Giuseppe Sala(h) paladino dell'accoglienza.

di Emilio Stagni. Chissà se il quasi 50% dei milanesi, che non andarono a votare lo scorso giugno, alle elezioni di sindaco della loro città, oggi si possono dichiarare soddisfatti di ritrovarsi come sindaco Giuseppe Sala(h). Dopo tre mesi dal suo insediamento a Palazzo Marino, non si vedono cambiamenti nelle strade della città meneghina, rispetto alla precedente amministrazione, almeno quei cambiamenti che
potrebbero essere visibili ad occhio nudo dal cittadino qualunque. Anzi, in periferia, sembra che la pulizia latiti, tra binari del tram trovi carte, bottiglie di plastica, lattine. Sono lì, immobili, giorno dopo giorno che ti guardano, sembrano oggetti familiari che ti appartengano, no anzi, sembrano parte di un'opera d'arte, un'installazione, un'opera d'arte tridimensionale. Milano è piena di queste opere d'arte. Per non parlare dei trasporti, durante il week end, che hanno gli stessi tempi di attesa che si avevano trenta o quaranta anni fa. Quando la densità di popolazione era ben più bassa, si poteva liberamente utilizzare l'auto nel centro cittadino e i negozi, il giorno di festa, erano chiusi. Oggi, Milano è una città quasi turistica, sia perché è diventata meta di turisti stranieri, sia per quei cittadini dell'hinterland milanese che raggiungono il capoluogo per fare shopping o per una semplice passeggiata. Insomma la città vive, lavora, si sposta, più o meno come negli altri giorni della settimana, ma di questo il nostro sindaco (incluso quello precedente) sembra non accorgersi. A Londra hanno dato il via alla metropolitana che funziona 24 ore al giorno mentre a Milano, soprattutto se sei in periferia, per un tram puoi aspettare più di venti minuti. E cosa dire delle occupazioni abusive nelle case Aler, o che "nei cortili continue aggressioni con rapine e scippi. Nel mirino ci sono spesso gli anziani" come riporta il Corriere della Sera. Si, d'accordo sono solo tre mesi di gestione della città, ma a questa bisogna sommare anche quella relativa al precedente mandato, quello di Pisapia, la famiglia è la stessa. Del resto il Sig. Giuseppe Sala(h) non ha tempo su queste sciocchezze essendo indaffarato su altri temi come quello dell'immigrazione. Dove lo metto, dove lo metto non si sa, ieri nell'area ex Expo, oggi nella caserma a Piazza Firenze, domani al PalaSharp (palazzetto dello sport). La sua opera incessante è quella di trovare un qualsiasi pertugio dove mettere il "profugo". Vi consiglio, quando uscite di casa, di chiudere bene la porta, perché c'è il rischio, quando tornate, di trovare, nella vostra abitazione, il nostro sindaco in compagnia di qualche "richiedente asilo". E trova anche il tempo di scrivere un'appassionata lettera al quotidiano "La Repubblica" dal titolo "Cambiare politica sull'immigrazione" e subito, ho pensato, forse il nostro pro islamico, ha capito che bisogna fermare questa invasione! Mi sono dovuto immediatamente ricredere, la lettera serviva a sollecitare quattrini, ma non per le fasce sociali più bisognose della nostra società, ma perché "la nostra città viva nell'accoglienza". "Abbiamo bisogno di una politica di integrazione seria, pianificata e dotata dei mezzi finanziari adeguati". Perché la preoccupazione maggiore, per il "Beppe", è che milioni di voti finiscano ai "populisti di ogni genere". "Non definiamola più emergenza" scrive il nostro paladino e aggiunge"Centinaia di migliaia di persone fuggono la guerra, la fame e la persecuzione". Le menzogne della sinistra non hanno mai fine. Quel giorno, quasi il 50% dei milanesi preferì una giornata al mare, al lago, in montagna o semplicemente restò a casa, mentre il 25% degli elettori decretarono che Giuseppe Sala(h) doveva essere il nuovo sindaco. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

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