martedì 6 settembre 2016

Due bugiardi soli al comando.

A Roma ci sono due giovanottoni di belle speranze. Uno a Palazzo Chigi. L’altra in Campidoglio. I due si applicano, si danno un gran da fare, ma i risultati sono a tutt’oggi molto, ma molto scarsi! Uno fa il Presidente del Consiglio, senza mandato popolare, e va dicendo in giro che "l’Italia è in crescita", quando non c’è bisogno di scomodare l’Istat per rendersi conto che è una balla colossale: basta guardare nel portafoglio per rendersene conto! Un’altra fa la Sindaca della Capitale, a suffragio universale, e va dicendo in giro di "non sapere" di avere in casa un’assessora indagata, quando invece sapeva tutto! Entrambi, oltre ad essere due giovani politici, vantano un'altra peculiarità: hanno clamorosamente mentito agli italiani.

14 commenti:

  1. Forse la sfida è a chi la dice più grossa: che delusione! E questi sarebbero i "nuovi" i "giovani" emergenti che dovrebbero salvare capra e cavoli? Questi secondo me se magnano sia la capra che il cavolo!

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  2. Di Renzi lo si sapeva... Ma di lei, cara Raggi.... governare è sicuramente difficile ma quanti tentennamenti, quanta poca trasparenza e quanta poca politica!

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  3. Che la Raggi fosse attaccata, era prevedibile. Il problema è che abbiamo la cattiva abitudine di giustificarci con le malefatte altrui. Se la sindaca rappresenta una politica giusta chiara e sincera, deve esserlo aldilà di chiunque, punto! Non dobbiamo guardare gli altri ma dobbiamo dimostrare di essere diversi, non "meno peggio". Il saper governare comunque si vedrà nel momento in cui la città e tutti i suoi servizi funzionano correttamente. La sindaca indichi quali sono tutti i problemi ORA e fissi i tempi e i modi CERTI per risolverli, calcolando difficoltà ed imprevisti. Solo questo indica la capacità di amministrare.

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  4. Non cantate vittoria: per gli italiani è meglio la Raggi che sbaglia, piuttosto che il ritorno di quelli di prima!

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  5. E' bufera dopo la notizia che la Muraro è indagata da aprile e la Raggi lo sapeva da luglio. L'assessora: "Mai mentito, sono sotto attacco mediatico". La sindaca: "Informati i vertici del partito", ma il direttorio nega

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  6. Federico Pizzarotti06 settembre, 2016

    Il Direttorio dovrebbe oggi rassegnare in blocco le proprie dimissioni per non aver saputo gestire il Movimento, e si dovrebbe finalmente tornare a parlare di partecipazione e di condivisione degli indirizzi politici, dopo la nuova tegola caduta sul Movimento con le vicende del Campidoglio.
    Nei due anni in cui il Direttorio gestisce il M5S sono stati scaricati due sindaci, di Gela e di Quarto, un terzo è stato sospeso oltre 100 giorni fa senza che esistesse una regola per farlo, ora vi è il caos a Roma, con un rimpallo di accuse tra chi dice di aver avvisato il Direttorio e chi invece sostiene di non sapere nulla dell'indagine in corso nei confronti dell'assessore Muraro. Tutto questo è stato causato da una grave mancanza di regole chiare a tutti. Da due anni chiedo una maggiore organizzazione e regole certe, condivise da tutti gli eletti portavoce attraverso un incontro pubblico, un meetup nazionale. Invece si legge sempre più spesso di incontri a porte chiuse e decisioni prese dall'alto. Ho sempre sostenuto che le correnti interne, che esistono anche nel Movimento, o vengono palesate oppure si rischia di rimanerne schiacciati. Alla luce di tutto questo, l'Italia non si governa con due clic in rete e con decisioni calate dall'alto e a porte chiuse. Serve incontrarsi, parlarsi, organizzarsi, anche litigare e discutere. Ma serve farlo a livello nazionale e con la partecipazione di tutti.

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  7. Quando la Raggi diceva di Pizzarotti: "Non doveva nascondere l'avviso di garanzia"!?!?

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  8. La cosa grave non è tanto che la sindaca Raggi abbia nominato assessore al Bilancio un ex magistrato economico che dice «sprid» invece di spread e «down ground» invece di downgrade. E non è neanche che i conti depressi della Capitale siano finiti nelle mani di un signore che chiese, inascoltato, 351 miliardi di euro alle agenzie di rating per avere complottato contro Berlusconi e che ha dato alle stampe un saggio, ingiustamente passato sotto silenzio, dal titolo «Giulio Andreotti, Paolo Conte e Tinto Brass». Non è neppure che questo portento, il dottor De Dominicis, le sia stato segnalato dall’avvocato Sammarco, socio del berlusconiano di estrema destra Cesare Previti. Né che la Raggi, in campagna elettorale, si sia dimenticata di avere fatto pratica nel loro studio per poi minimizzare quella frequentazione imbarazzante riducendola a fugace struscio (a giudicare dalle ultime mosse, non così fugace).

