Adesso «Sì» che la Rai è pronta per la campagna referendaria!

Ci siamo. La renzizzazione della Rai, è fatta! Tutte le nuove nomine alla guida dei telegiornali Rai sono state decise nelle segrete stanze con il preciso scopo governativo di uniformare la posizione favorevole al referendum costituzionale. In questo modo il governo Renzi avrà i tre Tg-Rai tutti schierati per il «Sì»! Adesso la campagna mediatica per spingere il «Sì» al referendum costituzionale del prossimo autunno potrà partire senza voci troppo fuori dal coro nei Tg e nei programmi di approfondimento,
con buona pace della pluralità dell'informazione, della libertà di opinione e della democrazia. Insomma, neanche il tempo di digerire lo scandalo degli stipendi d'oro in Rai, che già scoppia una nuova polemica e i cittadini ignari di tutto ciò si mettono in coda allo sportello per pagare, zitti e mosca, il canone Rai infilato nella bolletta della luce!

2 commenti:

  1. Questo Renzi sì che è un Duce, peccato però che non ci conduce a rivedere la Luce! Di Mussolini ce n'è stato uno, tutti gli altri so' nessuno!

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  2. "Caro Campo Dell'Orto, sappi una cosa, che tu fra 3 mesi, se perde il referendum Renzi, sarai licenziato e pagherai i conti per tutti quanti. Sappi che lui, Renzi è una persona cattiva."
    L'aggettivo buono e cattivo, me lo ha insegnato mia madre, si usano perché lui è cattivo. Lo vedi subito. Renzi è cattivo, proprio vendicativo e lavora sui clan. Non ha empatia. Una cosa che mi colpisce molto. Ha empatia comunicativa, ma non ha empatia umana. È una differenza enorme.
    Pensate ogniqualvolta Renzi dice che la situazione economica va bene, il che è falso, vi dice: "guardate che abbiamo conquistato 500 mila posti di lavoro". Pensa le persone che non riescono a trovare lavoro e che di fronte a queste cifre si sentono ancora più umiliate, ancora più offese, ancora più disperate per cui aumenta il loro fallimento morale,ecc, pensa che cattiveria è. Ecco come si usa anche a livello psicologico la propaganda.
    In che modo dovrebbero essere scelti i direttori di rete? Io mi rifaccio a quello che ho detto ieri in Consiglio di amministrazione, secondo uno schema che è stato già stabilito il 12 febbraio 2015 in cui attraverso, in qualche modo, come si fa anche in Francia, poi il potere politico interviene. Non ci sono modi oggettivi, ma attraverso i curriculum, attraverso delle presentazioni di fronte ad una commissione che esamina, si presenta un progetto e si valuta. Bisogna almeno in qualche modo cercare di perimetrare sempre l'arroganza del potere. È possibile con delle pratiche, con dei protocolli che impediscono che il potere abbia dei capricci e in qualche modo decida secondo la sua volontà cieca ed assurda.
    Il potere sull'informazione invece è totale. Ecco perché credo che sia fondamentale la battaglia sull'informazione. Il vero problema è che occorre lavorare non solamente nella informazione della TV, ma su tutti i modelli, su tutti i media perché è importante il sistema integrato. Pensate ai giornali, ai quotidiani che informazione mainstream hanno. Bisogna lavorare naturalmente sulla Rete perché li c'è una forte propaganda e anche sulla tv. Capite benissimo che lavoro grosso bisogna fare. Sono appunti di riflessione fatti con un po' di stanchezza, ma spero con un po' di chiarezza e per farci coraggio e per dire alla fine, stai tranquillo che non ci sarà sempre la sconfitta, potrebbe esserci anche la vittoria. Grazie.

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