Cantanti, attori, calciatori, veline e veloni fanno soldi a palate e noi rosichiamo!

Ragazzine e donne cresciute che urlano impazzite, che si strappano i capelli e si sciolgono in lacrime sotto un palco per una canzonetta, ragazzi e uomini adulti che dalle curve degli stadi urlano, inneggiano e a volte vengono pure alle mani per un pallone che rotola sull’erba, cinema e concerti sempre strapieni, programmi televisivi che fanno il pieno di telespettatori con l’auditel che schizza alle stelle... e poi ci lamentiamo e rosichiamo se il nostro idolo di turno ha fatto i soldi a palate e fa una vita da nababbo. Una bella contraddizione, dal momento che siamo noi stessi a farli diventare ricchi e famosi con i nostri soldi!
Comunque, dopo il mega ingaggio di Higuain il calciatore passato dal Napoli alla Juve a suon di milioni di euro che andrà a vivere a Torino, in zona Crocetta in una casa mozzafiato (700 metri quadri, giardino, piscina interna e affreschi, centro benessere personale, per un affitto da 30mila euro al mese: mille euro al giorno!), l’ultima nababbbata in arrivo è quella del rapper Fedez che ha fatto tanti, ma tanti di quei soldi che ha deciso di andare a vivere in un attico Libeskind di super lusso del valore superiore ai 2 milioni di euro. Insomma, roba per veri ricchi! Una volta i rapper vivevano in appartamenti di periferia, magari in condivisone con gli amici, invece Fedez preferisce stare in una delle zone più esclusive di Milano, abitata da manager, industriali, politici e noti professionisti dagli stipendi a 9 zeri (in Euro!). Proprio quelli che lui deride nelle sue canzoni “contro”. Proprio lui che, alternativo al sistema ma giudice di talent tv, voce rap dei grillini ma benestante, ostenta il nuovo super appartamento nel centro della metropoli meneghina. Ecco perché alcuni suoi fan, dai profili social, lo avrebbero attaccato dandogli dell’opportunista e del “finto ribelle”. Ma quelli più giovani continuano ad amarlo ignorando la sua scelta di vivere da ricco. Dopo aver litigato con i vicini di casa, con tanto di rissa, Fedez, che ha 26 anni, ha deciso di cambiare abitazione e quartiere per andare a vivere in un attico Libeskind nella zona CityLife di Milano. Si tratterebbe di un superattico di grande prestigio di circa 400 mq, già utilizzato per importanti servizi fotografici di moda, con tripla esposizione e distribuito su due livelli ai piani altissimi. Al piano inferiore, il magnifico soggiorno a doppia altezza e la sala da pranzo, con grandi vetrate che danno sull’ampio terrazzo e la zona di servizio con cucina abitabile, camera di servizio lavanderia-bagno di servizio, ripostiglio e bagno per gli ospiti. La zona notte ha la camera padronale con cabina armadio e grande bagno con suite e una camera da letto doppia servita da un secondo bagno. Il piano superiore è dedicato alla zona fitness-palestra con ampio solarium. Inoltre l’attico dispone della palestra condominiale. Il super appartamento fa parte delle residenze create da Daniel Libeskind, l’architetto famoso in tutto il mondo per aver progettato il World Trade Center Site a New York, il Museo Ebraico a Berlino, il Museo Ebraico Danese di Copenhagen, l’Imperial War Museum North a Manchester e il Denver Art Museum. Le sue residenze sono delle opere d’arte, visto che Libeskind è ritenuto l’esponente del decostruttivismo nell’architettura americana e un innovatore dell’architettura e del design urbano.
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Il GalAtticodi Massimo Gramellini. Premesso che ho un debole per i suoi giochi di parole e l’arguzia di certe sue rime («arrivi portando brividi e scappi lasciando lividi»), mi domando perché un giovanotto avveduto come Fedez abbia avvertito il bisogno di mostrare al mondo intero, tramite Facebook, le foto della propria piscina scavata in cima a un grattacielo che già per il solo fatto di trovarsi a Milano non potrà che essere «esclusivo». Molti seguaci del cantante-che-parla lo hanno tacciato di incoerenza: se fai i soldi criticando il capitalismo, poi dovresti evitare di ostentarne i simboli. Più in generale, le foto hanno prodotto il solito conato di invidia sociale, che non è uno dei tratti della nostra epoca ma di tutte le epoche, specie in questo Paese ipocritamente cattolico che non ha mai considerato la ricchezza un premio di cui vantarsi ma un privilegio di cui vergognarsi. Il web non ha inventato l’invidia sociale, però ha sancito la fine del divismo. Una divinità è tale finché abita su un Olimpo inaccessibile. Mentre il web è l’esatto contrario dell’Olimpo. Rende orizzontale ciò che un tempo era verticale. Perciò i veri divi se ne tengono alla larga. Il web è la Terra. E quando un divo scende sulla Terra ci trova gli esseri umani. Armati di vaffa.

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