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Che emozione tornare nell’Archivio di Stato di Venezia!

di Stefano Dei Rossi. E’ stata una vera emozione tornare dentro all’Archivio di Stato di Venezia. Un’esperienza singolare davvero arricchente. Non era la prima volta, ma quest’oggi l’ho “sentita” molto di più. E’ stupendo riuscire ad intrufolarsi ogni tanto nel “Tempio della Memoria della Serenissima”: è come riappropriarsi per un attimo di una parte di te stesso, delle tue radici e intuire un po’ di più da che parte provieni,
e da quale razza di Storia maiuscola sei finito per sbucare. Per un Veneziano questo è molto importante perché la Venezia con la sua Storia non è una casa qualunque, è un microcosmo ricchissimo e singolare in cui si ha come l’onore di vivere e di muovere i propri passi dentro alle proprie microstorie. Se poi come oggi, si ha la fortuna d’essere accompagnati in questo tour sempre troppo breve da persone altrettanto maiuscole, competenti e preparate, la soddisfazione e l’emozione è ancora più grande… diventa ricordo indelebile. Mi è davvero piaciuto pochi minuti fa osservare dal vivo le pagine originali, i documenti in pergamena, i manoscritti, consunti e preziosissimi in cui si è lasciato traccia di molte delle vicende di Venezia. Nella fattispecie quest’oggi è toccato a Marin Falier il Doge “dalla bella mugièr che tutti la tràtta e lu la mantièn…” rivelarci oltre le sintetiche notizie della sua“damnatio memoriae” e del suo velo nero dipinto a Palazzo Ducale, quelli che sono stati i retroscena, i mandati, i compiti, le consegne che la Serenissima gli ha a lungo affidato. E’ stato come se il “Buon Marìn” per un attimo fosse transitato in mezzo alle montagne di documenti a “dirci la sua” quasi a illuminarci e discolpa e spiegazione di quanto è accaduto quella volta a Venezia… Dalle carte emergono ragioni, inciuci, interessi, manovre politiche, rivalità fra potenti famiglie nobiliari, e anche le Ambascerie, i contatti con i grandi della Storia, la nomina Dogale con la Promissione Dogale compilata “su misura” dopo le esperienze dei Dogi precedenti… e infine anche lo “scoperchiamento” della congiura… e la condanna quasi all’unanimità di una spietatezza che fa rabbrividire… Eppure era stato uno di loro, di quella stessa Venezia Serenissima… e invece no: si è ritrovato con la testa mozzata in mano. Lo so, la mia è solo fantasia… ma è stato per davvero bello essere condotti per mano almeno per un attimo dentro alle pieghe di tutte quelle carte con s’è fatta grande la nostra Repubblica Serenissima… Mi è piaciuto vedere sfilare via come in un film i faldoni saturi delle carte delle grandi Magistrature, del Consiglio, delle Schole, della Zecca, le Filze, e le Miscellanee e tutto resto… Quanta ricchezza inestimabile!… che è anche nostra. Non riusciremo mai a farci una chiara ragione di un mare così “Magno” di tanta bellezza storica, artistica, economica, politica e sapienziale… però sfiorarla con la mano, rincorrerla con l’occhio, ascoltarla per un attimo a volte aiuta… E’ bello essere Veneziani anche per questo… e in certi momenti lo avverti ancora di più.

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