venerdì 12 agosto 2016

Renzi, purtroppo per lui, ma soprattutto per noi, continua a non piacerci.

Renzi, purtroppo per lui, ma soprattutto per noi, continua a non piacerci. Perché? Presto detto. Perché è il peggio che l’incestuoso amplesso tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista potesse partorire! Perchè è uno tutto balle e zero fatti, come l'ultimo spot elettorale sul risparmio di '500milioni di euro' da dare ai poveri se vince il 'Sì' al referendum costituzionale, che assomiglia tanto a quello degli '80euri' delle elezioni europee che poi si è ripresi! Perchè è uno che non dice mai la verità come nel caso del nostro impegno militare in Libia che ha sempre smentito, sebbene da tempo si sospettasse che i corpi scelti fossero in qualche modo coinvolti, come si è poi scoperto da recenti fughe di notizie. Insomma, questo è "uno" capace di tutto, persino di farci ritrovare in guerra a nostra insaputa!
Avido di potere, vanitoso e pieno di boria, superbo e arrogante, esalta il proprio ego fino a diventare antipatico e odioso persino a chi fino ad oggi lo ha sostenuto. Capace di rammaricarsi che la Pellegrini nei 200 stile libero non abbia fatto meglio del quarto posto non tanto per l’insuccesso dell’atleta o la sconfitta dell’Italia alle Olimpiadi, ma perché il suo ego non è potuto volare a Rio e salire sul podio del vincitore, ma è dovuto restare a casa: A CASA dove milioni di italiani sono pronti a rispedirlo non appena si andrà a votare "la sua riforma costituzionale"! Pronto ad allearsi con chiunque sia in quel momento disponibile ad appoggiare i suoi piani, abile a smarcarsi dalle sconfitte pur di restare sempre a galla e con una balla sempre a portata di mano: "Anche io ho sbagliato a dare dei messaggi: questo referendum non è il mio referendum, perché questa riforma ha un padre che si chiama Giorgio Napolitano. Ho fatto un errore a personalizzare troppo, bisogna dire agli italiani che non è la riforma di una persona, ma la riforma che serve all'Italia". Lo ha detto Matteo Renzi alla festa dell'Unità di Bosco Albergati (Modena). Il referendum sulla riforma della Costituzione "non c'entra niente con la legge elettorale. A questa riforma - ha detto - nel merito è quasi impossibile votare no. Il referendum prevede un sì o un no, se si dice no rimane tutto come è adesso. Se il referendum passa, i 500 milioni risparmiati sui costi della politica pensate che bello metterli sul fondo della povertà e darli ai nostri concittadini che non ce la fanno."(!?). Insomma, il “premier senza voto” è riuscito a mentire anche sui risparmi della riforma costituzionale! A sbugiardarlo la nota della Ragioneria dello Stato del 28 ottobre 2014 in cui si parlava di 57,7 milioni di effettivi risparmi, a dispetto dei suoi 500 milioni. E comunque, anche a fronte di quei presunti e non veritieri risparmi, il suo governo ha dei seri problemi a chiudere questa finanziaria soprattutto dopo l’ennesimo crack miliardario di Monte Paschi di Siena: una bomba ad orologeria con il “premier senza voto” impegnato nel disperato tentativo di caricare il timer per ritardare l'esplosione almeno dopo il referendum costituzionale. Ma tanto 'lui' il referendum lo perde lo stesso, questo è certo. Meno certo è il fatto che 'lui' si dimetta se vincono i “NO”!

10 commenti:

  1. non ha fatto nulla per farsi piacere, ma solo per rendersi indigesto alla stragrande maggioranza degli italiani: una grande delusione!

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  2. roberto s.11 agosto, 2016

    Siamo in missione di pace ma stiamo vincendo la guerra. Potenza del politically correct.

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  3. Renzi a Casa! Serve solo la data ufficiale ma l'enfant prodige fiorentino ha finito il suo "corso "!

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  4. Se i partiti non rappresentano più nessuno, tra i sindacati e le associazioni di categoria le cose non vanno meglio. In questi giorni molti vertici di sindacati e associazioni di categoria si schierano per il SI al referendum costituzionale.
    Le stesse sigle che hanno taciuto sul Jobs Act e sui vergognosi trattati Ue-Marocco e Ue-Tunisia che stanno danneggiando la nostra agricoltura.
    Renzi pensa che incassando il SI dei vertici, porterà con se anche quello degli iscritti.
    Illuso!
    Ormai queste sigle non rappresentano più nessuno. Lo hanno dimostrato le ultime amministrative, dove i vertici di istituzioni pubbliche e sigle di rappresentanza hanno sostenuto il Pd, mentre i loro dipendenti e iscritti hanno votato per il Movimento 5 Stelle.
    Renzi parli pure a coloro che si definiscono vertici. Noi coinvolgeremo i cittadini, che non vedono l'ora di mandare a casa anche i sindacalisti di professione.

