Il baciamano.

di Massimo Gramellini. Quesito per maschi in ascolto: riuscireste a essere galanti con una donna che il giorno prima vi ha volutamente umiliato, lasciandovi marcire in anticamera per andarsene in trattoria con gli amici, nonostante avesse un appuntamento con voi? Una donna, oltretutto, da cui non sperate di ricevere più niente,
perché ciò che desideravate da lei ve lo ha già pubblicamente e definitivamente negato con toni stizziti e strafottenti? Io no. E infatti non sono Giovanni Malagò, non ho il suo sguardo sterminatore né la sua gestualità professionale, senza contare che l’unica volta in cui ho tentato il baciamano sono andato a sbattere contro un anello particolarmente acuminato. Questa immagine fotografa il contatto tra la Prima Repubblica democristiana e la Terza grillina. Il baciamano del presidente del Coni sa di inclusione, buone maniere e inevitabile ipocrisia, perché lui quella mano gliela mozzerebbe volentieri con un morso. Mentre negli atteggiamenti stucchevoli della sindaca di Roma - al cui confronto Hillary Clinton appare una ragazzona simpatica e spontanea - traspare il tratto fondante della setta grillina: il disprezzo per chiunque c’era prima, e che già solo per questo è una persona di cui diffidare, meglio ancora da umiliare. Per le seguaci del Dibba la galanteria è un’aggravante.

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