mercoledì 13 luglio 2016

Un Paese tragicamente fermo su un binario morto.

Due treni, un solo binario, un impatto tragico, lamiere che si confondono con i corpi delle vittime, decine di morti e feriti. Questa è l’Italia. Un Paese che cade a pezzi, ma che ci vogliono far credere un Paese ad “alta velocità” dove tutto va bene, dove tutto funziona alla perfezione, dove si ha la presunzione di aver 'cambiato verso' allo sfascio italiano con qualche riformetta, dove dilaga a reti unificate la campagna di governo dell'ottimismo a tutti i costi e dove persino il tonfo della Nazionale di calcio viene spacciato per un trionfo. Ma oggi è giorno di lutto e siamo qui
a piangere le vittime di una tragedia che non è una dolorosa fatalità, ma il nefasto risultato di una pessima gestione della cosa pubblica che al Sud riesce sempre a dare il peggio di se stessa! Oggi è il giorno in cui emerge la triste realtà di un Paese allo sfascio: ospedali, scuole, caserme e tribunali che cadono a pezzi, infrastrutture e servizi carenti e non da ultimo un sistema ferroviario arretrato e un rimpallo burocratico che ha fatto scadere quei 180 milioni di euro stanziati dall’Europa proprio per raddoppiare quel binario unico della tratta “Andria - Corato”, che non ha ancora visto l’ombra di un cantiere. Su questo c’era stata anche un’interrogazione del M5S nel 2013 a cui non è stata data ancora risposta. Ma la cosa più drammatica è che quel tragico tratto ferroviario, oltre ad essere a binario unico, non ha nessun sistema automatico di controllo! Sulla tratta dell’incidente viene ancora usato il “blocco telefonico”, cioè la comunicazione telefonica del via libera sul binario unico. Due elementi micidiali: un unico binario e un sistema di controllo inesistente. I sensori, presenti in quasi tutta la rete ferroviaria nazionale, anche in tratti a binario unico, rilevano ostacoli sulla linea, e funzionano a blocchi: a mano a mano che il treno avanza si bloccano gli altri treni, come con una distanza di sicurezza. Se per caso un treno sfora, viene mandato il blocco automatico, che può essere il classico semaforo o l’interruzione della linea elettrica sul treno, che quindi si ferma. Tutto questo, in quel tratto non c’è. E tant’altro non c’è in questa povera Italia, che qualcuno vuol far passare a tutti i costi per un Paese 'normale' e dove tutto va bene!
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NON È STATO UN INCIDENTE. di MoVimento 5 Stelle Parlamento. Con la tecnologia e le risorse che ci sono oggi a disposizione è inaccettabile catalogare la tragedia pugliese come un incidente. Se nel 2016 ci sono ancora tratti ferroviari a binario unico è perchè è stato deciso di non investire lì. Se anzichè spendere miliardi euro per bucare la Val di Susa per l'opera inutile della TAV si fossero usati quei soldi per sistemare questa e altre tratte a binario unico oggi non saremmo a piangere 27 morti. Nella legge di stabilità 2015 il governo di Renzi e Delrio, ministro dei trasporti, ha assegnato 4 miliardi e mezzo per il miglioramento della rete ferroviaria del centro nord e 60 milioni per quella del sud ovvero l'1,3% del totale stanziato. Troppe rocce? Per il binario unico dove i treni si sono scontrati era pronto un progetto di raddoppio dal 2007. Il problema non è la velocità, ma la sicurezza. Sulla tratta di Andria mancano i sistemi automatici che azzerano il rischio: non ci sono i sensori, presenti sulla stragrande maggioranza della rete ferroviaria italiana, che, a man a mano che il treno avanza, comunicano eventuali ostacoli e, nel caso, attivano automaticamente procedure di rallentamento o di stop. C'erano 180 milioni di fondi europei, scaduti nella prima tranche il 31 dicembre 2015, come denunciato in questo video realizzato dagli attivisti M5S di Andria alla fine dello scorso anno. Il Grande progetto di adeguamento ferroviario dell'area metropolitana del Nord barese includeva fra gli interventi anche il raddoppio di quel binario. Ma si è perso tempo con gli espropri, con le autorizzazioni, con l'impiego delle risorse. Il progetto non è mai partito, il binario è rimasto unico. Questo avrebbe ridotto una parte del rischio. Almeno altri tre anni sono andati persi nei percorsi della burocrazia: si arriva al 16 giugno scorso, quando la Ferrotramviaria ha comunicato una proroga (al 19 luglio 2016) per la scadenza della presentazione delle domande di partecipazione alla gara, inizialmente prevista per il 1 luglio. Il portavoce del MoVimento 5 Stelle di Andria alla Camera Giuseppe D'Ambrosio aveva presentato un'interrogazione sulla situazione dei fondi e della cantierizzazione fin dal Giugno 2013, ben 3 anni faMa prima Lupi, e poi Delrio non hanno mai risposto. Non è stato un incidente. Ai familiari delle vittime il nostro più profondo cordoglio.
SCANDALOSO. di Commissione trasporti MoVimento 5 Stelle Camera. Nel decreto Enti locali in discussione in commissione Bilancio della Camera, è previsto il taglio di 75 milioni di euro per la sicurezza delle infrastrutture e del trasporto pubblico. E quindi per la sicurezza ferroviaria. Al di là delle parole di cordoglio e di dolore sono questi gli atti che testimoniano dove questo governo pensa di tagliare. È un taglio scandaloso, oggi, alla luce del lutto pugliese, lo è ancora di più. Questi soldi verranno ripartiti tra le aziende di trasporto pubblico virtuose, quindi saranno spesi per nuovi treni o più probabilmente per far fare maggiori utili a quelle aziende. ScandalosoNoi abbiamo presentato un emendamento, che è stato dichiarato inammissibile, affinchè questi soldi siano vincolati alla sicurezza ferroviaria. Non ci arrendiamo: lo ripresenteremo in Aula spiegando che vogliamo togliere i soldi dalle opere inutili, tipo la Tav di Firenze, che lo stesso Pd considera inspiegabile, per vincolarli alla sicurezza.

