri era in gioco il futuro dei nostri mari e soprattutto la nostra salute, bisogna dire basta a un’energia che inquina, chiedendo un cambiamento rispettoso verso l'ambiente e la natura. Purtroppo ancora una volta si è gettato al vento un segnale di cambiamento e si è dimostrato che al popolo italico non gli frega niente di nulla, l'importante forse è avere l'ultimo modello di smartphone, che vedere morire il pianeta con tutti i suoi esseri viventi.
    Termino questo post, con le parole del grande Giorgio Gaber:
    La libertà
    non è star sopra un albero
    non è neanche il volo di un moscone
    la libertà non è uno spazio libero
    libertà è partecipazione.

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  18. Sì, lo ammetto, confesso: sono uno di quei pochi milioni di elettori che domenica si è presentato davanti ai seggi vuoti per esprimere il suo voto. Faccio parte di quell’infima minoranza, di quel misero 32 per cento che demagogicamente, come dice il Premier, ha osato sfidare (poveri illusi) il pensiero unico del conformismo rassicurante del potere politico, delle lobby petrolifere e dei grandi soloni delle democrazie post moderne.
    Non vi dico come ho votato, non ha importanza, perché il Referendum, al di là del Sì e del No era un esercizio di democrazia, un diritto fondamentale, unico e prezioso, che i Padri Costituenti ci hanno messo nelle mani dopo le tragedie della guerra e del menefreghismo partecipativo degli anni venti, dicendoci di utilizzarlo in caso di bisogno. Contro le lobby, le democrazie malate, la sordità dei potenti.
    Renzi e gli altri giovani leoni governativi cantano vittoria? Hanno ragione. Hanno vinto indiscutibilmente, sfilacciando ancora di più il nostro tessuto democratico, la partecipazione attiva e diretta alla gestione della “res pubblica” dei cittadini che resterà al dunque un diritto di pochi, dei soliti, di quella casta che a parole tutti aborriamo.
    È un disegno politico? Forse, o forse no, ma è un indizio, che insieme a tanti altri stanno diventando prove. Domenica non si votava semplicemente per essere contro o a favore delle trivelle, ma per essere vivi o morti , cittadini o caporali. Io mi ritengo di appartenere ai primi. I secondi, se hanno fegato, si facciano sentire.

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