Cattolici, Musulmani e Laici finalmente insieme per dire no al terrorismo.

L'Islam incontra i cattolici cristiani e decide di farlo entrando nelle nostre Chiese. Un gesto importante, che arriva proprio nell'ultima domenica di un luglio fatto di sangue, di paura e di terrore, soprattutto dopo l'efferato assassinio di padre Jacques Hamel. In Francia, ma anche nelle Chiese di tutta Italia, imam e credenti musulmani hanno pregato insieme ai cristiani di fede cattolica esprimendo messaggi di pace, abbracci e momenti di autentica commozione. Gli appelli e le preghiere di Papa Francesco non sono state parole al vento, ma hanno avuto effetto immediato.
Il sangue versato da padre Jaques Hamel nella chiesa di Saint-Etienne de-Rouvray, ma anche quello delle vittime di Nizza, di Monaco, di Ansbach, di Würzburg, non è stato vano. Ha sferzato le coscienze come un colpo di frusta. I soliti populisti, guerrafondai e demagoghi che invocano “risposte spietate” (senza però dire come, quando, dove e chi "colpire"), saranno rimasti delusi. Sono stati moltissimi - appunto cristiani, laici e musulmani - a reagire con lucida serenità ai feroci atti terroristici. Non si poteva andare avanti nell'indifferenza, come se nulla fosse accaduto, la risposta di tutte le persone di buona volontà deve essere corale e compatta: pace, amore, fratellanza. Così, l’ultima domenica di luglio, dopo tanto sangue e terrore, è stato giorno di raccoglimento e quello che molti ritenevano più o meno impossibile se non addirittura un miracolo, si è verificato: cattolici e musulmani hanno pregato insieme per dire no al terrorismo nella giornata promossa dalle comunità islamiche dopo l'assassinio di padre Jacques Hamel nella Chiesa di Rouen. Perché lo “scontro di civiltà” non esiste, così come non esiste una “guerra di religione”, così come è vero che cristiani, laici e musulmani possono ben camminare insieme sulla via della convivenza e della reciproca comprensione. Ma non solo in Francia cattolici e musulmani si sono scambiati il segno della pace, ma anche in Italia in diverse Chiese si è svolto lo sesso rito. Appelli alla pace, alla solidarietà ed alla misericordia, un giorno di preghiera comune, con un messaggio comune: "Siamo tutti fratelli" lo spirito dei musulmani presenti uniti contro "l'ultimo selvaggio crimine in netta opposizione a tutti gli insegnamenti dell'Islam". E se alle parole seguiranno i fatti potrebbe essere davvero una svolta. Adesso spetta proprio ai moderati musulmani (i cattolici nulla c'entrano con il terrorismo) far sì che tutto il loro mondo sia compatto nell'evitare una guerra di religione e magari essere i primi a denunciare i possibili terroristi. Per ora le denunce sono pari allo zero, quando invece il vero ed unico modo per combattere e sconfiggere i terroristi sarebbe quello che i loro correligionari facessero intorno a loro terra bruciata. Non aiutarli mai a nascondersi e fuggire, ma denunciarli subito alle autorità. Da Milano a Roma, da Napoli a Trento si sono svolte cerimonie comuni. A Roma nella Chiesa di Santa Maria in Trastevere si sono seduti in prima fila, davanti all'altare, gli iman di alcune moschee romane. Hanno anche preso la parola condannando il terrorismo chiedendo un dialogo di pace. Speriamo che questo sia solo l’inizio anche se di un lungo e faticoso cammino che porti comunque ad una serena e pacifica convivenza tra cattolici, musulmani e laici.

4 commenti:

  1. due differenze fondamentali tra cristianesimo e islam: il cristianesimo ha avuto un Nuovo Testamento che ha superato il Vecchio Testamento e ha un Papa che ne dà l’interpretazione valida per tutti i cristiani. È quello che tutte le persone colte sostengono ma, a parer mio, sono due cose ineludibili per i teologi ma superflue per i fedeli. Il Cristianesimo è nato quando Cristo è sceso in terra e ha detto «Ama il prossimo tuo come te stesso» e «Non fare ad altri ciò che non vuoi venga fatto a te»: con queste semplici ed inequivocabili parole ha cancellato, emarginato tutta la violenza contenuta nei precedenti testi sacri indicando, da quel momento in poi, la strada per separare il bene dal male. Tutto il resto è teologia, importantissima, ma teologia: quello che conta è Cristo con la sua parola che non può essere fraintesa. Confrontare cristianesimo e islam sulla base di disquisizioni interpretative è deviante e può divenire, grazie alla cultura dei “contendenti”, tanto cavilloso da perdere di vista la realtà: Cristo ha predicato la pace, Maometto no. Punto. Nessuno può uccidere in nome di Cristo (anche se è stato fatto, bestemmiando le sue parole), chiunque può uccidere in nome di Maometto citando le sue parole. Punto.

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  2. Andate pure a messa, ma la verità su Maometto è questa qua: in passato sono stati commessi crimini orrendi in nome del cristianesimo, ma il cristianesimo è e resta una religione di pace, così come è una religione di pace il buddismo. Ci potrà pur essere qualche svitato nel mondo che uccide proclamandosi buddista, ma la religione buddista resta in ogni modo una religione di pace. Allo stesso modo ci sono stati troppi cristiani che hanno ucciso in nome di Cristo, ma il messaggio di Cristo è «Ama il prossimo tuo come te stesso». Quello di Maometto no. Quello di Maometto è un messaggio di violenza e di morte. E non rendersene conto, o illudersi soltanto perché un gruppetto di musulmani fa finta di andare a messa alla domenica, non è soltanto molto sbagliato. È soprattutto, come ripetiamo da tempo, temo inutilmente, molto pericoloso...

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  3. La chiesa Bergogliona offre pane eucaristico a non battezzati in modo blasfemo e la nega ai cristiani divorziati. Vergogna. O erano tartine?

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  4. “Tu mi ammazzi un parroco e poi ti inviti la settimana dopo nella mia Chiesa a pregare la tua religione. Anche le altre chiese del mondo oggi saranno invase da musulmani senza che nessuno li abbia invitati”.

    Inizia così, la lettera di protesta di un prete cattolico contro la pagliacciata degli islamici nelle chiese, dopo che due immigrati islamici di seconda generazione hanno sgozzato padre Jacques Hamel nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray. Che definisce come “l’ennesimo atto di prepotenza dell’islam”.

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