12 commenti:

  1. Altro che Italia della banda larga, questa è la tragedia del binario unico!

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  2. Taglia, riduci, spremi: il risultato è la carneficina del Meridione!

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  3. Scontro in Puglia, vergogna italiana. I treni? Appesi al filo del telefono!

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  4. giuliano s.13 luglio, 2016

    Sono su un treno qualunque che mi porterà verso giorni di musica e bellezza. Ma oggi il cuore è sospeso. Come se non lo sentissi più battere. Sento solo il suono delle rotaie che mi porta altrove... nella mia terra. Oggi l'oro perlato degli ulivi si è tinto di rosso. Ogni pensiero è rivolto a quelle persone che hanno perso la vita su un binario che taglia in due la puglia e da oggi... anche l'anima di tutti noi

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  5. roberto s.13 luglio, 2016

    Il Presidente del Consiglio dice che cercherà i responsabili dell'incidente ferroviario di Barletta, credo che quelli dovrebbe individuarli la magistratura. A Renzi spetterebbe il compito di rendere il servizio ferroviario dignitoso che è abbandonato, trascurato, sottodimensionato. Muoversi in Puglia, in Calabria, in Campania, in Basilicata, in Sicilia è un'impresa da avventurieri.

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  6. Muoversi in tutta Italia è un'impresa, non solo al Sud. Provate a prendere la metro a Roma e se siete sopravvissuti all'odissea... battete un colpo!

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  7. massimo g.13 luglio, 2016

    Quale sarà la vera Italia? L’Italia che nel secolo dell’alta velocità boccheggia ancora sopra un binario unico, oppure quella che di slancio si mette in coda nelle corsie d’ospedale per donare il proprio sangue ai feriti? Il guaio è che sono vere tutte e due. Lo sono sempre state, in guerra e in pace, tra le scintille della tragedia e nella prosa della quotidianità. La prima Italia, così ripetitiva e immutabile nei suoi vizi, ogni volta ci sgomenta al punto da farci dimenticare l’esistenza dell’altra, sentimentale o semplicemente viva, che invece sopravvive intatta tra le pieghe del cinismo disseminato a piene mani spesso dai ceti più colti.

