Che palle 'sto referendum!

Recenti sondaggi mettono la riforma costituzionale all’ultimo posto nella classifica delle priorità degli italiani che, invece, dalla politica si aspetterebbero soluzioni concrete a problemi molto più stringenti quali lavoro, salari e pensioni, risparmi, casa e salute, scuola, giustizia e sicurezza. Per contro, Renzi lancia “il tormentone” dell'estate 2016 per il Sì al referendum confermativo della riforma costituzionale che si terrà addirittura in autunno, ignorando completamente le istanze vere ed urgenti degli italiani. Il 'premier senza voto' ha scientemente snobbato il risultato delle amministrative proprio perché da quelle urne é venuta fuori la vera risposta a ciò che la gente pensa di lui, del suo governo e del suo partito! Lo scenario che si prospetta, pertanto, è quello che fino ad ottobre non sentiremo altro che parlare di referendum, con il “premier senza voto” e i suoi fedeli seguaci a monopolizzare le tv per riproporre la solita cantilena: prima di Renzi il nulla, adesso la luce, la svolta buona, l’Italia che cambia verso, l'Italia che dice Sì! Insomma, "UNA VERA ROTTURA DI PALLE", tanto per usare un francesismo.
Primo perché delle sue presunte riforme costituzionali non gliene frega niente a nessuno. Secondo perché comunque non è vero niente. Non è infatti vero che si andrà ad abolire il bicameralismo perfetto, perché il Senato resta e con esso pure i suoi costi astronomici, come pure resta la Camera con tutti i suoi faraonici eccessi, come pure restano Regioni, Province e tutti i privilegi della casta. Forse ci sarà qualche senatore in meno e diversamente eletto con meccanismi regionali che a tutt'oggi restano un mistero. E poi, diciamo le cose come stanno, il governo Renzi non darà nessun colpo di grazia alla casta, alla burocrazia, alla malapolitica, alla corruzione, al malaffare, all’evasione fiscale, né tantomeno darà la giusta spinta alla ripresa economica di un Paese mortificato dalla disoccupazione, da salari e pensioni che rimangono tra i più bassi della Ue, a fronte di una tassazione a livelli di usura che non è neppure in grado di garantire servizi pubblici efficienti ed efficaci, tutt’altro! Per non parlare della tanto sbandierata semplificazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione, della quale conosciamo fin troppo bene limiti e criticità, e della presunta velocità dell’iter legislativo di norme e decreti che, se dovesse passare la riforma costituzionale, è tutta da dimostrare. Tant’è che illustri costituzionalisti, e non i soliti gufi, invitano gli italiani a votare NO per respingere l’assalto alla Carta Costituzionale.

5 commenti:

  1. Finalmente! Era ora che una voce onesta e preparata dicesse le cose come stanno e non come vogliono farle apparire, tramite le balle atomiche sparate da questi "politici" e pubblicizzate dai media, con l'intento di ingannare i cittadini prendendoli per scemi.
    Da esseri inaffidabili e abusivi non ci si può aspettare altro che un vergognoso ribaltamento della verità.

    RispondiElimina
  2. Prepariamoci al grande tormentone dell'estate: di qui a d ottobre non sentiremo parlare d'altro che di referendum, ansai che palle!!!

    RispondiElimina
  3. Liberimoci di questo soggetto votando NO al referendum di ottobre!

    RispondiElimina
  4. Un NO per tutta la vita a Renzi e alle sue finte riforme!

    RispondiElimina
  5. L'articolo 70 della Costituzione prima era scritto in modo chiaro, accessibile a tutti, ora invece lo hanno scritto con 400 parole, e una norma opaca è pericolosa per la democrazia.

    RispondiElimina

freeskipeer è uno spazio libero. L'immediatezza della pubblicazione dei commenti non permette filtri preventivi. Per questa ragione chi commenta è il solo responsabile del contenuto delle proprie affermazioni. freeskipeer si dissocia da eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

freeskipeer si dissocia categoricamente da:
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)