Comunque vada il voto di domenica, i romani avranno un sindaco con le "orecchie a sventola"!

Almeno una cosa è certa per il ballottaggio di domenica prossima nella Capitale: i romani, comunque decidano di votare, lunedì mattina avranno un sindaco con le “orecchie a sventola”! Sì, guardateli bene i due candidati, hanno per davvero delle orecchie... importanti!
Ciò dà ai romani, almeno per il momento, una magra certezza: il loro primo cittadino sarà, comunque, un Sindaco con le orecchie in “fuori gioco”. La Raggi e Giachetti ostentano entrambi due notevoli padiglioni auricolari, sporgenti e abbastanza consistenti, se non addirittura ingombranti. Pertanto, il voto di domenica 19 giugno, a parte il risultato politico, vedrà un solo vincitore, il sindaco, ma - assieme a lui o a lei - sarà anche la rivincita di tutti coloro che per anni ed anni, soprattutto tra i banchi di scuola e nei cortili condominiali, si sono dovuti beccare gli sfottò di amici e parenti sentendosi apostrofare con i più fantasiosi nomignoli e soprannomi, da “sventola” a “dumbo”, da “recchia” a “pampanone”, e qualche volta hanno dovuto incassare persino qualche "schicchera", ma che finalmente potranno dire di aver portato in Campidoglio "uno di loro", uno con le "orecchie a sventola"! Ma la vera speranza dei romani è che quelle “grandi orecchie” dei due candidati sindaci siano non solo un'appendice anatomica un pò troppo evidente, ma soprattutto uno strumento di maggiore sensibilità per ascoltare meglio le istanze di una città ridotta ai minimi termini. Del resto per Raggi e Giachetti tapparsi quel popò di orecchie sarebbe un grande problema, e i romani sono, sempre lì, pronti a tirargliele se no faranno bene il mestiere di sindaco!
Ma siamo seri. Ieri in diretta Sky Tg24 nella splendida cornice del Campidoglio, sotto il Marco Aurelio, Virginia Raggi e Roberto Giachetti si sono sottoposti all’ultimo confronto televisivo da candidati. Domande uguali per entrambi, un minuto e mezzo a testa per ogni risposta con un countdown per scandire il tempo e tre diritti di replica ciascuno più una domanda incrociata da parte dei sostenitori. Queste le regole del confronto. Ma da lunedì uno solo dei due potrà entrare da sindaco a Palazzo Senatorio.

Rifiuti a Roma, Ama e sciopero.

Giachetti: Lo sciopero è nazionale, ma interessa anche l’Ama. Venendo qui si vede che è pieno di immondizia per strada, è una cosa che fa schifo e va cambiata. Per affrontare il problema dei rifiuti bisogna proseguire il piano di riorganizzazione del personale, vogliamo dividere la città in 360 zone di riferimento per far parlare cittadini.
Raggi: Il problema è di Ama e di come è stata gestita. Ama deve chiudere il ciclo rifiuti, servono centri riciclo per continuare a trattarli e poi andare a venderli. La giunta Marino ha detto che ha chiuso Malagrotta, ma non ha affrontato il sistema di gestione e ora dobbiamo mandare per forza i rifiuti all’estero. Ora siamo con gli impianti chiusi e i rifiuti per strada. Mancano impianti Tmb.

Rinegoziazione del debito di Roma.

R: Prima della rinegoziazione è necessario fare un audit. Il debito è di 13 miliardi ed era di 22 grazie alla gestione del Pd. Il tasso del denaro è pari allo zero e siccome la Cassa depositi e prestiti è nostra, sarà onere del ministero del Tesoro fare l’interesse dei cittadini. Anche un tasso di mercato è basso.
G: È bello scoprire che Raggi cambia idea da una trasmissione tv all’altra. Aveva detto che una parte del debito non intendeva pagarlo, facendo fallire la città. Dobbiamo farlo in modo semplice con una trattativa con il governo. Ci vuole un prestito del Tesoro per chiudere il debito. Quando è stato fatto il debito 30/40 anni il Pd non esisteva. Così potremo risparmiare 200-300 milioni. Soldi che potranno essere investiti nel sociale e per abbassare l’Irpef.