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  8. non è stata una catastrofe dovuta ad errore umano come vogliono farci credere ma un assassinio annunciato.
    E' vergognoso che un paese cosiddetto civile, appartenente alla vecchia gloriosa Europa, non è capace di rinnovarsi: il governo del fare...solo chiacchiere.
    Pagliacci che si auto-definiscono “politici” che dinanzi alle tragedie annunciate fingono stupore e ripetono come mantra le solite frasi fatte: “puniremo i responsabili” quando sanno benissimo di essere loro i responsabili, che invece di risolvere i problemi di chi li mantiene nel lusso, passano il tempo sulle passerelle televisive, come personaggi di una grottesca commedia.
    Esseri immorali, ridicoli e inconsapevoli della loro pochezza morale che se ne fossero consapevoli, si nasconderebbero per la vergogna. Purtroppo non conoscono più nemmeno la vergogna e noi buttiamo al vento milioni per mantenerli.
    Quello che serve ai cittadini viene disatteso e le risorse utilizzate per soddisfare quella che è diventata una cosca. Parassiti che se ne fottono delle sofferenze che provocano ai cittadini e passano il tempo a studiare il modo per tenere il culo incollato alle poltrone.
    Un paese che era tra i più civili del mondo, diventato l’ultimo grazie alla totale deficienza di un governo da buttare.
    Le perdite di vite umane e l'atroce dolore che gli italiani sono costretti a sopportare per colpa dell'incapacità (o criminalità) di chi governa, non è più sopportabile e necessita trovare un modo per dire BASTA!
    Maria Pia Caporuscio, Roma Commentatore certificato 13.07.16 14:14|

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  9. Un binario di morte, nel mezzo delle campagne pugliesi, esattamente tra Andria e Corato. Ma anche un binario morto per l'Italia intera, quello su cui si ferma il sogno di essere o diventare un paese moderno. In una delle regioni più belle, amate e meta di turisti da tutto il mondo, c'è ancora una linea ferroviaria a binario unico, come in America ai tempi del Far West, che in una tratta non è neppure assistita dalla tecnologia. Il traffico è regolato via telefono tra capistazione e macchinisti. Nessun paracadute, nessuna spia che, nell'era di internet, si accenda sulla plancia di comando, niente di niente che possa salvare dall'errore umano due treni che stanno marciando a tutta velocità l'uno contro l'altro. Basta un equivoco, una distrazione ed è tragedia. È accaduto, più che uno scontro è stata una esplosione: oltre venti morti e decine di feriti, molti in gravi condizioni.
    Il presidente Mattarella dice che quello che è successo è «inammissibile»; il premier Renzi che «chi ha sbagliato pagherà». Ovvio, ma bisogna intenderci su cosa è «inammissibile» e su chi «deve pagare» oltre al disgraziato - ammesso che sia vivo - che ha materialmente provocato lo schianto. Perché «inaccettabile» è che nel 2016 ben dodicimila dei diciannovemila chilometri di rete ferroviaria siano ancora a binario unico e spesso non assistito. Perché a «pagare» dovrebbero essere la classe politica e gli amministratori che hanno dilapidato, anche e soprattutto nel trasporto locale, una montagna di denaro pubblico per ritrovarsi in queste condizioni.
    C'è l'Italia del Frecciarossa, quella di Expo, abbiamo in casa televisori che ricevono migliaia di canali, molti figli di papà giocano con i droni e guardano film sui telefonini. Ma purtroppo l'Italia reale e maggioritaria vive ancora su binari unici. Molti italiani, in tutti i campi, brillano nelle loro eccellenze, tanti italiani - come quelli che ieri sono corsi a donare il sangue negli ospedali pugliesi - hanno il cuore d'oro. Ma purtroppo l'Italia non c'è. Perché la maggior parte degli uomini che la governano sono simili agli statali furbetti del cartellino: timbrano, incassano e fanno gli affari loro. Da tre anni - e già sarebbe stato scandalosamente tardi - erano stati finanziati i lavori per raddoppiare quella linea ferroviaria. Nelle prossime ore ci spiegheranno perché non è stato fatto. Ma noi comuni cittadini lo sappiamo, ogni giorno viviamo sulla nostra pelle l'inefficienza di uno Stato invadente, avido, lontano. Il «binario morto» non è solo in Puglia o solo fatto di rotaie. È una condanna quotidiana, ed è il motivo per cui la metà di noi ha rinunciato a esercitare il diritto di voto, cara benedetta, maledetta Italia.

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  10. gioacchino14 luglio, 2016

    cara maria pia ad ottobre avremo l'occasione per dire NO e per mandarlo a casa: non sciupiamola!

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    1. Certo Gioacchino temo solo qualche brutta sorpresa perché questi sono capaci di tutto

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  11. Capaci di tutto? Ma hanno già fatto tutto: ci hanno tolto tutto, dalla libertà alla dignità e adesso non gli resta che darci il colpo di grazia!!!

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