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  5. la mobilitazione delle banche e dei poteri forti su stampa e tv per il presidente Renzi sta crescendo sempre di più, forse perché temono concretamente che il popolo si riprenda la sua legittima sovranità. A maggior ragione, dobbiamo essere uniti per il NO a questo referendum.

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  6. Le piazze che riesce a riempire Ale di Battista sono la conferma che il Pd e Renzi non esistono più!

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  7. Proprio perché a chiederci di votare Sì al referendum costituzionale sono Renzi,il sistema bancario e l'UE, occorre votare NO!

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  8. L'Italia è il paese dei trucchi. Dove la regola base della nostra politica è: nulla si crea, nulla si distrugge. Non si governa, si fanno giochi di prestigio. Magari in pochi se ne sono accorti, compresi i cittadini, ma domenica si vota. Si vota per le province. Ma non erano state abolite? Appunto. Ma è proprio questo il trucco. Sono state abolite, ma comunque si vota. Abolite, ma per modo di dire. Abolite per la spending review ma si spende lo stesso. Si pensi che per la sola Sicilia la regione autonoma ha stanziato nove milioni di euro per le ex province. Si vota tra il 28 agosto e l'11 settembre a Macerata, Pavia, Mantova, Campobasso, Vercelli, Treviso, Ravenna. E poi per chiudere in bellezza a Cosenza il 23 ottobre. Il trucco è chiamarle elezioni di secondo grado: non votano gli elettori, ma i sindaci. L'obiettivo è eleggere il presidente della provincia, che avrà un vicepresidente e una struttura di governo. Non è una barzelletta, ma il paradosso è esattamente questo. Si vota per un presidente di qualcosa che sulla carta è stato abolito. Il presidente delle province morte. Sembra un racconto di Pirandello o di Buzzati e invece è la fotografia delle riforme istituzionali all'italiana.

    La stessa cosa avverrà con il Senato. In teoria se va in porto il progetto di Renzi il Senato scompare. Una sola Camera basta e avanza. Solo che al posto del vecchio Senato ci sarà un nuovo Senato, la differenza è che i senatori non saranno scelti direttamente dai cittadini ma selezionati tra i consiglieri regionali. È un altro trucco. Il prezzo da pagare per questo spettacolo degno di Silvan è che invece di semplificare si rende tutto più complicato. Il referendum diventa allora una sorta di «Sim Sala Bim», lo stesso Silvan tempo fa svelò che la formula magica viene dal ritornello di una canzone danese, ma di fatto nella politica italiana si può tranquillamente tradurre con un «stai sereno». Renzi non l'ha usata solo per Letta, ma ogni volta che ci ha illuso con i suoi giochi di prestigio: da una parte prendo e dall'altra tolgo. Avete presente gli 80 euro? Il trucco è sempre lo stesso. Matteo voleva il referendum non per abolire il Senato ma per farsi battere le mani, con un plebiscito. Ora che teme i fischi vi racconta che non si va a votare per applaudire il mago, ma per il futuro dell'Italia. Ma questo più che un trucco è una presa per i fondelli. Allora attenzione, se il presidente del Consiglio vi dice «Sim Sala Bim», fa apparire e scomparire le cose, non state per niente sereni. Vi sta semplicemente fregando.

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  9. Non ci resta che stringerci tutti attorno a chi in queste ore ha il compito di lenire i dolori, salvare più vite possibili, curare i feriti, confortare e aiutare concretamente chi ha perso ogni bene. Parliamo del governo e delle sue istituzioni. Così senza alcuna esitazione oggi diciamo: forza Renzi. Tocca a lui fare il possibile e l'impossibile, e noi saremo al suo fianco per sostenerlo, a differenza di quanto fecero la sinistra, i suoi giornali e i suoi intellettuali all'epoca del terremoto dell'Aquila. Gentaglia che speculò sul sangue e sul dolore degli abruzzesi

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  10. Pur di mandare a casa Renzi mi alleo con la destra. È autoritario, accentratore, governa con i suoi quattro amici e le lobby!

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