WE MADE HI5TORY.

La storia siamo noi. La Juventus. Quinto scudetto di fila, in netto anticipo sul finale di campionato, per un totale di 34 titoli tricolore. Nonostante quel terribile inizio di stagione, dodici punti in dieci partite, nonostante la partenza dei campionissimi, Pirlo, Tevez, Vidal e Llorente, la Juve è sempre lì in vetta alla classifica del calcio italiano a far sognare i suoi tifosi. Grinta, rabbia, determinazione e classe la miscela esplosiva dei Campioni d'Italia. Dybala e compagni ci hanno messo un paio di mesi a ingranare, ma poi non ce n'è stato più per nessuno. Alla festa manca soltanto la ciliegina sulla torta di una Champions finita troppo presto, ma c'è sicuramente tempo per rifarsi. Intanto... Forza Juve!

2 commenti:

  1. luca telese26 aprile, 2016

    Quanto rosico: hanno vinto lo scudetto, maledetti. Quanto rosico: i gobbi, le zebre, i savoiardi, quelli della collina, ancora una volta loro, insomma. Quanto rosico, ma tanto, tanto: solo una beffa del destino poteva far sì che la vittoria matematica arrivasse per effetto di un successo della Roma. Perfidia e sofferenza, forse contrappasso.
    Quanto rosico: e dire che quest'anno erano partiti male, male, male. E dire che Pogba pareva spompo. E dire che Carlito se ne era andato via, con il suo sfregio mitologico, lasciando orfano l'attacco. E dire che a centrocampo avevano perso pure Pirlo, così fuoriclasse - talento assoluto - che gli si poteva perdonare persino di essere stato bianconero. E dire che Dybala all'inizio non segnava. Hanno vinto "gli juventini avventisti del terzo millennio", come ho detto impavidamente in un tweet che all'inizio di quest'anno voleva essere ironicamente gufotico, e che poi è diventato malauguratamente diventato apologetico. Il mio messaggio più letto: stasera ha toccato quota quarantamila. Tutti assatanati sfottenti della spectre juventina. Se lo rimbalzano nella rete come un trofeo di guerra. Me la sono voluta, ma rosico uguale.
    Quest'anno, pur di fermarli, mi sono ridotto persino a tifare la Lazio, il Milan e poi persino la Fiorentina, ancora domenica, fino all'86esimo. Poi persino il più irriducibile, di fronte all'impresa si arrende. Prendo atto, d'accordo, ma rosico. Del resto non c'è nulla da fare: hanno avuto gli aiutini, certo. Ogni volta che vanno giù di tono è come se guidassero con il servosterzo, per effetto della solita sudditanza arbitrale, certo. Ma alla fine se lo sono meritato tutto, anche questo tricolore.
    Pensi alla Juve di quest'anno: una squadra adamantina foderata di acciaio, animata da una strepitosa carica di violenza agonistica, assatanata di risultati come la protagonista di un manga giapponese. È tutto molto bello, ma comunque rosico. Ripercorro la galleria di immagini di questa lunga stagione: la rimonta che sempre è spettacolo, il piglio, la carica, l'adrenalina tarata sempre sul novantesimo, la cattiveria, quello sportiva, intendo. Mi viene in mente che quando asciughi tutti i fronzoli il segreto ultimo di questo miracolo è nel contrappunto tra questo carattere della squadra, e la spettrale ieraticità di Allegri. Prendete il Leicester, e la sua impresa: la fiaba della squadra inglese, assomiglia in maniera simbiotica alla serenità solare del suo mister Ranieri.
    La Juve no, lavora per contrario: quello che in campo è stato furore, sul volto di Massimiliano è diventato controllo; quello che in campo è stato rabbia, tra gli spigoli del primo piano ossuto di Allegri è diventato disincanto. La prosopopea baldanzosa bianconera è stata filtrata dal rigore e dalla misura di questo anti-italiano livornese, che io ho imparato a conoscere e ad apprezzare fin da quando allenava il Cagliari. Il gioco del contrasto, e del tragico, tra il pallore carismatico del mister, e la grandeur gradassa dei torinesi è diventato poesia, primato, scudetto. Tutto molto bello, soprattutto per chi ama il calcio come racconto è come metafora, davvero. Ma io che sono anti juventino per scelta, per anticonformismo e per passione, stasera non trovo conforto: rosico, rosico, rosico. Rosico lo stesso.

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  2. Stephan Lichtsteiner29 aprile, 2016

    Anch’io sto ancora rosicando la sconfitta di Monaco fa ancora molto male. Ma la Juventus in queste stagioni ha dimostrato di potersela giocare con tutte in Europa. Nel 2015 siamo stati finalisti, quest'anno siamo andati vicinissimi ad eliminare il Bayern. Dobbiamo continuare così e cercare di migliorare alcuni dettagli.

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