Olimpiadi e Referendum.

R: Se dovessi diventare sindaco sarò io a indire un referendum consultivo sulle Olimpiadi, come è nel potere del sindaco. I problemi dei romani sono altri. I romani mi chiedono di trasporti e disabili.
G: Se si raccolgono le firme per il referendum dei radicali voto a favore delle Olimpiadi. Giachetti non è per la politica dei no. Si tratta di una straordinaria occasione per la città: 170mila posti di lavori in più, il prolungamento della linea della metropolitana tra Anagnina e Tor Vergata e 150 campetti attrezzati.
R: Dire che se la candidatura olimpica di Roma non sarà accolta la città sarà immobile è agghiacciante.

Buche e strade colabrodo.

G: Nei primi 100 giorni farò un servizio 06- zero buche per risolvere il problema immediato, in attesa di nuovi appalti. Bisogna fare gare programmate per almeno tre anni con garanzia che siano pulite. Sugli appalti in generale terrò come competenza i Lavori pubblici, che affiderò ad Alfonso Sabella (magistrato ed assessore alla Sicurezza nella giunta Marino).
R: I soldi per le buche si possono trovare dal tesoretto di 1,3 miliardi di euro degli sprechi, ma ci vuole la volontà politica per aggredire sacche di privilegi, cosa mai fatta. Dobbiamo rispettare le norme sugli appalti. Mi sorprende questa rinnovata verve legalitaria. Bisogna aggredire le sacche di privilegi, bisogna applicare la norma degli appalti. Ci sono 8mila km di strade, dobbiamo evitare di dare appalti a grandi imprese. Roma ha un tessuto economico di piccole e medie imprese.

L’Imu alla Chiesa cattolica.

R: Noi siamo stati i primi a denunciare il fatto che gli immobili nei quali si esercitava attività commerciali non pagavano l’Ici e siamo stati i primi a denunciare questa situazione alle amministrazioni Marino e Tronca. Marino e il Pd sono stati sordi. Certo che li andremo a richiedere anche perché è lo stesso Papa Francesco che ha dichiarato che è etico, giusto e morale che dove si svolgono attività commerciali si paghino le tasse.
G: Quello che è certo è che c’è un decreto fatto da Monti che dice in modo del tutto evidente chi deve pagare e cosa deve pagare. Per quanto mi riguarda la Chiesa sta al livello di qualunque altra associazione o onlus, ciò che è commerciale si paga, ciò che invece è assistenza sociale, lì come per tante onlus, c’è l’esenzione.

Dichiarazione dei Redditi e... i casaletti di Giachetti.

G: A parte il fatto che io trovo singolare che lei sia interessato a questo, io non ho nessuna intenzione di aprire un agriturismo, anche perché lei dovrebbe sapere che l’agriturismo per aprirlo bisogna essere coltivatori. Io non sono un coltivatore ho dei terreni agricoli faccio l’olio per me. Sono casaletti (a Subiaco, ndr) sono due fabbricati di 160 metri quadri l’uno, la differenza di come sono stati presi in fotografia è che uno è stato demolito e ricostruito ed era su due piani invece è venuto lungo una striscia di cinque stanze. Tutto assolutamente regolare, tant’è che il Fatto che ha aperto la discussione su questa vicenda ha dovuto scrivere il giorno dopo e correggere che era tutto assolutamente autorizzato. Il resto dei metri quadri di cui lei parla sono i locali che servono per il motore per la piscina.
R: Dichiaro tra i 20mila e 25mila euro lordi l’anno perché quando ho fatto il consigliere, lavorando 10 ore al giorno, ho smesso di fare l’avvocato. Come consigliere comunale percepisco 2400 euro lordi per dodici mesi, 1.100 netti.

La giunta che verrà.

