lunedì 30 maggio 2016

Sullo sfondo l'eterno cantiere della Metro C, ma la parata del 2 giugno si farà lo stesso. Senza i Marò, ma si farà!

Un governo che decide sempre a metà. Senato e Province aboliti solo a chiacchiere, ma che ancora tengono e continueranno a tenere in piedi le loro pesanti e costosissime strutture, a prescindere dall'esito referendario di ottobre, e una parata militare del 2 giugno che si farà lo stesso anche se nel bel mezzo del cantiere senza fine della Metro C e nonostante i venti di crisi che soffiano sul Paese, ma senza far sfilare i due marò appena rimpatriati. Tante buone intenzioni. Tante chiacchiere. Tanto fumo, ma poi l’arrosto che non arriva mai!
Alla fine, la mano del chirurgo trema davanti al tavolo operatorio, tentenna sul corpo malato dell'Italia, e invece di incidere in profondità ed estirpare una volta per tutte il bubbone, abolendo Senato, Province e questa inutile parata del 2 giugno, il governo si limita a non far sfilare i due fucilieri della marina per evitare che siano "esibiti come bandierine politiche". Giustissima decisione, ma non basta. Era la parata militare che andava sospesa in toto. Insomma, quel che il governo fa con i suoi "ni", è sempre troppo poco. Così come è troppo poco lo stanziamento del governo per gli investimenti pubblici, così com’è troppo poco il taglio delle tasse sulla casa, così com’è troppo poco se non addirittura impercettibile il taglio del cuneo fiscale sul costo del lavoro, così com’è troppo poco il lavoro, la sanità, la giustizia, la sicurezza, il salario e la pensione degli italiani!

2 commenti:

  1. «La FIP, Federazione Italiana Pesca, ha diramato un bollettino in cui invita gli associati alla prudenza alla luce del ritorno dei due marò». Il post, comparso (e poi cancellato) sul profilo facebook del sindaco del Pd Di cesano Boscone Alfredo Simone Negri provoca un mezzo putiferio: Fratelli d'Italia parla di vilipendio e annuncia un'interrogazione parlamentare.

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  2. Per settimane e per mesi ogni qualvolta scrivevo sui social i risultati concreti dell’azione di Governo, un gruppo di utenti rispondeva puntualmente: Sì, vabbè. E i marò? Legge elettorale? Sì, vabbè. E i marò? JobsAct? Sì, vabbè. E i marò? Riforma costituzionale, buona scuola, pubblica amministrazione, investimenti in cultura, 80 euro, variante di valico, Expo, Imu e Tasi? Sì, vabbè. E i marò?
    In parte, ovviamente, dipende da un atteggiamento critico di chi vede sempre il bicchiere mezzo vuoto, in tutto. Atteggiamento legittimo, sia chiaro. In parte, però, questo ritornello nasceva dalla sensazione di impotenza del Paese per una vicenda nata male – con responsabilità politiche e istituzionali evidenti anche da parte italiana – e proseguita peggio.
    Adesso i marò sono in Italia. Sono tornati per un’azione di buon senso, paziente e non reclamizzata. E il buon senso ci deve continuare a guidare. Ecco perché siamo felici che questa manifestazione del 2 giugno sia la prima dopo anni in cui nessun nostro soldato è privato della propria libertà all’estero. Ma non utilizzeremo il 2 giugno per strumentalizzare alcunché.
    Massimiliano e Salvatore sono di nuovo in Italia. Hanno il diritto di stare con le loro famiglie. Noi continueremo a lavorare con buon senso e serietà, senza strumentalizzazioni più dannose che inutili.

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