giovedì 24 marzo 2016

Lunga vita al Presidente della Repubblica Italiana.

di Guido Occelli. Mi pregio di essere di una generazione a cui è stata insegnata, a grandi linee, la Costituzione Italiana e i suoi fondamenti, cosa che ritengo non sia più di moda, ad eccezione di pochi articoli che si riferiscono a pochi diritti di pochi. Oggi mi impegno in una riflessione difficile e pericolosa, pericolosa in quanto è come camminare in un campo minato fatto di ordigni,
quali il vilipendio e la diffamazione che basterebbe lo sfioro per la deflagrazione (reato punito ben di più di uno stupro o una rapina a mano armata). Ricordo Giovanni Leone, Presidente della Repubblica dal '71 al '78, pochi ricordano che fu il primo Presidente della Repubblica costretto alle dimissioni per lo scandalo Lockheed (tangenti su un giro di forniture internazionali di armamenti e veicoli militari), aggiungo a onor di cronaca, che dopo 20anni fu dichiarata “l'insufficienza” di prove in merito (non un'assoluzione piena). Sono personalmente dell'idea che la figura istituzionale del Presidente della Repubblica, in quanto prima carica dello Stato, sia rispettabile e inviolabile, in quanto carica di riferimento nazionale sia da difendere perché è l'immagine stessa del nostro Paese. Poi c'è la persona che deve essere inequivocabilmente all'altezza del suo ruolo e a mio giudizio, qualora non fosse, sarebbe il peggior tradimento istituzionale e meritevole del peggior diniego possibile. I miei riferimenti non voglio essere espressione ideologica o di personali opinioni, ma la reale percezione da cittadino che dovrebbe vedere nel Presidente un lontano padre, padre nel quale riporre speranze di giustizia e eguaglianza. Vero è che non tutti i padri sono degni di questo ruolo, ma un figliolo non sceglie il proprio padre e il proprio padre non è personaggio pubblico, il Presidente non può esimersi dal suo ruolo e non può nascondersi tra le quattro mura di casa. Ho visto Francesco Cossiga (1985-1992) che nell'ambito del suo mandato, smantellare tutto ciò in cui ha vissuto e ha fatto parte ed è stato parte integrante attivamente, quasi fosse stato un pentito, il cui pentimento non si è visto (caso Gladio e P2), per non parlare delle grandi picconate tirate a destra e a destra, senza curarsi del bene del paese, ma in un delirio distruttivo dalle facili alternative discutibili. Come scordare l'incubo indimenticabile Oscar Luigi, per gli amici Scalfaro (1992-1999), il suo famoso “io non ci sto” del 1993, in piena tangentopoli, dove si vociferava dello scandalo dei fondi neri del SISDE, con un accorato discorso ci propose l'idea a cui aderisco in pieno, che la figura istituzionale del Capo dello Stato non si tocca, si vero, ma Oscar no. Se Oscar nelle sue funzioni precedenti ha fatto qualche “cazzata”. Per il mio ideale di cittadino, confortato dalla Costituzione, sento di avere diritto nel pretendere il rispetto della medesima e avere e lottare per ottenere ciò che ne è sancito, la figura e la funzione del Presidente della Repubblica è di garante della Costituzione e di arbitro delegato al controllo della regolarità degli equilibri e funzioni del Parlamento e dello Stato in generale. Oscar, a mio giudizio, non lo è stato, è una mia impressione e credo, da cittadino, sia qualificato a giudicarlo senza incorrere nel reato di vilipendio, in merito alle mie impressioni e non da tecnicismi che, forse, hanno comunque reso legittimo il suo operato. Mi riferisco alla sua conclamata avversione al Governo legittimamente eletto dal Popolo Sovrano in quel momento, un'ostilità palesata pubblicamente in opere e azioni, tali, che alla prima occasione, dopo sei mesi da legittime elezioni popolari, che volevano un governo di centrodestra, consegnare il Paese a D’Alema e al centrosinistra. Ricordo con orrore l'operato del Presidente di allora, periodo difficilissimo per il nostro Paese, sembrava di vedere partite della Juventus arbitrate da Giovanni Agnelli in persona, e tutti zitti perchè la figura istituzionale del Capo dello Stato non era e non è violabile, anche se l'uomo presidente è dichiaratamente indegno e inadeguato alla funzione. Ed eccoci arrivati alla “reggenza” di Giorgio Napolitano, in una battuta il Presidente dei napoletani, dico ciò perchè pochi italiani lo hanno sentito il Presidente di tutti, anche se è stato persona capace di condizionare un paese intero, il Nostro. Ci sarebbe da parlarne per intere giornate sulla discutibile gestione del suo ruolo, che più che di ruolo si dovrebbe parlare di “potere” che il ruolo gli ha conferito e lui ha “usato”, in barba alle aspettative del Popolo che avrebbe dovuto rappresentare e tutelare. Ricordo l'esempio che mi colpì e da quel giorno mi diede la dimensione “dell'uomo” Presidente che avrebbe dovuto essere espressione di equità e giustizia: il caso Englaro, una contrapposizione di poteri dello Stato, il classico buco legislativo, il diritto alla morte e il diritto alla vita, si trattava di togliere la spina a Eluana Inglaro e il Governo di allora (centrodestra), si opponeva con emendamento di urgenza in contrapposizione a una sentenza che da li a poche ore avrebbe concesso il distacco dai macchinari vitali per Eluana. Il nostro emerito per non prendere posizione, ma in realtà la prese eccome, si riservò di maggiori approfondimenti e riflessioni in merito alla firma del decreto di urgenza, facendo scadere abbondantemente i termini della sentenza, consentendo così l'esecuzione di morte della Inglaro. (non mi esprimo sull'eutanasia, lui però lo ha fatto abbondantemente). Mi e vi risparmio le modalità con le quali siamo arrivati all'attuale Governo, transitando dai due precedenti. Concludo con alcune riflessioni sull'attuale Presidente, rispetto ai suoi predecessori è innegabile che ci sia stato un cambio repentino di direzione, ma devo riscontrare che di fatto, da una eccessiva ingerenza e faziosa posizione di parte, si è passato da un arbitraggio parziale, fazioso e interessato a un arbitraggio inesistente, abbiamo calciatori che giocano sugli stinchi degli avversari e fino ad oggi nessun fischio di fallo. Assurda la dichiarazione del Presidente di oggi che vorrebbe astenersi da commenti (meglio ancora azioni), sul caso Guidi (Vorrei ricordagli che la Guidi è un Ministro della Repubblica che lui dovrebbe rappresentare in primis e non un'estranea), in attesa di più approfondite indagini. Caro Presidente, mi dispiace ma non sei neanche tu all'altezza di rappresentarmi. Un cittadino qualunque che vorrebbe vedere nel Presidente della Repubblica il Presidente di tutti i cittadini e non il Presidente del Parlamento non eletto.

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