Strage di Orlando. Siamo tutti nel mirino dell'Isis: per loro siamo tutti infedeli.

di Guido Occelli. Siamo all'indomani dell'attentato terroristico di Orlando, sento e leggo in giro un sacco di commenti solidali di quanto accaduto, i più ideologici riescono ad estendere le proprie considerazione a qualcosa che mi ricorda il detto orientale: “vedi il dito e non vedi che indica la luna”. Tanta confusione che mi da il senso che se continuiamo così, non si approderà mai a una convinzione comune per poter veramente affrontare la questione in direzione conclusiva.
Mi spiego meglio. Abbiamo assistito all'11 settembre, Londra e Madrid, Parigi e Bruxelles e ora Orlando, per non parlare del capodanno di Colonia. L'impressione che mi viene spontanea è che spesso siamo inclini a rilegare questi episodi in nicchie comode e sterili, per dimenticarcele il più in fretta possibile. A Orlando hanno colpito una comunità Gay, l'11 settembre hanno colpito il simbolo del potere economico statunitense, a Parigi la movida, a Bruxelles il cuore della Comunità Europea, in Germania una festa di fine anno. Da quello che vedo in giro è una gara sterile di solidarietà senza senso. Ho visto la comunità gay nostrana fare una fiaccolata ideologica e di parte verso l'ambasciata americana, perchè non farla verso la moschea, ci sarei venuto anch'io. Abbiamo assorbito i fatti di Bruxelles come se fosse un problema loro, dovuto dal fatto del loro regime di integrazione discutibile. Qualcuno vuole dare la colpa dei recenti fatti di Orlando alla discutibile accessibilità alle armi da guerra degli americani, facendone una questione italiana che non esiste. Altri attribuiscono alle vignette pubblicate dal giornale francese o al degrado delle periferie. Ognuno si è creato uno specifico simbolo di martirio settario e ideologico, senza rendersi conto che questi fenomeni non ci sono estranei, io non sono gay, parigino, statunitense, belga, londinese, nè spagnolo, figuriamoci donna tedesca, ma come tutti noi sono nel mirino di una cultura che ci odia, una cultura che sostiene di non desiderare la morte e la sofferenza di nessun uomo e lo fa, a volte, ad alta voce, ma omette di dire che nella loro cultura è uomo solo chi crede e professa la loro fede, chi non lo fa, non è un uomo o essere umano, con il quale fare quel che si vuole per estinguerlo. La nostra cultura che qualcuno vuole scialacquare per essere a loro più accettabile, ai nostri costumi che loro odiano, ai nostri diritti che loro negano. E sappiamo bene che il problema non viene dall'estero, perchè in tutti i casi registrati di grandi attentati, gli esecutori erano cittadini che il sistema ha falsamente integrato, tollerato e liberalizzato. Vorrei soffermarmi sul concetto di “falsamente integrato” e sul fatto di essere come voi tutti, nel mirino in quanto infedele e non umano.

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