    La cosa grave è che la sindaca dei Cinquestelle sia salita al Campidoglio senza uno straccio di classe dirigente, mentre il principale scopo di un movimento politico dovrebbe essere quello di selezionare le personalità da inserire nelle istituzioni. Così la Raggi ha dovuto affidarsi al bricolage, mettendo insieme pezzi della destra romana e figure discusse come quell’assessora all’Ambiente che ha tenuto nascosto per mesi un avviso di garanzia. Ricordate quando Grillo arringava i grulli profetando che in una politica liberata dall’infame presenza dei partiti avrebbe fatto gestire i bilanci dalle casalinghe di Voghera? Evidentemente le casalinghe sono finite. O non sono mai cominciate.

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  9. E’ come una telenovela che ogni ora riserva qualche novità. L’ultima è che l’assessore alla monnezza, la signora Paola Muraro era indagata da luglio, lo sapeva, ma non ha detto niente a nessuno. Intanto, stilava un lungo elenco di dirigenti da liquidare nell’azienda in cui era stata per oltre dieci anni consulente principale. Ci si domanda, a questo punto, quale sia il senso di tutte queste vicende. E che cosa rappresenti Virginia Raggi, il sindaco appena eletto.

    La definizione più bruciante è quella del governatore campano, Vincenzo De Luca, e cioè “bambolina imbambolata”. Eppure questo giovane avvocato, Virginia Raggi, avrà un suo posto nella storia politica italiana: infatti avrà seppellito, e definitivamente, ogni ambizione di governo del movimento Cinque Stelle.

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  10. Sul blog di Beppe Grillo, sempre pronto a puntare il dito contro "Pdmeno elle", governo e magagne degli altri al grido di "Onestà, onestà", non c'è nessun accenno alla questione-raggi. Come mai?

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  11. La sindaca Virginia Raggi e la sua assessora Paola Muraro hanno mentito ai romani e a tutti gli italiani. Ieri la prima cittadina di Roma non ha potuto che confermare l'indiscrezione da noi pubblicata, e cioè che entrambe erano a conoscenza fin da luglio che la procura aveva iscritto la Muraro sul registro degli indagati. Non è quindi vero che «nessuno sapeva», come sostenuto fino a poche ore fa.

    Dopo quelli sugli indagati colpevoli a prescindere e sugli stipendi da fame, cade così un altro dei dogmi sui quali i grillini hanno costruito la loro fortuna, quello della trasparenza senza se e senza ma. Proviamo a riepilogare. In due mesi di giunta Raggi (si fa per dire non avendo fatto un tubo) abbiamo imparato che: essere indagati non deve comportare conseguenze politiche automatiche e che un sindaco Cinquestelle può affidare incarichi delicati a persone sotto inchiesta; un manager pubblico va pagato per quello che si presume valga, anche centocinquanta-duecentomila euro se lo si ritiene; si possono nascondere ai propri elettori fatti sgradevoli - oggi tipo avvisi di garanzia, domani chissà - se nuocciono all'immagine del partito o dell'ente che si presiede; le guerre di potere interne a un movimento contano e valgono più dell'interesse comune; centri di potere possono raccomandare con successo nominativi da piazzare in posti strategici della pubblica amministrazione.

    Insomma, in poche settimane Virginia Raggi ha distrutto il sogno di qualche milione di italiani che ingenuamente pensavano di aver trovato nei Cinquestelle il rimedio a tutte le storture della politica e ai mali del paese. Ciò non toglie che forti del consenso ottenuto dal sessanta per cento dei romani, la Raggi e i suoi devono andare avanti, o almeno provarci. Ma che la smettano di romperci i santissimi con la loro presunta superiorità etica e morale che ovviamente non è mai esistita se non nelle battute del fondatore-comico. Devono cambiare postura e linguaggio, via quei sorrisetti allusivi da primi della classe. Che tirino su le maniche e immergano le mani nella melma della capitale. Come disse il grande Rino Formica «la politica è sangue e merda». Quindi fuori educande, signorini, pretini e perditempo.

    E anche belle signore e signorine dalla lacrima facile e dalla retorica dozzinale. Per governare Roma servono uomini, magari in gonnella, ma uomini.

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  12. L'affaire Muraro/Raggi a Roma sta minando l'intero progetto del Movimento, quello originario voluto da Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo. Trasparenza, legalità, democrazia diretta, coinvolgimento della rete, nulla di tutto ciò è stato fatto in questa imbarazzante vicenda romana.

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  13. Mi spiace tanto dirlo ma la vicenda di Roma sta imputtanando tutto il M5S. Che si può fare? Per me prima di tutto fuori la Muraro e poi scuse della Raggi alla Roma per bene

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  14. Delle due l’una, o i 5 Stelle sono un movimento omertoso che non trasmette all’esterno notizie così importanti oppure di Maio ha taciuto e non ha fatto nulla perché le cose andassero diversamente. Inoltre il Direttorio ha chiesto le dimissioni dell’assessore all’ambiente Muraro, la cacciata di Marra, vice capo di gabinetto, e di Romeo, capo della segreteria politica, e anche la defenestrazione dell’assessore al Bilancio, De Dominicis, per le sue gaffe e i legami con lo studio Sammarco.

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