martedì 9 agosto 2016

Renzi nel Paese delle meraviglie. La Signora Maria in quello reale.

In quello che un tempo fu il Belpaese esistono due Paesi. Uno è il Paese reale, quello dove tra mille affanni cerca di sopravvive la Signora Maria. Un altro è il Paese delle meraviglie, quello dove spadroneggia Matteo Renzi. Nel Paese reale il potere d’acquisto della Signora Maria si assottiglia di giorno in giorno per effetto dell’aumento del costo della vita e dell’infausto passaggio dall’euro alla lira che di fatto le hanno dimezzato la pensione. E lei, la Signora Maria, si ritrova ‘abbandonata’ dalla politica e dalle istituzioni,
costretta com’è da questo governo a campare con quattro soldi di pensione, e ‘sola’, perché figli e nipoti sono emigrati all’estero in cerca di un lavoro e di una vita migliore. Ed è proprio a lei, alla Signora Maria, che il 4 dicembre si chiede di votare “Sì” ad un referendum, di cui ignora contenuti ed effetti, solo per consentire al premier - che tra l'altro lei come tutti gli italiani non ha mai votato - di continuare a ridurla in miseria, di consentire a migliaia di migranti di sbarcare fin sotto casa sua, di aumentare le tasse di bolletta in bolletta, di ridurre all’osso le prestazioni sanitarie e di lasciare la sua città sporca e insicura. Nel Paese delle meraviglie, quello del “premier senza voto”, si pensa, invece, a tutt’altre faccende che poco incidono sul quotidiano di cittadini, come la Signora Maria. Un Paese che non è mai uscito dal tunnel della crisi. Un Paese sfasciato in tutto e per tutto. Un Paese senza nè capo nè coda, praticamente allo sbando. Ma lui, il “premier senza voto” ostenta che va tutto bene e che bisogna essere ottimisti, all'insegna della migliore scuola goebbelsiana del ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte affinchè diventi una verità. Nel Paese reale, i problemi sono reali, e in questo Paese sopravvive la Signora Maria e la maggior parte degli italiani che campano di stipendio fisso e di pensione. E fortunati loro che, pure in una vita di stenti, uno straccio di reddito ce l’hanno! Nell’altro Paese, quello immaginario, quello delle meraviglie, regna il governo di Matteo Renzi e della casta che si occupa di problemi che nulla hanno a che vedere con il Paese reale. Il popolo chiede a chi governa una vita dignitosa, lavoro, casa, salute, istruzione, sicurezza e giustizia. Chi governa, invece, gli restituisce 'riforme' che servono solo a concentrare il controllo del Paese nelle mani di un solo uomo al comando che reclama ancora più potere per sistemare meglio i fatti suoi e quelli dei suoi amici. Ma così non và e non andrà, anche perchè accà nisciuno è fesso!

2 commenti:

  1. Cosa sta succedendo esattamente in MPS? Il fatto più incredibile è che nessuno lo sa. Probabilmente nemmeno quelli che stanno gestendo o cercando di gestire il salvataggio dell'istituto senese. Vi avevamo spiegato che il Governo ha avuto delle incredibili carte da giocare al fine di cambiare le sorti "bancarie" del Bel Paese, ma ha deciso di passare la mano per inginocchiarsi a lobby e ad altri amici a cui non fare dispetti. Ora il groviglio di Monte dei Paschi è diventato, letteralmente, una bomba ad orologeria. Con il premier impegnato nel disperato tentativo di caricare il timer per ritardare l'esplosione dopo il referendum costituzionale. Tutto è male ciò che finisce male, perché forse qualcuno si è dimenticato che ci sono milioni di risparmiatori italiani con il fiato sospeso, non più disposti a bersi le balle del Premier (che qualche giorno tornava a ribadire il risanamento di MPS).

    Il Fondo Atlante (1 e 2) è un altro mistero, ora sembrerebbe che le casse previdenziali (leggasi le pensioni degli italiani) si vogliano smarcare. Verrebbe da dire per "insufficienza di prove", dato che il fantomatico piano è tenuto chiuso nelle segrete del castello. La BCE e le altre istituzioni europee, dal canto loro, sono più spaventate del Primo Ministro. Sanno bene che, dopo la Brexit, far saltare una banca sistemica della Zona Euro vorrebbe dire distruggere la credibilità dell'Unione Bancaria e manifestare il modo in cui la moneta unica (soprattutto i vincoli che si porta dietro) sia uno strumento inadatto a gestire questo tipo di scenari.

    La cosa certa, però, è che si ricalcherà il copione utilizzato coi quattro istituti di credito già saltati. Ovvero, questo gigantesco ammontare di sofferenze - si parla di quasi 30 miliardi di Euro, una cifra che supera la Legge Finanziaria - verrà cartolarizzato e reimmesso sul mercato con tre tranche: la "senior" (quella garantita dallo Stato), la "mezzanina" (rischiosa) e la "junior" (ancora più rischiosa). Tuttavia, quale sarà il prezzo delle sofferenze, chi le comprerà e in che modo verranno impacchettate, rimane l'ennesimo punto di domanda. Sullo scenario si staglia la figura della JP Morgan, che sembrerebbe essere stata chiamata in causa dal buon Matteo per rastrellare le Senior con un prestito ponte. Solo quelle, naturalmente, perché grazie alla garanzia statale di Cassa Depositi e Prestiti non si rischierebbe nulla. Sempre a patto che esistano sul pianeta terra almeno due agenzie di rating disposte a dare una valutazione alla tranche.

    Se tutto dovesse funzionare, Monte Paschi dovrà rastrellare soldi (tanti) per il suo aumento di capitale. Il tutto avverrà, come calcolato, dopo il referendum di ottobre. Oggi, però, non ci si vuole ancora pensare: un atteggiamento assolutamente irresponsabile. Perché già si paventa l'ipotesi di un nuovo bail-in o, peggio ancora, dell'intervento dell'ESM (il Fondo Salva-Stati), che vorrebbe dire consegnare il Paese nelle mani della Troika. Cosa ancor più incredibile nell'atteggiamento del Governo - che evidentemente punta solo a "blindarsi" nelle stanze dei bottoni - è la totale mancanza di ricettività e di proposta di qualsivoglia soluzione. Nessuno, ad eccezione del Movimento 5 Stelle, parla dell'importanza di una vera separazione bancaria e dell'avere una banca pubblica. Nonostante tutto, sono troppo impegnati a fare calcoli politici e di poltrona piuttosto che risolvere i problemi del Bel Paese e dei suoi cittadini. Questa è, definitivamente, la cosa più triste.

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  2. mariottini24 agosto, 2016

    Prima di Renzi si faceva il mutuo per acquistare casa, adesso per andare in pensione.

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