Statali, blocco degli stipendi. Codacons ricorre al Tar e chiede: "10.400 euro a ogni lavoratore"!

Il Codacons ha presentato il primo ricorso collettivo al Tar del Lazio contro il blocco degli stipendi nel pubblico impiego. Lo annuncia l'associazione in un comunicato, nel quale ricorda che "nulla è stato fatto a distanza di oltre un anno dall'esecutività della sentenza della Corte Costituzionale", che aveva dichiarato illegittimo a partire da luglio 2015 il blocco del rinnovo della contrattazione collettiva per il personale pubblico. Per tale motivo il Codacons
ha presentato un ricorso collettivo al Tar del Lazio "finalizzato - si legge - ad ottenere la condanna al risarcimento del danno subito da ciascun ricorrente per il periodo compreso tra il 30 luglio 2015 e tutt'oggi, e alla corresponsione di un equo indennizzo, a compensazione del sacrificio imposto ai ricorrenti per effetto del mancato adeguamento del trattamento economico-stipendiale, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2010 e il 30 luglio 2015, anche a titolo di arricchimento senza causa dell'amministrazione, per un totale complessivo di 10.400 euro a lavoratore", conclude la nota dell'associazione.
BLOCCO STIPENDI STATALI: AL VIA L'AZIONE COLLETTIVA DI CODACONS.
Il Codacons avvia un'iniziativa in favore dei dipendenti pubblici costretti a subire il blocco degli stipendi dal 2010. L'obiettivo è il rinnovo dei contratti collettivi e un indennizzo/risarcimento non inferiore a 8.800 €
1. I dipendenti statali sono danneggiati. Dal 2010 gli stipendi dei pubblici dipendenti sono fermi: non fruiscono, cioè, dell'adeguamento rispetto all'aumento del costo della vita calcolato in base agli indici ISTAT. Ogni dipendente ministeriale ha perso, in termini di mancato aumento salariale, circa 2.700 euro lordi l'anno.
2. Il blocco degli stipendi è incostituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale n. 178 del 24 giugno 2015 ha stabilito che il blocco dei contratti del pubblico impiego è illegittimo e incostituzionale, ma ha limitato tale illeggittimità solo al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza stessa.
GLI OBIETTIVI DELL'AZIONE COLLETTIVA:
RISARCIMENTO. Per danni per mancato rinnovo dalla data successiva alla pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale. La richiesta è di 200 euro al mese per il periodo successivo al 30 luglio 2015.
INDENNIZZO. Per danni per effetto mancato rinnovo dal 2010. La richiesta di indennizzo è di 100 euro al mese per il periodo che va dal 2010 al 30 luglio 2015.
RINNOVO. Rinnovo immediato dei contratti collettivi per il personale pubblico dipendente, obbligo direttamente scaturente dalla sentenza della Consulta.

Commenti

logos66 ha detto…
ben fatto! laddove non arrivano i sindacati, sempre alle prese con i loro emolumenti d'oro, ci pensano le associazioni dei consumatori a tutelare gli "indifesi"!

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