R: Sarà annunciata tra domani e venerdì, la stiamo completando. Mi prendo tutto il tempo è fondamentale avere nomi di livello. Dopo una prima scrematura con lo staff dei parlamentari voglio selezionare io. Sta venendo molto bella, sono tutti pronti a collaborare. Berdini? Molti professionisti hanno chiesto riservatezza anche per il trattamento riservato a me dalla stampa. L’assessore a tempo? Sarà assessore di scopo per le aziende partecipate del Comune.
G: In squadra ci saranno sei donne, tra cui Livia Turco, poi il questore Tagliente alla sicurezza, l’ex assessore della giunta Marino, Rossi Doria, Marino Sinibaldi alla Cultura.

Carminati e Mafia Capitale.

G: Ho paura di chiunque faccia male a Roma sono garantista ma quello che emerge ha fatto malissimo alla città. Non ho nulla da dirgli se non che se divento sindaco sarò vigile e attento perché non vi siano più infiltrazioni come quelle che abbiamo visto.
R: Nelle intercettazioni dell’inchiesta Carminati diceva di avere il controllo di tre candidati su quattro noi saremo incorruttibili, come dicevano loro stessi di Fucci (sindaco M5S di Pomezia, ndr). Con noi i giochi saranno finiti.

Sicurezza.

R: Maggior presidio sulle strade, non solo in centro, ma deve aumentare anche la sicurezza percepita. Vigili urbani non possiamo assumerle altri, ma un concorso è già stato fatto.
G: Metteremo mille telecamere in più con una centrale operativa che vigili su tutta la città. Le forze dell’ordine in più schierate per il Giubileo rimangano a Roma anche dopo. I vigili vanno riorganizzati.

Asili nido.

R: Bisogna aumentare la fascia di esenzione.
G: Io vorrei ripristinare la gratuità per il terzo figlio. Non faccio promesse ma ho un’idea di quello che vorrei fare.

Una domanda dai sostenitori dell’altro candidato.

Come si comporterebbe in caso le fosse notificato un avviso di garanzia? R: “Per noi la coerenza è fondamentale, dentro le istituzioni non devono esserci condannati. Se un sindaco riceve un avviso di garanzia deve sentire i cittadini che si potranno esprimere creando un accesso al sito del Comune o a blog di Grillo.
Ha votato la legge Fornero o il decreto salva banche? G: Ho votato la legge Fornero, espressione di un governo di salvaguardia nazionale, sull’orlo del default. Se partecipo a una maggioranza, io voto di conseguenza”.

L’appello finale.

R: Con le intercettazioni di Mafia Capitale è tutto chiaro ai romani. Tagliare gli sprechi e i privilegi lo può fare solo una forza politica pulita che non prende finanziamenti e risponde soltanto ai cittadini. Vogliamo una città dove sia bello vivere e questo noi faremo. Abbiamo lavorato tanto in questi tre anni, in Comune e in Parlamento, e tutto quello che abbiamo promesso l’abbiamo fatto abbiamo tagliato stipendi e rimborsi elettorali dei parlamentari, restituito 42 milioni, proponiamo il reddito di cittadinanza, ci impegniamo per far cambiare verso a questa città e a questa società.
G: Non voglio fare un appello. Voglio spiegarvi perché mi sono candidato, una scelta che anche alla persona più esperta fa tremare le mani. Ho incontrato tanta rabbia in questa campagna elettorale, anche per responsabilità della nostra parte politica. Ma con la rabbia non si va da nessuna parte. Io ci ho messo passione ma ho sentito anche dibattiti sulla mia barba. Se mi darete la possibilità di occuparmi di Roma sarà un onore e la realizzazione del più grande sogno della mia vita.

2 commenti:

  1. Ultimo appello. Per difendere la #Costituzione e fermare il regime ai ballottaggi NON VOTATE #PD

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  2. Sembra un po’ prima della classe, ma in realtà i romani hanno dimostrato che con il 67% di volerla così. Se possiamo dirlo i romani preferiscono le more. La bionda meloni è andata male, il sale e pepe Giachetti pure. Da un punto di vista estetico le consiglio di non tirarsi sempre i capelli dietro le orecchie, visto che non ha delle bellissime orecchie, ma sono banalità, non è importante l’aspetto estetico per un sindaco. La valuteremo per quello che farà, senza pregiudizi

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