Referendum, la Cassazione dice "Sì"... e noi tutti siamo pronti a dire "NO"!

Che referendum sia. La Cassazione ha detto "Sì" dando il via libera ufficiale alla consultazione popolare sulla riforma costituzionale. E noi - sia per i contenuti della riforma Renzi-Boschi, sia per l'operato dell'attuale governo tutto fumo e niente arrosto - siamo pronti a dire "NO"! Da oggi Matteo Renzi avrà sessanta giorni per fissare la data della consultazione popolare. Tanto che i grillini sono subito partiti
all'assalto del premier: "Ora che la Corte di Cassazione si è pronunciata Renzi deve smetterla di prendere in giro i cittadini italiani e indicare immediatamente la data in cui si andrà a votare per il referendum costituzionale". Lo affermano in una nota congiunta i parlamentari M5s di Camera e Senato. "Ogni altro vergognoso tentativo di rimandare il voto alle calende greche, oltre a quelli messi in atto fino ad ora - proseguono - , rappresenterebbe una grave violazione delle regole democratiche e una mancanza di rispetto nei confronti di tutti i cittadini italiani. Siamo stanchi dei soprusi della casta e dei ladri di democrazia che, con lo stravolgimento dei principi fondamentali sanciti dalla riforma costituzionale voluta dal trio Renzi-Boschi-Verdini e con i loro giochini di palazzo, cercano di erodere il cardine della sovranità popolare. L'esecutivo la smetta con questa condotta antidemocratica altrimenti porremo in essere tutte le iniziative democratiche a nostra disposizione affinché i cittadini possano esprimersi al più presto su un tema così delicato e importante come questo. Abbiamo compreso che Renzi, il quale prima affermava che il referendum si sarebbe svolto il 2 ottobre, vuole far votare gli italiani solo quando avrà in mano sondaggi positivi, ma si è superato ampiamente il limite".
"In autunno vincerà il 'NO' e Renzi andrà a casa - mette in chiaro il presidente dei deputati azzurri, Renato Brunetta - andrà in esilio in quel di Rignano con i suoi cari". Il fronte del "NO" non solo è compatto, ma è anche trasversale. Contro la riforma costituzionale non si è schierato solo il centrodestra (Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia), ma anche il Movimento 5 Stelle e i "ribelli" del Partito democratico. L'obiettivo è comune: votare "NO" per "mandare a casa Renzi e ripristinare la democrazia nel nostro Paese. In base alle disposizioni della Cassazione, il referendum dovrebbe tenersi intorno a metà ottobre. Ad oggi i sondaggi danno il "Sì" in netto svantaggio. Tanto che il premier si è visto costretto a cambiare strategia. Prima delle elezioni amministrative di maggio era tutto un "Se perdo mi dimetto", "Se non vince il 'Sì' lascio la politica" e "Dopo di me il diluvio...". Poi, la scoppola alle Comunali gli ha fatto aprire gli occhi. Tanto che adesso non è più così convinto di legare il risultato della consultazione popolare al suo futuro in politica.

2 commenti:

  1. Dico NO a prescindere: renzi mi sta proprio sulle palle!

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  2. Il piano di Governo e BCE su MPS annuncia un'operazione ponte di 6 mesi poco chiara e poco credibile. L'unica cosa chiara in tutta la faccenda è che vogliono prendere tempo. Non si possono permettere che il vaso di Pandora venga scoperchiato prima del referendum sulle riforme costituzionali. Si potrebbe turbare troppo l'opinione pubblica, soprattutto dopo gli schiaffi pensanti presi alle recenti amministrative.

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